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Quattro giorni di festa per sant’Efisio

13 novembre 2019 - Tempo di lettura: 5 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Tra storia e tradizioni nel sud della Sardegna  

di Alice Secci e Giulia Rota

È la processione religiosa più lunga d’Italia e la più grande del mar Mediterraneo: la festa di Sant’Efisio in Sardegna, che si svolge ogni anno il 1º maggio, senza interruzioni dal 1657. Quella di quest’anno è stata la 362^ edizione. In questa festa vengono percorsi circa 65 km a piedi in 4 giorni, da Cagliari a Nora. Sono coinvolti gruppi vestiti con il proprio abito tradizionale provenienti da tutta l’isola.

Ma facciamo un passo indietro. Chi era Efisio? Era un soldato pagano, mandato sull’isola a perseguitare i cristiani. Mentre svolgeva questo compito, ebbe un segno dal cielo. Una luce gli marchiò il palmo di una mano con un segno di croce. Da lì si convertì e per aver disubbidito agli ordini, venne ucciso a Nora.

Il Santo, prima di morire, chiese a Dio di proteggere il popolo sardo dai nemici e dalle malattie, ed è per questa richiesta che nei momenti più tragici della storia cagliaritana e sarda, il popolo si rivolse a lui affinché intercedesse presso Dio.

Ed eccoci arrivati ai giorni nostri.

Oltre a essere tra le più antiche è anche la più lunga processione religiosa italiana. Si narra che nel 1656 i cagliaritani pregarono sant’Efisio affinché sconfiggesse la  peste, estesasi nell’isola dal 1652 a causa di alcuni marinai spagnoli affetti dall’ epidemia che contagiò tutta la Sardegna, in particolare Cagliari, durante la quale morirono circa diecimila persone. La popolazione cittadina fu quasi dimezzata. La prima vittima cagliaritana fu l’arcivescovo don Bernardo de la Cabra.

Nel 1656 si fece un voto a sant’Efisio: se fosse riuscito a sconfiggere la peste, ogni anno si sarebbero svolti una processione e dei festeggiamenti in suo onore. A settembre, le abbondanti piogge fecero scomparire la terribile malattia e, dall’anno successivo fino a ora, il 1º maggio, si rispetta il voto fattogli anni prima. Fu scelto proprio il mese di maggio, poiché simbolo di rigenerazione della natura.

Quest’anno sono stati 118 i comuni che hanno partecipato a questa tradizione.

Per sapere qualcosa di più, abbiamo contattato via mail alcuni coetanei di una scuola media in provincia di Cagliari.

 

La festa di Sant’Efisio è ancora così sentita come riportato in molti siti che abbiamo consultato o c’è stato un calo di presenze?

La festa di Sant’Efisio nasce nel 1652. È celebrata a Cagliari, Capoterra, Sarroch, Pula, Villa San Pietro. Si celebra dal 1 al 4 maggio e si percorrono circa 65 km in 4 giorni, è la più grande del Mediterraneo. La festa è ancora oggi molto sentita, ci sono sempre molti partecipanti.

 

Voi e le vostre famiglie partecipate tutti gli anni a questa cerimonia?

In generale sì, anche se a volte può capitare di saltare per un anno.

 

Voi camminate per tutto il tragitto, anche se è lungo?

La processione religiosa la fanno solo le persone molto fedeli, perché è un tragitto impegnativo.

 

La ritenete una festa famosa e importante come abbiamo letto?

Sì, la riteniamo molto importante e famosa, è una delle più conosciute e partecipate della Sardegna.

In questa festa, come per quella di San Simplicio di Olbia, la Sagra del Redentore a Nuoro, quella di Sant’Antioco e la Cavalcata sarda a Sassari, vengono coinvolti gruppi vestiti con il proprio abito tradizionale, provenienti da tutta la Sardegna. È una tradizione molto popolare, in cui si ricorda un martire guerriero, a Pula è presente la chiesa a lui intitolata.

Quanto tempo viene dedicato per i preparativi?

I preparativi iniziano già alcune settimane prima, dal 25 aprile, data dell’investitura del Terzo Ufficiale guardiano. Il 29 presso la chiesa di Stampace avviene la vestizione del simulacro e l’aggiunta di gioielli in oro offerti come ex voto. Il giorno dopo il presidente dell’arciconfraternita e il sacrista maggiore depongono la statua all’interno del cocchio dorato. La mattina del 1° maggio “Su Carradori” (il trasportatore del simulacro) addobba i buoi che dovranno trasportare il cocchio fino a Nora (a 30 km da Cagliari). Infine il terzo guardiano si reca in comune, dove lo aspetta l’Alter Nos, un tempo rappresentante del viceré, oggi del sindaco della città. Insieme si recano poi alla chiesetta di Stampace dove verrà celebrata la messa.

Sant’Efis su martiri gloriosu

Il giorno dopo la processione riprende il suo cammino, per arrivare alla zona archeologica di Nora. Qui la statua viene accolta nella chiesa che si trova lungo la spiaggia e il giorno successivo, il 3 maggio, si ripercorrono i luoghi del martirio, prima di riprendere la via verso Pula. Dopodiché si rientra a Cagliari.

 

Come sono i costumi utilizzati in questa festa?

La Sardegna è famosa in tutto il mondo anche per gli aspetti folcloristici.

Nonostante i costumi presentino molte variazioni, si possono vedere degli elementi che si ripetono per ogni gruppo, il copricapo a forma di sacco, per gli uomini, e il fazzoletto quadrato piegato, per le donne.

Un altro indumento sia per l’uomo che per la donna è sicuramente la camicia, a cui si sovrappone un corpetto, senza decorazioni, realizzato con tessuti pregiati.

 

C’è un monumento in onore di sant’Efisio in Sardegna?

Si, esiste un monumento in onore a sant’Efisio: è una chiesa che sorge poco fuori dal centro di Pula, vicino alla città di Nora, che si trova circa a 30 km da Cagliari.

 

Ricordate questo santo anche nel resto dell’anno?

Questa è una delle feste più antiche e il santo viene ricordato tutto l’anno.

Spiritualità, tradizione, folklore caratterizzano le quattro giornate, durante le quali i paesi del sud ovest della Sardegna si colorano vivacemente e, tra le tante tonalità presenti, spicca il rosso e il blu.  

La chiesetta dedicata a S.Efisio
(ph. Anna Bonamici)
Un suggestivo momento della processione

Ringraziamo per la collaborazione gli alunni Elena, Stefano, Jessica, Stefano, Nicola, Giulia L., Elisa, Christian, Giulia P., Andrea e Francesco dell’IC Gramsci-Rodari di Sestu (CA).

Un grazie di cuore all’amica Anna Bonamici.