Tre rintocchi di pendolo e un omicidio
17 aprile 2020 - Tempo di lettura: 3 minuti
Categoria: Parole per...Londra. Casa Smith, ore 20:00.
Tre rintocchi provocati dal pesante pendolo dell’imponente orologio, seguiti da un acuto grido riportarono alla triste realtà Mrs. Smith, concentrata a leggere uno dei tanti malinconici racconti di Edgar Allan Poe. Sobbalzò dall’elegante poltrona di velluto e corse verso lo studio del marito. Bussò una volta, ma niente. Lo chiamò e bussò nuovamente. Non ricevette alcuna risposta. Cominciò ad agitarsi ed a muovere violentemente la maniglia della pesante porta, ma capì che questa era chiusa dall’interno. In cerca d’ aiuto chiamò Scotland Yard, che le mandò subito il più esperto degli investigatori: Oliver, Sir George Oliver.
Era un signore sulla quarantina, sempre accompagnato dal suo affettuoso giovane amico: un cagnolino di nome Thomas Baker. Questa strana coppia si presentò alle 20:30 presso villa Smith, qui trovarono una pallida e vedova signora Smith, ora semplicemente Ilary, sorretta dalla giovane figliastra (nipote del defunto Mr. Smith) e consolata dal suo povero cugino, il dott. John Harker.
Ilary spiegò l’accaduto e, grazie ai giusti strumenti, l’investigatore riuscì ad aprire la porta. La vedova piangeva disperata. Nello studio, infatti, c’era una bellissima scrivania su cui giaceva il corpo privo di vita del conte.
Subito George Oliver chiese ai tre chi fosse stato l’ultimo ad averlo visto in vita; Ilary, piangente, fece un debole cenno con la testa, dicendo che gli aveva portato la solita tisana dopo cena.
Thomas annusò attentamente ogni angolo della stanza e George analizzò il cadavere. L’investigatore notò le labbra viola della vittima e della schiuma bianca uscire dalla bocca, il cane si soffermò su una tazza, un cucchiaino e una macchia di liquido presente sul pavimento. L’odore era inconfondibile, vagamente simile a quello delle mandorle amare. Poteva essere cianuro!
Mr. Oliver fece un rapido ragionamento. La stanza era stata chiusa dall’interno. La vittima, molto ricca, era deceduta a causa di cianuro presente in una tisana.
Tre i sospettati. La moglie, gentile ed affettuosa, ma magari desiderosa di libertà economica e sociale vista la sua giovane età; la nipote, molto indipendente ed insensibile che, di fronte all’accaduto, non aveva versato una lacrima. Così fredda e calcolatrice, avrebbe potuto ucciderlo spinta dalla ricca eredità che poteva ricevere.
E, per finire, il cugino povero e depresso, geloso della felice vita del ricco signor Smith.
Il detective decise di riunire i famigliari in soggiorno. Calò un silenzio che celava segreti e rimorsi, gli sguardi si incrociarono furtivamente. D’un tratto Mr. Oliver chiamò a sé il cane che teneva tra le zampe il cucchiaino avvolto in un fazzoletto.
Ridendo disse: “Un ricco e pretendente conte, l’omicidio mascherato da suicidio, e tre famigliari ognuno con un valido motivo per uccidere: libertà, gelosia e soldi. Ma solo uno di voi ha commesso il fatale errore di mescolare la bevanda toccando con le dita sporche il cucchiaio. Vai Thomas!”.
Il cane si lanciò verso la nipote la quale, cercando di liberarsi dalle grinfie dell’animale, urlò dapprima la sua innocenza, poi quasi si trattasse di un lamento, uscì dalle sue labbra un suono flebile che suonava come un pentimento.
Tre rintocchi di quel pesante pendolo indicarono le 21.
George Oliver si avviò verso l’uscita, seguito dal suo fido Thomas. Il resto del lavoro lo avrebbero concluso i colleghi di Scotland Yard.
Per lui era arrivato il tempo di concedersi una vacanza.
Brian Cesarino
