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Arredare casa: una passione che dura da 35 anni

31 gennaio 2020 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Viaggio fra le attività artigianali e i mestieri del territorio 

Ci sono mestieri, lavori, attività che difficilmente vengono presi in considerazione dai giovani che stanno per lasciare la scuola media e che, durante la scelta delle superiori iniziano a chiedersi: ma cosa voglio fare “da grande”? …

Eppure sono lavori dalle mille soddisfazioni, dalla grande possibilità di crescita e anche, in molti casi, di guadagno. Lavori “vecchi” che si sono rinnovati nel tempo per rispondere sempre più alle richieste dei clienti e che hanno aperto ampi spazi anche alla tecnologia che tanto piace ai giovani.

Apriamo questa serie di articoli con l’intervista a Giuseppe Delvecchio e Emanuele Poletti, proprietari della Dibieffe, oltre a negozio di arredamenti falegnameria come un tempo.


La storia di questo negozio, affiancato alla falegnameria, inizia più di 35 anni fa, esattamente nel 1984, quando Franco Delvecchio e Gianmario Poletti decidono, con altri due amici, tutti dipendenti di una ditta di Sovere, di aprire una loro azienda di arredamenti a Rogno, la Dibieffe. Sigla che nasce da tre dei loro cognomi: Di Delvecchio, Bi Benaglio, Effe Filippi. Benaglio e Filippi lasciarono e la Dibieffe restò alle famiglie Delvecchio e Poletti, che la fecero crescere fino a oggi. La tradizione, infatti, prosegue grazie ai figli di Franco e Gianmario, i nostri papà, Emanuele e Giuseppe (nella foto il giorno dell’inaugurazione della nuova sede), che si dividono gli impegni rispettivamente nella falegnameria e nel negozio. Inoltre, l’azienda si è ingrandita con una sede in Svizzera, la Tecnohouse.

È ai titolari della Dibieffe che chiediamo perché consiglierebbero a un giovane di intraprendere un lavoro di questo tipo nel 2020 e quale percorso di studi consiglierebbero di seguire.

Dicono: “Sarebbe meglio avere una formazione come può dare il liceo scientifico; e, finito il liceo, fare un’esperienza di qualche settimana, almeno un mese, in una falegnameria.

Mentre chi preferisce stare in negozio e non in falegnameria deve lavorare per un periodo di prova in qualche attività commerciale che ha come clienti persone che vengono da tutto il mondo, per approfondire la conoscenza delle lingue straniere indispensabili in questo lavoro”.

Prosegue Emanuele Poletti: “Sicuramente il lavoro in falegnameria avviene in un ambiente più rumoroso rispetto al negozio. La scelta dipende proprio dalla passione di ogni ragazzo”.

Proseguono i proprietari: “Sicuramente è un lavoro molto impegnativo e richiede tanta responsabilità. Anche periodi di lavoro fuori dall’Italia e in altri continenti. Ma è un impiego che oltre a dare tante soddisfazioni, come girare il mondo e dialogare con i clienti, dà dei buoni guadagni”.

Concludono: “La conoscenza delle lingue straniere è fondamentale in questa attività. Noi consigliamo lo spagnolo e l’inglese, oltre all’italiano. Fondamentale è saper pianificare gli appuntamenti e gli impegni, per questo bisogna avere una grande capacità organizzativa”.  

di Michele Delvecchio e Fabio Poletti