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Una porticina magica verso la guerra

11 novembre 2019 - Tempo di lettura: 2 minuti

Categoria: Parole per...

Noi bambini delle classi 4^ A e 4^ B della scuola primaria Falcone e Borsellino di Lovere, con le nostre maestre e i volontari del CAI di Lovere M. Luisa, Tino e Giulio, eravamo in gita a Case di Viso venerdì 4 ottobre 2019, per osservare la sorgente del fiume Oglio.

Verso le 13:30 avevamo da poco terminato il nostro pranzo al sacco presso l’area pic-nic vicino al laghetto di Viso e ci stavamo incamminando per riprendere il sentiero. Con entusiasmo stavamo guardando i cartelli del CAI che indicavano diverse mete, fra le quali quella del rifugio Bozzi.

Improvvisamente sentimmo uno strano cigolio che non ci spiegavamo. Per un lungo momento ci spaventammo, ma poi guardammo molto incuriositi. Con stupore scoprimmo fra i sassi di granito dell’Adamello, una piccola porticina. Era di granito bianco e nero, ricoperta da muschio verde che la rendeva quasi invisibile. Al centro si trovava una maniglia d’oro, tutta circondata da polverina brillantinante. Era alta giusto lo spazio per far passare un bambino.

Come se fosse arrivato un uragano, noi tutti siamo stati risucchiati dall’interno, precipitando per sette metri. Dopo pochi secondi, ci siamo ritrovati indietro nel tempo, nella 1° guerra mondiale.

Lì ci ha accolto un comandante. Era molto alto, con una divisa grigia tutta appuntata da distintivi; ai piedi calzava due grandi stivali neri. Si chiamava Pietro ed era un valoroso soldato. Egli ci chiese:

– Chi siete?

– Siamo i bambini di 4^, siamo in gita verso Case di Viso – rispondemmo noi.

Così ci accompagnò a visitare le trincee dove lui e i suoi soldati si nascondevano. Al termine della visita, ci mostrò anche la loro attrezzatura e quel poco che avevano per sopravvivere in quel posto così difficile. Inoltre abbiamo visto le loro armi: fucili, spade e baionette.

Dopo un po’ ci riaccompagnò alla porticina magica, ma prima di aprirla ci raccomandò:

– Cari bambini, per favore, non fate mai la guerra, perché potrebbe causare avvenimenti molto brutti, come la morte –

– O.K, e grazie per l’utile consiglio – rispondemmo.

Dopo averci salutato, aprì la porta e tornò nelle trincee dove gli altri lo aspettavano. Allora noi riprendemmo il cammino verso Case di Viso che era la nostra meta, arricchiti da questo prezioso insegnamento.

Appena usciti, la porticina magica verso la guerra sparì.

                                                                         Lucia M. con i compagni della 4^B

della scuola primaria