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Visitando LOVEre, un paese da amare

7 maggio 2021 - Tempo di lettura: 5 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Ciao! Siamo tre turisti e per le vacanze abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno a Lovere, un paese sul lago d’Iseo. Ma cosa vedere?

Appena arrivati nella deliziosa località lacustre, siamo andati all’ufficio informazioni e qui una ragazza gentilissima ci ha consigliato alcuni monumenti che secondo lei richiedevano una visita: la Torre Civica, la piazza Tredici Martiri e il monumento ai Tredici Martiri.

Ci siamo recati quindi in centro storico, sempre accompagnati dalla guida turistica, dove è situata la Torre Civica. Più nello specifico si trova in piazza Vittorio Emanuele II. Successivamente la ragazza ci ha spiegato che sulla torre è ben visibile il Leone di S. Marco, datato 1442, testimonianza della dominazione veneta. Qui sono stati trovati anche altri affreschi di epoche diverse, del periodo romano fino a quelli risalenti al periodo contemporaneo; ora sono nel Municipio per conservarli al meglio.

Ci ha mostrato pure l’orologio presente sulla sommità della torre, che dal 1448 scandisce le ore ai loveresi. Nella sala d’ingresso al piano terra è stato posizionato un video multimediale, da cui si possono ottenere informazioni sui luoghi importanti da visitare.

Grazie ad una scalinata in ferro, non particolarmente impegnativa, siamo arrivati in cima, e da qui abbiamo potuto ammirare un panorama mozzafiato.

La torre civica esiste dalla fine del Medioevo, ma la piazza in cui è situata risale al XIII secolo, era il centro di molte attività notarili, considerando che qui vi era il palazzo podestarile. La fontana che rende ancora più affascinante la piazzetta è stata inaugurata nel 1881.

La torre è alta 28 metri, è di colore grigio, dato che è costruita in mattoni di pietra, l’affresco del leone presenta bei colori accesi, che spiccano sul fondo chiaro.

L’orologio funziona ancora e, nonostante gli anni trascorsi, le ore si leggono molto bene. Grazie ad un’associazione di volontari questa bellezza può essere vista dai turisti che vengono ad ammirare Lovere. Un importante lavoro di restauro risale al 2013, gli intonaci esterni sono stati rifatti nel 2017. La “Torre dell’orologio del Comune”, chiamata anche nel 1466 “La Torre delle ore”, merita proprio di essere visitata ed apprezzata in tutta la sua bellezza.

Uno scorcio del paese visto dalla sommità della Torre civica

Ma eccoci arrivati, nel giro di poco tempo, nella centralissima Piazza XIII Martiri. Le parole della nostra guida ci hanno colpito: “La fontana che ora vedete è un monumento dedicato alla libertà ed è stata costruita nel XIX secolo; è un elemento artistico ma ha anche un uso pubblico”.

“Il materiale del monumento è probabilmente roccioso. La struttura è posta su un basamento e circondata da 2 leoni e 2 cavalli, dai quali esce dell’acqua che cade in una conchiglia sottostante”.

La donna rappresentata è la Libertà, infatti è stata costruita nel 1881, per celebrare l’indipendenza italiana. La statua è dedicata ai 13 Martiri loveresi. Su di essa troviamo una pietra dove è riportata la scritta: «AI PRODI LOVERESI che la lor vita sagrarono all’unità, all’indipendenza d’Italia».

Il monumento è stato voluto e finanziato da Enrico Banzolini, che combatté con Garibaldi in molte battaglie. Dopo essersi sposato, diventato deputato ed in seguito sindaco di Volpino, ingaggiò il costruttore Giacomo Sozzi per costruire la struttura. Precedentemente era presente un palazzo antico della famiglia Bertolotti, che fu demolito per costruirla e per allargare la piazza.

Una foto d’epoca

La nostra guida, a questo punto, ha proseguito con la storia dei XIII Martiri. “La piazza che ospita la fontana prende il nome dai tredici partigiani che furono fucilati in località «Poltragno» e in località «Magazzini» il 22 dicembre 1943. Essi, prima di essere assassinati, furono portati nel convitto «Baroni» di Bergamo, dove furono torturati e maltrattati. Tutti facevano parte di un gruppo antifascista e oltre la metà di loro non aveva compiuto i vent’anni.”

La piazza XIII martiri ci è sembrata il punto di ritrovo più importante di Lovere, il cuore di questa bella cittadina affacciata sul lago d’Iseo. Dopo aver attraversato via Gragorini, abbiamo concluso il nostro tour davanti al monumento realizzato in ricordo dei tredici ragazzi barbaramente uccisi dai fascisti.

Il monumento è formato da due parti principali: vi è una base in porfido con incisi i nomi dei ragazzi, con a lato scritta la loro età e la data della loro morte. Sulla base poggia una colonna in pietra semi-lavorata, su cui si trovano tredici chiodi che rappresentano le giovani vite spezzate dalla cattiveria e dalla violenza.

La data di realizzazione del monumento coincide con il sessantesimo della fucilazione dei Tredici Martiri, cioè il 2003; una cerimonia solenne ha ricordato il sacrificio delle persone che lottarono per liberare l’Italia dal nazismo e dal fascismo.

I materiali per la costruzione sono quelli locali: per la colonna è stata scelta la pietra di Sarnico, che poi è stata sgrezzata e spuntata nella parte superiore. Per la base è stata scelta la pietra di Porfido colore rosso manga, proveniente dal Trentino Alto Adige, che è stata lavorata fino alla forma di lastra e poi è stata levigata.

Lo stato di conservazione del monumento ad oggi è buono. Non si notano rotture né sulla base né sulla colonna. Le scritte sono leggibili, mentre i chiodi sono ancora integri sebbene ossidati dall’atmosfera, anche se le informazioni raccolte indicano che erano stati intenzionalmente posti ossidati.

Nel 2013 il monumento è stato ripulito dopo un atto vandalico dovuto a teppisti che lo avevano imbrattato di vernice rossa. Nel 2018 è stata installata una rete in acciaio di protezione per impedire che le persone camminassero sulla base che precedentemente non era stata cintata.

Quante belle cose abbiamo imparato in questo indimenticabile giro turistico! Abbiamo ringraziato la nostra guida e le abbiamo promesso che ritorneremo presto sul Sebino, perché Lovere ha ancora tante cose da raccontarci della sua affascinante e ricchissima storia.

Giulia Rota, Luca Macario & Raffaele Spelgatti

Un particolare grazie va alla nostra professoressa di Arte e Immagine, Elena Cesana, con la quale abbiamo approfondito la storia dei monumenti loveresi.