Sardegna selvaggia: alla scoperta del Sulcis iglesiente
7 novembre 2021 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Attualità e CulturaNei territori del sud Sardegna una delle spiagge più belle e che sicuramente vale la pena di visitare è Masua. Famosissima località balneare, è formata da due spiagge annesse: Portu Cauli e Il Molo. Ma nei paraggi, tutto il territorio è colmo di bellezze e attrazioni meravigliose, che oggi andremo a conoscere.

Masua è una ex località mineraria, oggi balneare, che sorge a 95 metri sul livello del mare. Fa parte del comune di Iglesias, nel Sulcis Iglesiente. Nella frazione di Masua, che dista circa 13 km da Iglesias, nel 2001 risiedevano 36 abitanti.
Al largo, di fronte alla spiaggia, si trova il faraglione Pan di Zucchero. È composto di roccia calcarea e si è originato dall’azione dell’erosione marina che ne ha determinato l’isolamento dalla terraferma.
Pan di Zucchero è uno dei monumenti naturali più imponenti e spettacolari dell’Isola, simbolo della costa di Iglesias. È possibile raggiungerlo in barca o in gommone partendo Masua. Con i suoi 133 metri è il faraglione più alto del Mediterraneo.
Ha una forma massiccia e arrotondata; le onde hanno traforato la sua superficie a gradini, generando due grotte a forma di galleria. Si aprono al livello del mare, entrambe habitat di uccelli marini, una attraversabile con piccole barche.

Sulla costa rocciosa, di fronte all’isolotto, si affaccia lo sbocco dell’affascinante sito minerario Porto Flavia.
Porto Flavia è stata un’infrastruttura di servizio dell’area mineraria di Masua, oggi non più operativa. Pur essendo un sito minerario, non si trattava di una miniera, bensì di un porto di imbarco del materiale estratto dalle miniere vicine.
La miniera di Masua è stata una delle più importanti del territorio, sfruttata sin dall’inizio del ‘700 e una delle ultime a chiudere. L’impianto fu dismesso negli anni Sessanta, con il progressivo abbandono dell’attività estrattiva della zona. A fine Novecento, Porto Flavia è stato sottoposto ad un intervento di restauro, con successiva riapertura al pubblico.
La vita dell’Iglesiente è stata profondamente segnata dall’attività mineraria. Oggi il complesso, comprendente abitazioni dislocate su vari dislivelli, scuola, ospedale, chiesa e laboratori, è un villaggio fantasma, tappa del cammino minerario di Santa Barbara e parte del parco geominerario di Sardegna, riconosciuto patrimonio dell’UNESCO.


Ma tutta la costa di Iglesias possiede un fascino “selvaggio” e un’enorme varietà di paesaggi. Da non perdere Porto Paglia e Nebida, un’altra piccola frazione mineraria.


Un’altra delle attrazioni più spettacolari della zona è sicuramente il Canal Grande di Nebida, una valle lunga e stretta, percorsa da un torrente che si getta in mare in una splendida insenatura caratterizzata da una piccola spiaggia e da una serie di grotte. Ai piedi della grotta di Canal Grande, c’è un tunnel di 150 metri scavato dal mare che attraversa il promontorio da parte a parte. È possibile visitare Canal Grande anche via terra, partendo da Masua: un trekking sulle tracce del lavoro minerario.

Tunnel del Canal Grande a Nebida
Ancora più a nord spiccano le insenature di Portu Sciusciau e la stupenda Cala Domestica, nel territorio di Buggerru.


La Sardegna è una terra colma di bellezze, piccoli paradisi un po’ solitari, selvaggi e sperduti, che però meritano veramente di essere visitati, anche solo per trovare la tranquillità e la pace interiore. Queste ricchezze vengono molto valorizzate nel nord dell’isola, particolarmente frequentata dai turisti che apprezzano ad esempio Stintino, La Maddalena, Porto Rotondo e Porto Cervo.
Ma anche al sud ci sono tantissimi angoli suggestivi poco conosciuti, tutti da scoprire ed assaporare, unici, indimenticabili, fatti di “lunghi silenzi […], di orizzonti ampi e di vento” (Grazia Deledda).
“Questo è l’aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto” (Tiziano Terzani).
Alice Secci
