Una grandinata da ricordare!
28 dicembre 2023 - Tempo di lettura: 3 minuti
Categoria: Attualità e CulturaIl 21 luglio 2023 è stata una giornata terrificante per gli abitanti della provincia di Bergamo. Perché, vi chiederete…
Perché Lovere, Costa Volpino e Castro, paesi dell’alto Sebino, intorno alle 11 sono stati colpiti da una fortissima grandinata che ha sradicato alberi, distrutto macchine, rovinato abitazioni e ferito persone.

Tra Sovere, Lovere e Costa Volpino le strade si sono trasformate in fiumi di ghiaccio, paralizzando per diversi minuti anche la Statale 42, che porta al Tonale. La grandinata è stata così violenta da sfondare o danneggiare numerosi parabrezza delle auto. Anche fuori zona, a Grone in Valcavallina, pezzi di ghiaccio di quasi dieci centimetri hanno devastato i pannelli solari di una ditta. A Colere, in Val Di Scalve, la strada per la frazione Valle Richetti è stata chiusa per massi pericolanti, fortunatamente gli abitanti hanno potuto utilizzare una via pedonale.

Su Bergamo sono caduti 31 millimetri di pioggia con punte di 144 alle 11.28 e che si sono aggiunti ai 20 della notte, in valle 55 millimetri con punte di 182; a Treviglio 26,7 con punte di 418,1 nel momento di massima violenza, quando sulla Bassa soffiavano venti che hanno toccato i 74 chilometri orari.
Ma perché si verificano questi fenomeni estremi?
Perché quando fa caldo evapora tanta acqua, le nuvole si caricano eccessivamente e poi in un colpo scaricano tutto.

Questi eventi meteo estremi sono purtroppo solo due dei tanti casi che si sono registrati nel corso del 2023 e che si stanno facendo sempre più frequenti.
La situazione appare ancor più drammatica se si guarda a previsioni per cui la gravità e la frequenza degli eventi meteorologici estremi aumenteranno con il persistere della crisi climatica. La CO2 continua ad accumularsi nell’atmosfera e le temperature globali a salire.
In futuro, molti luoghi vedranno più periodi di caldo estremo. Mentre le precipitazioni complessive dovrebbero diminuire, si prevede nello stesso tempo che i forti temporali aumenteranno. Ancora, la siccità diventerà più frequente e grave in luoghi che sono già soggetti a basse precipitazioni.
Per non arrivare ad un punto di non ritorno, è importante ridurre la quantità di gas serra nell’atmosfera. Agire in questa direzione è fondamentale, perché è proprio l’eccessiva quantità di questi gas, la cui concentrazione atmosferica non ha precedenti negli ultimi anni, la causa dei cambiamenti climatici.
L’altra faccia della medaglia è la necessità di “adattamento” ad un clima che cambia. Nella pratica, ciò significa ridurre al massimo gli impatti del cambiamento climatico sul benessere dei cittadini.
Due strategie che impongono di valutare con precisione il rischio di eventi meteorologici estremi, analizzando le tendenze recenti e utilizzando modelli climatici di modo da osservare se determinati eventi hanno maggiori probabilità di verificarsi in determinate aree in futuro. Comprendere il legame tra i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi è quindi essenziale per assicurarsi che danneggino il minor numero possibile di persone e comunità in futuro.
Gianluca Spelgatti, Manuel Danesi e Amir Mazzi
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