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Una meravigliosa giungla urbana: New York

27 maggio 2019 - Tempo di lettura: 8 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

di Cesare Agostini

Finalmente si è avverato un sogno! Qualche settimana fa, in occasione del mio compleanno, sono andato a New York insieme ai miei familiari.

New York è per eccellenza la città dove ogni tre metri ti chiedi: “Ma che …?!” nel senso che ogni stranezza si concentra lì.

Mentre stavo per atterrare all’orizzonte ho visto lo skyline di Manhattan con i suoi numerosi grattacieli, alti fino a toccare il cielo, una giungla urbana. Atterrati, siamo subito dovuti andare al controllo imposto a tutti i turisti e, dopo un’ora di coda, siamo riusciti ad uscire dal JFK e con un taxi siamo arrivati in albergo.

Lo skyline all’orizzonte

Il giorno successivo purtroppo pioveva, cosi abbiamo deciso di visitare i musei. Il primo è stato il Metropolitan Museum, chiamato comunemente dai newyorkesi The MET, che contiene ogni forma di arte, dalla scultura ai costumi di molti popoli sia moderni che antichi.

Il MET

In particolare mi ha colpito la sala “Oceania”. Qui sono presenti sculture e pitture provenienti dal lontano continente. Una enorme vetrata, grande quanto una parete intera, offre una spettacolare vista su Central Park. Davvero magnifica!

Dopo questa bellissima mostra, abbiamo visitato il Guggenheim Museum, con esposizioni di opere d’arte moderna e contemporanea, situato nella Quinta strada. All’interno, la galleria espositiva forma una dolce spirale che sale dal piano terra fino alla cima dell’edificio. Essa può essere vista quindi come una Torre di Babele rovesciata, col valore simbolico di voler riunire i popoli con la cultura, al contrario della divisione dei popoli avvenuta nella nota vicenda biblica della Torre di Babele.

Il Guggenheim

Dopo una veloce passeggiata sulla Broadway, la nostra nuova tappa è stata il Whitney Museum of American Art, contenente le opere di età moderna di artisti americani, come ad esempio Andy Warhol.

Egli è famoso soprattutto per le sue opere serigrafiche che riproducono in successione volti di personaggi famosi in colori diversi.

Sotto l’ombrello vista la pioggia battente, ci siamo incamminati verso il Flatiron Building, “il primo grattacielo di New York”, chiamato così perché la sua forma ricorda quella di un ferro da stiro, flatiron in inglese. Si affaccia su Madison Square, una piazza altrettanto bella.

Il Flatiron Building

Arrivati a Times Square, ci hanno abbagliato le luci dei numerosi cartelli pubblicitari. Famosa perché qui sono stati ambientati numerosi film, è percorsa da milioni di persone ventiquattro ore su ventiquattro.

Il Times Square

Dopo una giornata lunga, finalmente abbiamo potuto riposarci.

Il giorno seguente siamo arrivati nel famoso quartiere italiano di New York: Little Italy. Non è molto grande, però è carino soprattutto grazie alle numerose e caratteristiche insegne in italiano dei ristoranti.

Little Italy

Sempre nei dintorni abbiamo visitato China Town, questa è un po’ più grande di Little Italy, ma altrettanto pittoresca. Ad ogni angolo si possono trovare ristoranti di dumpling …ravioli!

Dopo aver preso la famosa Subway, siamo giunti in Central Park, il polmone verde della città. Il parco è abitato da numerosi scoiattoli; ad ogni spiazzo si può comprare un hot dog dal memorabile carrettino di venditori ambulanti.

All’ interno di esso si possono trovare tappetoni verdi, laghi, piccoli rilievi in roccia e piste di ghiaccio.

Scorcio di Central Park

Dopo questa rilassante passeggiata, ci siamo recati al Rockefeller Center, una città nella città, infatti è un complesso di uffici, grattacieli e appartamenti, dove ogni anno viene posizionato l’albero di Natale più grande d’America e viene allestita la famosa pista di ghiaccio. Al suo interno si trova anche un mega negozio della LEGO, in cui è riprodotto il Center con i mattoncini.

Rockfeller center

Di fronte si trova la cattedrale di S. Patrick, in stile barocco, famosa non per la sua bellezza, ma per la zona in cui è posizionata: in mezzo a grattacieli di vetro altissimi. È una sensazione strana vedere una chiesa di stile antico situata in mezzo a tale modernità.

St.Patrick

Un po’ oltre, ecco dove i newyorkesi si rifugiano per liberarsi dal chiasso della città: la Biblioteca di New York. Al suo interno si trova un soffitto in legno interamente decorato e sulle pareti ci sono scaffali su scaffali stracolmi di libri.

La tappa successiva è stata il museo situato in una modernissima struttura progettata da Renzo Piano, chiamato il MoMA (Museum of Modern Art), dove tra gli altri capolavori, è conservato anche il famoso quadro di Van Gogh “La notte stellata”.

Il MoMA

Il giorno successivo ci siamo recati al famoso ponte di Brooklyn, che collega Manhattan con il quartiere omonimo.

Il ponte è realizzato interamente in acciaio ed è stato progettato nel 1860, con una passerella percorribile che bisogna condividere con i frettolosi ciclisti che ogni giorno lo attraversano.

Il ponte di Brooklyn

Arrivati a sud di Manhattan, abbiamo preso il traghetto che ci ha fatto fare il giro attorno alla Statua della Libertà. Il rinomato simbolo della grande mela rappresenta una donna con una fiaccola nella mano destra (simbolo del fuoco etero della libertà), e un libro con scritto “4 luglio 1776”, la data dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America, nella sinistra.

Essa era ciò che i migranti, nel periodo a cavallo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, vedevano appena giunti negli Usa. Il sogno per costoro, arrivati anche dall’Italia, era di raggiungere la felicità, facendo fortuna in una terra così lontana e realizzando i propri sogni.

L’emozione mentre ci si avvicina in battello è davvero grandissima!

La statua della libertà

Nelle vicinanze di Wall Street, il cuore finanziario dell’America, c’è il Word Trade Center, all’interno del quale erano posizionate le Torri Gemelle, irrimediabilmente danneggiate e poi abbattute a seguito dell’attentato terroristico dell’11 settembre 2001.

Dopo questo tragico evento la mentalità americana, soprattutto newyorkese, è cambiata, c’è più paura, tensione e meno apertura nelle persone. Inoltre la tecnica costruttiva dei grattacieli è cambiata, essi infatti sono più stretti così che gli aerei abbiano più difficoltà a colpirli.

Il Word Trade Center è nella sua semplicità, affascinante, le strutture moderne con stili lineari trasmettono l’idea che quel luogo non è soltanto una meta turistica, ma un tributo, un ricordo, memoria viva di quello che è successo.

Il Work Trade Center

Mi ha affascinato moltissimo l’Empire State Building, il grattacielo più vecchio di New York, famoso soprattutto per la sua terrazza panoramica situata all’ 81esimo piano.

Appena arrivato in cima tramite un rapidissimo ascensore, sono rimasto letteralmente senza parole, la vista è magnifica! Da lassù si può ammirare ogni angolo della città, Central Park, il Flatiron Building e un po’ in lontananza la Statua della Libertà. Salire sull’ Empire è stata adrenalina allo stato puro!

La vista dall’Empire State Building

Il giorno dopo (il mio compleanno!) la nostra prima tappa è stata Jefferson Street, nel quartiere di Brooklyn: i muri delle case sono resi vivaci grazie a numerosi murales.

I murales di Brooklyn

Dopo questa mostra a cielo aperto, per pranzo, abbiamo mangiato una favolosa pizza ai carciofi, molto rinomata tra i newyorkesi.

Dato che c’era un bel sole caldo, abbiamo percorso la passeggiata che parte dal Withney Museum e arriva nella parte centro-est di Manhattan.

Questa camminata è chiamata Highline cioè linea alta, perché si snoda su una vecchia ferrovia sopraelevata ormai in disuso; le rotaie sono state tolte e al loro posto sono state messe piante ecosostenibili e una passerella. Essa attraversa numerosi grattacieli bellissimi e interamente di vetro.

Per festeggiarmi, ho preso una rainbow cake, una torta interamente di cioccolato con una copertura di granelle di tutti i colori.

Dopo questo gustosissimo spuntino, abbiamo fatto una passeggiata in città, per poi arrivare davanti alla Grand Central Station, cioè la stazione principale di New York. All’ interno di essa il soffitto è dipinto di blu, con raffigurati alcuni dei segni zodiacali.

Alla sera siamo andati a cena in un ristorante indiano situato a pochi passi dal Crysler Building, grattacielo famosissimo in stile art déco. Considerato uno dei maggiori simboli della città, venne costruito per ospitare la sede della casa automobilistica Crysler e con i suoi 319 metri di altezza è stato il primo grattacielo più alto del mondo tra il 1929 e il 1931.

Il crysler building

Ecco purtroppo arrivato l’ultimo giorno di questa fantastica vacanza. Svegliati di buonora,   ci siamo recati all’East Village, “il quartiere della musica” situato nella parte est di Manhattan, prediletto da artisti come Madonna, Lady Gaga Iggy Pop e Lou Reed.

Un caratteristico palazzo dell’East Village

Dopo aver girovagato per questo caratteristico quartiere, siamo andati in un bellissimo diner – ristorante americano che è solito servire hamburger –  dove abbiamo consumato il pranzo. Per merenda, abbiamo assaggiato le tipiche ciambelle statunitensi: donuts coloratissime e gustose!

Questa è New York. Con le sue luci, i suoi colori, il viavai continuo, giorno e notte, una città che non si ferma mai.

“Complicata, immensa, insondabile” – per Jack Kerouac.

“Per cento volte ho pensato: New York è una castrofe. E cinquanta volte ho aggiunto: una meravigliosa catastrofe” – Le Corbusier.