Sicurezza e legalità
29 giugno 2019 - Tempo di lettura: 10 minuti
Categoria: Cronaca scolasticaTanti spunti per riflettere sui comportamenti responsabili da tenere
Nel secondo quadrimestre, noi alunni delle classi seconde e terze ci siamo recati nell’auditorium di Villa Milesi a Lovere per assistere ad una conferenza tenuta dal maresciallo dei Carabinieri Andrea Siciliano, nell’ambito della settimana della sicurezza e della legalità, che ormai da qualche anno il nostro istituto organizza.
L’Arma dei Carabinieri è nata il 13 luglio 1814 a Torino come corpo di polizia reale, voluto da Vittorio Emanuele I e formato da alcuni soldati piemontesi. Ai giorni nostri abbiamo più di 150˙000 Carabinieri in tutta Italia e molti battaglioni in giro per il mondo.
Ma tutti questi agenti in divisa… cosa fanno?
Le principali attività che i militari compiono sul nostro territorio sono gli arresti di criminali, ad esempio spacciatori e stalker, e di persone aggressive, il che comporta un meticoloso e difficile lavoro investigativo; nel contempo essi aiutano le vittime di bullismo e di cyberbullismo, svolgendo azione di contrasto rispetto alle problematiche legate a questi fenomeni purtroppo molto diffusi.
Durante la conferenza il maresciallo ci ha spiegato, infatti, come contrastare questi “furboni” e cosa fare se si è vittima di bullismo: non bisogna fare gli eroi ma avvertire gli insegnanti o i Carabinieri e avvisare le autorità, anche se non si è direttamente coinvolti ma se lo è un altro compagno.
Oggi come oggi si registrano frequenti casi di adescamento in rete. È già, perché in Internet si possono trovare persone malintenzionate, a volte di una certa età, che adescano i ragazzi con complimenti, belle frasi… tramite le piattaforme social che quotidianamente noi ragazzi utilizziamo per divertimento.
Ma il motivo per cui i ragazzi/e credono a questi cialtroni è semplicemente perché essi utilizzano account falsi con foto di adolescenti che piacciono alla vittima; l’aggancio purtroppo è immediato.
Nel suo lungo discorso, il maresciallo Siciliano ha toccato un altro tasto dolente della nostra amata Italia: i maltrattamenti in famiglia e i femminicidi.
La violenza entro le mura domestiche non deve mai essere tollerata, anche quando si tratta di episodi sporadici. Questi fatti sono dolorosi per i bambini, li segnano per sempre, essi si porteranno dietro un peso psicologico enorme per tutta la vita. Mostreranno agitazione, aggressività, disturbi del comportamento ma anche disturbi nella sfera sessuale, se si sono verificati abusi.
I casi di cronaca riportano episodi di violenza sulle donne, ritenute ingiustamente responsabili della rottura di un matrimonio o della fine di una relazione. Pure in questi casi la tolleranza, secondo Andrea Siciliano, deve essere pari a zero, bisogna denunciare quanto avviene in casa immediatamente alle forze dell’ordine.
Un ultimo accenno è stato fatto a proposito della guida sicura.
Il motorino, lo sappiamo, attira molto noi giovani; possederlo ci fa sentire più liberi di muoverci, in autonomia. Tuttavia esso può essere pericoloso se non è guidato con la testa sulle spalle. Ma come si fa ad evitare incidenti gravi? Usando il casco! Purtroppo la maggior parte dei giovani che utilizzano questo mezzo compie errori gravissimi per superficialità… Bisogna partire dal presupposto, invece, che è necessario indossarlo non tanto per non essere multati dagli agenti quanto per salvare la nostra vita, in caso di incidente.
Non bisogna bere prima di mettersi alla guida di un veicolo, perché il rischio di fare un incidente diventa ancora più alto. E lo stesso discorso vale per le droghe.
Queste sostanze illegali e nocive stanno invadendo, oltre ai parchi e i vicoli, anche le scuole medie e superiori; gli spacciatori convincono i ragazzini a comprare sostanze, a volte offerte a poco prezzo.
Ma qual è la parte lesa, chi subisce, chi paga il prezzo più alto di questa illegalità? Sono i ragazzi perché le droghe distruggono, danneggiano il fegato, il cuore, i polmoni. Il cervello. È inutile usare queste sostanze per essere accettati e per “sentirsi meglio”. Dire di no è sempre la scelta migliore.
La conferenza è stata molto interessante ma soprattutto istruttiva, non è stata per nulla noiosa, perché ci è stata data la possibilità di scegliere di cosa parlare ed è stato bello poter strutturare la conversazione sulle nostre esperienze. Le domande, in conclusione, sono state tante, e a queste domande il maresciallo ha risposto con grande professionalità e cortesia.
Pietro Baiguini e Michele Petenzi


In occasione della settimana della sicurezza, sono venuti a scuola alcuni volontari della Croce Rossa Italiana di Bergamo. L’intervento di circa un’ora e mezza a gruppo, ha coinvolto tutti gli studenti dell’Istituto Comprensivo, dai più piccoli dell’Infanzia a noi grandi della Secondaria di I grado.
In modo molto chiaro e preciso, i volontari ci hanno spiegato che chi si trova ad assistere ad un incidente, intervenendo in modo tempestivo, può fare la differenza. Può salvare una vita.
Bisogna però sempre valutare la scena ed intervenire in totale sicurezza. Sarebbe assurdo, infatti, che per salvare la vita a qualcuno, si mettesse in serio rischio la nostra.
I casi più gravi in cui si deve intervenire tempestivamente sono: l’emorragia, l’arresto cardiaco e il soffocamento. Inoltre ci hanno ricordato che la prima cosa da fare, obbligatoriamente, è chiamare i soccorsi; in caso contrario si può incorrere nel reato di omissione di soccorso, sanzionabile penalmente.
È estremamente importante che l’infortunato trovi davanti a sé una persona calma, che gli trasmetta sicurezza. In qualsiasi caso di infortunio o svenimento non bisogna far assumere liquidi, neppure l’acqua. Il motivo di ciò è che sull’ambulanza il malato è collocato sulla barella in senso contrario rispetto al senso di marcia e quindi c’è pericolo che il paziente possa vomitare.
Quando si è verificato un incidente stradale è vietato e sanzionabile bloccare il traffico. La prima cosa da fare è l’esame dell’infortunato, effettuando un controllo primario, ovvero se ci sono le funzioni vitali. In secondo luogo si può procedere ad un’ispezione più approfondita, in conclusione si deve fornire un supporto psicologico.
Per capire se una persona è cosciente o meno, bisogna controllare se ha gli occhi aperti e segue con lo sguardo, se non risponde neanche ad uno stimolo doloroso è incosciente.
Esistono 4 codici di gravità in caso di incidente: bianco, verde, giallo e rosso, che possiamo notare in ingresso di tutti i Pronto Soccorso degli ospedali italiani.
Nel primo caso non è necessario portare il paziente in ospedale; nel secondo non bisogna chiamare l’ambulanza, ma portare il ferito con il proprio mezzo; nel terzo e nel quarto è fondamentale chiamare i soccorsi immediatamente. Il numero unico ora è il 112. In Lombardia si trovano tre centrali per lo smistamento delle chiamate che sono Varese, Milano e Brescia. Se si ha bisogno di un soccorso sanitario si verrà collegati con Bergamo, cioè con l’Area Alpina.
Un’altra cosa da sapere è la differenza tra i mezzi utilizzati per il soccorso: l’elicottero è utile per l’intervento in luoghi difficilmente raggiungibili e quando è necessario trasportare con urgenza l’infortunato in ospedale. Oppure possono essere usate le macchine con a bordo l’autista e due infermieri, infine l’ambulanza con volontari o dipendenti ed un medico.
Questo intervento è stato utile e ha chiarito a tutti noi i dubbi che avevamo. Non ci pensiamo mai, ma i casi di infortunio sono frequenti, quindi è opportuno sapere come comportarci per essere d’aiuto a qualcuno.
Aurora Bottà

Il relatore d’eccezione, intervenuto per indicarci cosa fare in caso di incendio, terremoto, inondazione, è stato Giovan Battista Zubani, Vigile del fuoco in pensione di Lovere ed in servizio quest’anno presso la nostra scuola in qualità di collaboratore scolastico.
Con linguaggio efficace, chiaro e preciso, il signor Zubani ci ha illustrato le caratteristiche del piano di evacuazione del nostro istituto, ricordandoci che la cosa più importante durante le situazioni di emergenza è di non andare in panico ma uscire in modo ordinato e sicuro dalle apposite uscite di sicurezza. Noi studenti dovremmo recarci fuori dall’edificio, una volta avvertito il segnale d’allarme, in fila, tenendoci per mano e raggrupparci nei punti di raccolta, in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
In caso contrario, ovvero se non si rispettano questi codici di comportamento, si corrono rischi gravissimi, perché l’effetto panico può portare a riversarsi tutti insieme verso le vie fuga, provocando il cosiddetto sbarramento.
Gli estintori devono sempre essere a portata di mano, deve essere fatta su di essi regolare manutenzione da parte di aziende specializzate.
In caso di incendio, si può morire se si respirano i gas tossici per lungo tempo oppure, come già ricordato, se si viene schiacciati dalle persone in preda al panico, oppure perché intrappolati nelle fiamme (caso più raro).
Verso la fine dell’incontro ci ha dato consigli utili su come comportarsi in luoghi affollati: per prima cosa dobbiamo tenere sempre sott’occhio le vie di fuga, in caso di calamità naturali non bisogna uscire mai dall’entrata principale di un edificio ma sempre dalle uscite di sicurezza.
Questo intervento è stato importante, ci ha fatto crescere come persone, ci ha fatto capire che quando vediamo qualcuno in difficoltà bisogna intervenire, ma ricordando di valutare la situazione prima di agire, per non rischiare di mettere in pericolo anche noi stessi.
Inoltre abbiamo appreso che le norme di sicurezza vanno sempre rispettate, in modo serio e con grande attenzione.
Ringraziamo il signor Zubani per la disponibilità che ha mostrato nei nostri confronti e per la pazienza che ha avuto, rispondendo alle nostre numerose domande. Un grazie particolare va anche ai Vigili del Fuoco di Lovere, presenti il 29 marzo durante la prova di evacuazione organizzata nel nostro istituto, in occasione della settimana della sicurezza.
Paolo Polini, Sara Volpi, Victor Castangia
con la collaborazione di Alfredo Franceschinelli

Per la prima volta nella nostra scuola la Guardia di Finanza di Bergamo ha tenuto una lezione di circa due ore sulla legalità economica agli alunni delle classi seconde e terze. Il relatore è stato il maresciallo Luca Avelli, giovanissimo, accompagnato da un suo collega, Giacomo Tanziello.
La Guardia di Finanza è un corpo che si occupa di mantenere la legalità sul territorio dal punto di vista della giustizia sociale ed economica; è anche l’unico corpo militare che opera in mare per proteggere le nostre frontiere marine dall’illegalità. La Guardia di Finanza garantisce pure il soccorso alpino nelle aree montane.
Attraverso controlli continui, essa si assicura che i soldi dello Stato vengano utilizzati per il bene di tutti i cittadini; ci hanno infatti spiegato che le tasse servono al governo per migliorare il paese, ma se queste non vengono pagate o sono pagate solo da qualcuno, lo Stato non può assicurare alcuni servizi che sono indispensabili, quali la Sanità e la Scuola. I controlli servono per smascherare la corruzione, infatti tante persone si fanno corrompere con denaro e in questo modo agevolano i delinquenti e non i cittadini onesti.
All’inizio dell’incontro ci hanno presentato gli obiettivi del loro lavoro nelle scuole:
- Spiegare il significato di “legalità economica” attraverso esempi concreti riscontrabili nella vita quotidiana;
- illustrare il ruolo ed i compiti della Guardia di Finanza;
- incrementare negli studenti la consapevolezza del loro ruolo di cittadini, titolari di diritti e di doveri che investono anche il piano economico;
- sensibilizzare i giovani sul valore della legalità economica, da apprezzare non per paura delle relative sanzioni, bensì per la sua utilità, sotto il profilo individuale e sociale;
- far riflettere sui quei luoghi comuni, presenti in alcuni contesti socio-culturali, che proiettano un’immagine distorta del valore della “sicurezza economico-finanziaria e della missione del corpo”.
Il relatore ha presentato in modo chiaro gli argomenti non semplici ed è stato disponibile a rispondere alle domande degli alunni che, interessati all’argomento, hanno anche chiesto di spiegare come si può entrare a far parte della Guardia di Finanza. Il maresciallo ci ha detto che dopo la scuola superiore bisogna avere 1 anno di preparazione per accedere alle categorie finanziarie, 3 anni per diventare maresciallo, 5 anni per essere laureato in giurisprudenza.
Alla fine dell’incontro ci siamo resi conto che gli obiettivi sono stati pienamente raggiunti. Questo intervento è stato molto educativo, ci ha insegnato come comportarci in situazioni di normalità, che potrebbero succedere tutti giorni; ci siamo resi conto che spesso anche nel nostro piccolo a volte ci comportiamo in modo “illegale”, ad esempio scaricando musica e film gratuitamente, violando il copyright.
Li ringraziamo per tutto quello che fanno per il bene dei cittadini, nella consapevolezza che il loro lavoro, soprattutto svolto in certe zone critiche dell’Italia, comporta il correre molti rischi.
Elisa Guizzetti e Alessia Bertoni
