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Scuola multietnica: conosciamo i piatti tipici dei paesi del mondo

23 dicembre 2020 - Tempo di lettura: 7 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Nel nostro Istituto comprensivo, a cui si iscrivono ragazzi che provengono da Lovere e dai paesi vicini dell’alto Sebino, si registra una crescente presenza di studenti stranieri. Quest’anno nella scuola media 45 alunni, su un totale di 165, arrivano da paesi esteri. Lo scorso anno la percentuale era del 23%, quindi c’è stato un incremento significativo (+4%).

I nostri compagni provengono da ogni angolo del mondo. Sono rappresentati, infatti, il Marocco, il Venezuela, l’Egitto, la Bosnia, la Russia, la Romania, la Serbia, la Nigeria, l’Ecuador e la Tanzania.

Considerando i dati forniti dalla referente per gli stranieri dell’IC di Lovere, professoressa Francesca Fenaroli, e riferiti alla situazione generale del nostro istituto lo scorso anno scolastico, notiamo la presenza anche di ragazzi provenienti dall’Asia (8%) e dal Medio Oriente (1%).

Possiamo dire a questo punto che sono rappresentati quattro continenti: l’Africa, l’Europa, l’America e l’Asia.

Per rompere un po’ il ghiaccio ed avvicinare soprattutto i compagni delle classi prime, ma non solo, abbiamo deciso di scoprire le tradizioni dei loro paesi, partendo dalla cucina e dai piatti tipici che si trovano sulle loro tavole, nelle ricorrenze più o meno importanti. L’aiuto dei loro genitori, soprattutto delle mamme, è stato fondamentale per portare a termine la nostra ricerca. Ecco cosa ci hanno raccontato…

Egitto – Il mahshi   

In Egitto si prepara il Mahshi. La parola “Mahshi” (محشي in arabo) significa ripieno, infatti questo piatto è costituito da verdura ripiena. La farcitura è composta da riso, aneto (erba aromatica), prezzemolo, coriandolo con della passata di pomodoro. Ne esistono diversi tipi, utilizzando verdure varie adatte ad essere farcite: il pomodoro, il peperone, la melanzana. La zucchina viene usata in Libano, da qui questa variante si è diffusa anche in Egitto.  Molto particolare è il piatto preparato con le foglie d’uva, può sembrare strano ma è buonissimo!!! È necessario seguire un procedimento ben preciso: va stesa la foglia, poi sopra di essa viene messo il ripieno (al centro, orizzontalmente) e poi arrotolata su sé stessa.

Mahshi con foglie d’uva (warak enab)
Mahshi con zucchine (kousa)

Turchia – La ciorba  

La ciorba è una zuppa a base di carne e uova originaria della Turchia e diffusa in alcune aree balcaniche. Gli ingredienti sono la carne macinata, le uova, un po’ di prezzemolo, aceto, sale, pepe e la farina. Mescolando il tutto si ottengono delle polpettine che devono essere cotte nel brodo di carne. Ci sono vari tipi di ciorba, ad esempio con la zucca, con il cavolfiore, con il pesce. Alla ricetta classica si possono aggiungere dei Noodles, delle tagliatelle di riso spezzate o addirittura della pasta rotta!  Può essere infine gustata con l’aggiunta della panna acida e dei peperoncini.

Ucraina – Il boršč

Il boršč è una pietanza originaria del territorio oggi appartenente perlopiù all’Ucraina, molto diffusa nei paesi slavi. È una minestra a base di barbabietola, a cui si aggiungono anche i fagioli, il cavolo, le carote, i cetrioli, le patate, le cipolle, i pomodori, i funghi e della carne che può essere di pollo, di maiale o di manzo.

Questo piatto è diventato parte della cucina di molti paesi dell’est e del centro Europa; ha anche altri nomi a seconda dello stato in cui si cucina.

Venezuela – Le arepas

 Preparate e consumate dalle popolazioni indigene precolombiane residenti nel territorio dell’attuale Venezuela, oggi sono considerate un piatto nazionale tradizionale. Si potrebbe dire che le arepas stanno al Venezuela come il pane sta all’Italia e le tortillas stanno al Messico!

Per prepararle si usano uova e formaggio, principalmente, poi a seconda delle varianti si possono aggiungere fagioli, verdure, avocado, tonno, pollo o carne di manzo sfilacciata, per farcire, senza dimenticare le varianti dolci. La preparazione delle arepas può diventare un modo originale per utilizzare gli avanzi di cibo.

Messico – I tacos  

I tacos sono croccantissime tortillas di mais dalla forma simile a piadine, farcite con manzo un po’ sfilacciato, reso ancor più saporito dalla marinatura, con l’aggiunta dei condimenti più svariati. Sono alla base dell’alimentazione del sud America e del Messico.

Romania – La tocana  

La tocana è un piatto tipico della Romania a base di polenta, pollo e panna a cui si possono unire prezzemolo, cipolla, carote e latte. Vanno cucinati separatamente tutti gli ingredienti e poi uniti insieme. Alla base va messa una salsina realizzata con latte, panna, cipolle soffritte e prezzemolo; sopra di essa si adagiano la polenta e il pollo, e per ultimo si guarnisce con carote tagliate sottili.

Romania – Il sarmale

Per la Romania facciamo il bis con il sarmale. Sono degli involtini che possono avere diversi ingredienti: ad esempio possono essere di foglie di cavolo, di verza in salamoia oppure di foglie di vite. Esse contengono un misto di carne macinata, un po’ di riso e della cipolla soffritta. In alcuni paesi viene aggiunta la pancetta. Spesso sono servite con della panna acida. Sarmale non è l’unico nome di questo piatto, ma viene anche chiamato con sinonimi intercambiabili in Romania. La ricetta deriva dalla sarma della cucina turca: foglie di vite o di cavolo arrotolate e ripiene di riso.

Tanzania – Il pilau

Un piatto tipico della Tanzania è il pilau, che consiste in una portata di riso speziato accompagnato da verdure e carne di manzo o pollo. Profumato di zenzero, cannella, cumino, cardamomo, chiodi di garofano e latte di cocco, il pilau è di origine indiana. Altre varianti simili consistono in un piatto a base di pollo, riso, verdure e spezie condito con olio e sale.

Bosnia – Il ćevapčići

Ritorniamo in Europa, più precisamente nella Bosnia e andiamo a conoscere questa prelibatezza dal nome stranissimo. Esso è composto da “mini salsicce” di carne di agnello o di manzo, che solitamente vengono servite con cipolla bianca e condite con l’ajvar (salsa balcanica piccante) o con il kajmak (formaggio spalmabile balcanico). Molte volte vengono mangiate dopo essere state cotte al barbecue.  Il ćevapčići è comparso per la prima volta nel 1860, a Belgrado, poi si diffuse nell’ex Jugoslavia, in Austria e anche in Italia, soprattutto in Friuli Venezia Giulia.

Marocco – Il cous cous  

Il cous cous rappresenta magnificamente il Marocco.

Questo piatto anticamente veniva preparato con semola di grano duro, dalla consistenza granulosa, ma oggi quando si parla di cuscus ci si riferisce ad alcuni alimenti preparati con orzo, miglio, riso, farro e mais. Di solito esso viene servito con carni e verdure bollite. Sulle coste del Mediterraneo si degusta anche con del pesce in umido. Per renderlo più piccante può essere accompagnato con la harissa (peperoncino rosso fresco, aglio e olio d’oliva), di origine tunisina.

Marocco – Il tajine

Tajine non è il nome della pietanza, ma della “pentola” in terracotta in cui viene preparato. Essa è formata da due parti: quella inferiore, usata anche come piatto e la parte superiore, il coperchio, che serve solo durante la cottura. A volte si può ritrovare pure in tavola come elemento decorativo, considerando che è colorato e originale.

È composto da pollo o agnello, pomodoro, prugne e mandorle. Agli ingredienti principali vengono aggiunte salse e spezie, cannella, zafferano, curcuma, zenzero, aglio e pepe, che ne arricchiscono il sapore.

Russia – Il plov

Il nostro viaggio alla scoperta delle pietanze del mondo si conclude in Russia. Qui molto diffuso è il plov (chiamato anche plof o pilaf). Esso è arrivato in Russia dalle Repubbliche asiatiche dell’ex Unione Sovietica. Il suo nome viene dal persiano “pilau” che significa “riso bollito”, infatti è composto da riso che viene cotto in casseruola al forno mediante l’aggiunta di brodo. A volte sono aggiunti pezzetti di carne o di pesce e spezie. Presente anche nella cucina dei paesi arabi e in Turchia, ben si presta come pietanza leggera, in caso di diete.

In questi giorni di vacanza, da passare il più possibile a casa, potrebbe essere un simpatico diversivo mettersi ai fornelli e sperimentare qualche ricetta, per far entrare nelle nostre cucine il gusto, i profumi e le tradizioni dei paesi del mondo.

Giulia Rota, Alma Barakat e Alice Secci