Una campionessa in redazione
20 novembre 2019 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: SportMaryam Afgei, stella del canottaggio, si racconta
di Leonardo Spelgatti
Da quattro anni pratico lo sport del canottaggio sul lago d’Iseo e, durante gli allenamenti, incontro una ragazza dai lunghi capelli castano chiaro, un bel sorriso che contagia tutti quelli che le stanno vicino e con una grande forza di volontà. Una ragazza tutta grinta, una grinta che sinceramente le invidio.
Ve la presento: si tratta di Maryam Afgei. Ho voluto incontrarla, insieme ai miei amici della redazione. Per lei questo è un momento particolare, perché ha un ottenuto un grande successo ai Campionati Mondiali di canottaggio.
Maryam Afgei, atleta della Canottieri Sebino di Lovere, è tornata da Linz, in Austria, con una medaglia d’argento e tanta soddisfazione, perché raggiungere un traguardo così prestigioso alla sua età è davvero magnifico.
L’atleta di Sovere, 16 anni, la più giovane in gara, nella finale del “due senza” per il settore pararowing, si è aggiudicata un secondo posto in maglia azzurra, insieme alla compagna Greta Eli Muti, contro gli Stati Uniti, campioni in carica.
Il due senza, per i non addetti ai lavori, è un’imbarcazione due posti, in cui si voga con un remo, senza timoniere.
Nella finale, Maryam e Greta non hanno battuto gli avversari, ma hanno chiuso con un tempo di 9’, 20’’ e 71 centesimi, accaparrandosi la medaglia d’argento. Dopo questa gara, l’atleta loverese è tornata in acqua, sempre in Austria, per disputare la finale del doppio con Gianfilippo Mirabile, in cui si è classificata sesta.

Maryam è rientrata a casa, dopo la sua prima esperienza a livello internazionale, per condividere con amici, familiari e compagni della società loverese una grande gioia, la soddisfazione di aver superato i propri limiti grazie all’ allenamento costante, alla forza di volontà, ai sacrifici, al tempo sottratto alle normali attività della vita di un’adolescente e dedicato ad una disciplina così dura e faticosa.
Maryam è rientrata a scuola, alla vita di tutti i giorni, pensando però al prossimo obiettivo, alla prossima sfida. Partecipare alle Olimpiadi di Tokyo del 2020 con un’imbarcazione più impegnativa: il 4 senza, di cui la giovane era riserva durante i mondiali.

Abbiamo voluto averla con noi in redazione. Pieni di curiosità, le abbiamo rivolto alcune domande.
Da quanto pratichi questo sport?
Questo sport lo pratico da 4 anni.
Quando è nata la tua passione per il canottaggio?
Stanca di praticare il nuoto, per curiosità, ho provato il canottaggio. All’inizio non mi piaceva, difatti poco dopo ho smesso. Successivamente i miei genitori mi hanno convinta a iniziare di nuovo. Li ho ascoltati e, da quel momento, non mi sono più fermata.
A che età hai iniziato a partecipare alle gare?
Ho iniziato a gareggiare all’età di 12 anni, mentre frequentavo la seconda media.
Quanto tempo dedichi all’allenamento? E dove?
All’allenamento dedico circa 2 ore, in palestra, mentre la domenica mattina, tempo permettendo, mi alleno in acqua, sul lago d’Iseo.
Con chi ti alleni?
Con i ragazzi della mia categoria.
Cosa ci puoi dire delle Olimpiadi, ci sarai?
Forse, non lo so, ma questo è un mio obbiettivo per il 2020.
Se sì con quale equipaggio?
Con alcuni ragazzi delle società di canottaggio d’Italia.
Hai altre passioni?
Suono la batteria, è un mio modo per sfogarmi, ma l’unico problema è che non riesco a dedicarmi ora a questo strumento con costanza.
Trovi il tempo per studiare? Sappiamo che frequenti il liceo di Scienze Umane a Trescore, quindi non sarà facile conciliare tutto.
Assolutamente sì, perché non sono una che fa i compiti all’ultimo minuto, poi riesco a organizzarmi molto bene dato che l’allenamento inizia alle 18.
Nel passato, non troppo lontano in verità, una grande atleta bergamasca della Canottieri Sebino, Francesca Bentivoglio, ottenne la medaglia di bronzo ai mondiali di Copenaghen (1987), diventando tra l’altro la prima donna italiana a salire su un podio mondiale.
A Maryam auguriamo di salire sul podio delle competizioni sportive ancora per molto tempo. Nella vita la medaglia d’oro l’ha già conquistata.

