Una scintilla nel buio
15 dicembre 2022 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Parole per...Moltissimi anni fa viveva una famiglia povera di contadini. Ogni giorno il denaro diminuiva e il padre ripeteva: “Non possiamo andare avanti così, ho una famiglia da sfamare, le tasse aumentano e i soldi diminuiscono”.
Le settimane passavano e la situazione non migliorava, essi finivano sempre più nella miseria.
Ma un giorno la madre propose: “Caro, se noi vendessimo nostro figlio Francesco come schiavo al mercato, potremmo ricavare soldi a sufficienza per vivere!”
Il padre, con aria irremovibile, proclamò: “Ma neanche per sogno vendere mio figlio”.
Allora i genitori andarono a domandare responso all’oracolo del paese che disse: “L’unica alternativa sarebbe quella di chiedere a Francesco di affrontare alcune imprese per salvare la propria famiglia”.
Tornati a casa, i genitori supplicarono il ragazzo: “Per favore figliuolo, almeno tu puoi salvarci”. Come per miracolo lo convinsero.
Il giorno dopo il giovane partì per affrontare nuove avventure.
Per prima cosa Francesco si recò sulla cima di una montagna, dove lo attendeva un simpatico elfo, alto circa un tappo di sughero, dai capelli bianchi rizzati in aria. Quest’ ultimo sussurrò: “Ciao, io sono Serafino, chiamato anche l’elfo dei desideri! Tu chi sei?”
“Io mi chiamo Francesco, mi hanno mandato qui per compiere delle sfide”.
A questo punto, la piccola creatura tirò fuori dalle tasche tre bulbi di ciclamino. Gli versò dell’acqua e, come per magia, nacquero tre donne già adulte. La prima alta, mora e paffutella, la seconda di media statura, dagli occhi marroni ed espressivi e con i capelli castani, mentre la terza bassa e bionda.
Serafino ribatté: “Ecco, ora scegli una di queste tre giovani”.
Al ragazzo batteva il cuore all’impazzata, sentiva le gambe sciogliersi come ghiaccio nel deserto, quindi senza ombra di dubbio scelse la seconda fanciulla, chiamata Nicole. Una volta riferita la decisione all’elfo, questo sparì in una nube di fumo.
La seconda avventura prevedeva un giochetto di logica.
I due si recarono a casa della strega Eleonora, la quale lo fece accomodare; erano affamati ed ella li saziò, ma proprio mentre stavano per andarsene la donna li fermò e disse: “Dove pensate di andare? Prima vi devo sottoporre un giochino semplice semplice”.
“Io mischierò le carte, dentro le quali ci sarà un asso di picche; se riuscirete a trovarlo sarete liberi, altrimenti vi trasformerò in maiali rosa”.
La vecchietta iniziò a mescolare le carte con aria sospettosa. “Ecco, dov’è l’asso di picche?” chiese.
Nicole era stata attenta e suggerì al ragazzo che la carta non era da nessuna parte, ma la brutta arpia l’aveva nascosta in tasca.
Allora l’astuto Francesco replicò: “Cara mia strega, è logico che l’asso è nascosto nella tua tasca!” La cattiva rimase turbata da tanta astuzia, tanto che non riuscì a batter ciglio mentre la coppia era già fuori casa.
Per affrontare la terza avventura, invece, i ragazzi si sarebbero dovuti recare dallo stregone del villaggio, un vecchietto dall’aria misteriosa.
Lui fece entrare i ragazzi nella sua capanna. Offrì del vino drogato al povero Francesco, poi parlarono per ore aspettando che la sostanza facesse effetto. Ormai il giovane era allegro, a questo punto il malvagio stregone avvicinò Nicole alla parete dell’abitazione e intimò: “Se vuoi riaverla, ti propongo una sfida”.
“Dimmi tutto!”
Rispose l’altro: “Dovrai gettarti in mare e respirare sott’acqua, altrimenti non rivedrai mai più la tua amichetta”.
Il ragazzo, ingenuo, ci cascò in pieno, così si spogliò, si gettò in mare. Passarono minuti ma Francesco non riemerse. A quel punto il mago con una semplice mossa mescolò alcuni ingredienti creando una pozione velenosa, che fece bere alla sventurata; una volta morta, la buttò nel più profondo angolo dell’Oceano. I due compagni d’avventura scomparvero nei più remoti abissi marini e di loro non si seppe più niente.
Ma si narra che nelle notti di luna piena il loro spirito si aggiri ancora dentro alle mura del villaggio, facendo scoccare una scintilla d’amore per ogni giovane innamorato.
Martina Rizza
