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Ricordi di un temporale estivo

18 settembre 2021 - Tempo di lettura: 2 minuti

Categoria: Parole per...

Lovere,16 agosto

Un temporale: tutti si chiudevano in casa, si sentivano la pioggia scrosciare violenta sui vetri ed il macabro ululato del vento che si avventava sulle piante della via. Guardando dalla finestra, si vedevano i contorni delle montagne, offuscati dalla caduta imperterrita dell’acqua. Il lago era mosso e le onde lambivano le rive facendo ondeggiare le barche attraccate ai moli.

La Lucchini si stagliava minacciosa ed emetteva un fumo denso dalla sua alta ciminiera. Ogni tanto appariva qualche macchina che, allontanandosi, sembrava dissolversi lentamente nella foschia. Il paese era avvolto nel silenzio interrotto solo dai cupi brontolii del temporale. In cima alla vecchia Torre Civica la bandiera italiana era sbatacchiata qua e là con forza. Dal Santuario suonarono le 20:30.

Tutt’a un tratto la furia della tempesta diminuì e lentamente tutto si fece più nitido: si vedevano i tetti delle case, gli alberi, il lago e le montagne innaffiati da una luce spettacolare, essa non era né calda né fredda, era umida. Era la stessa luce che ogni giorno si vede in Irlanda, è quella che fa risaltare i colori, che li rende vividi, che arricchisce i paesaggi, è la luce che forma gli arcobaleni.

Il sole sbucò da una nuvola e diffuse la sua luce nella valle umida e gocciolante, allora…

I colori assorbirono quella luce calda e accogliente intensificandosi, la natura si vitalizzò, le piante sembrarono nutrirsi di quel calore e qualche timido uccello iniziò a cinguettare, le montagne assunsero un bel verde scuro che sembrava blu.

Ma le cose più stupefacenti accaddero al lago ed al cielo. Il cielo diventò azzurro-rosato e le nuvole del temporale assunsero sfumature dorate. La superficie del lago, riflettendo il cielo come uno specchio, passò dal verde scuro al rosso, l’arancio e il giallo sfumavano col verde. Più tempo rimanevo davanti a quel panorama più mi sentivo parte di esso e più volevo rimanere ad ammirarlo. Sarei probabilmente rimasto appiccicato alla finestra per ore ma alla fine mi accontentai di qualche foto e mi separai da quel magnifico spettacolo promettendomi di scrivere un testo.

Testo e foto di Angelo Mazza