Tavernola: la frana incombe sul lago d’Iseo
27 febbraio 2021 - Tempo di lettura: 2 minuti
Categoria: Attualità e CulturaAllerta onda anomala e pericolo frana: da qualche giorno, nella zona di Tavernola, comune bergamasco sul lago d’Iseo, vengono monitorati, tramite radar Sar (Synthetic Aperture Radar), pericolosi spostamenti della roccia.
Lungo la statale che collega Tavernola alla vicina località Pontèl, all’altezza del cementificio Italsacci, si è constatato che un’enorme massa di diverso materiale si sposta di circa 20 millimetri al giorno, molto di più di quelli che dovrebbero essere in un solo mese che, nella norma, si aggirano tra 1 e 2 millimetri. Questo radar avanzato permette, tramite le vibrazioni del suolo, di prevedere il crollo così da poter attuare la messa in sicurezza e le eventuali evacuazioni. Il cementificio, per precauzione e questioni di sicurezza, è stato chiuso come anche la strada sottostante, mentre alcune famiglie sono state allontanate dalle loro abitazioni. Nel peggiore dei casi la frana crollerà direttamente nel lago: in questo frangente potrebbe verificarsi un mini-tsunami che potrebbe raggiungere la sponda sud-ovest di Monte Isola, precisamente la località di Siviano e le zone circostanti. Il sindaco del piccolo paese lacustre è già stato informato della possibile catastrofe; lui al momento, come si legge sul quotidiano provinciale, si dichiara allertato ma non allarmato.
Alcuni isolani temono davvero che ci possa essere un pericolo tsunami e sono preoccupati al solo pensiero che possa accadere una cosa del genere. Non possiamo sapere né quando né quanti metri cubi di terra, rocce e massi potrebbero cadere nel lago, né quanto alte potrebbero essere le onde provocate (di certo non comparabili a tsunami che hanno coinvolto intere città), ma visto che si parla del nostro lago temere un mini-tsunami è quasi una “novità”; nella storia si sono già verificate diverse frane a Tavernola che hanno causato vittime, è per questo che il sindaco ha subito preso atto della situazione con la massima serietà.
Per ora manteniamo la tranquillità senza preoccuparci troppo e affidiamoci ai nostri esperti regionali e provinciali che si stanno impegnando, facendo sopralluoghi e costanti monitoraggi.
Pietro Bettoni


