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Quando i libri ti salvano la vita

22 maggio 2018 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Libri

Reading musicale sul libro Batti il muro

“Volevo essere utile a qualcuno, volevo diventare una brava sarta di cuori capace di aiutare gli altri a trovare le parole giuste per ogni dolore”. Questo è una frase che pronuncia Caterina, la protagonista del romanzo “Batti il muro” di Antonio Ferrara, che ci è stato presentato qualche settimana fa al teatro Crystal dalla compagnia teatrale di Ferruccio Filipazzi e Giorgio Personelli, grazie alla collaborazione con la Libreria Mondadori di Lovere.

Caterina, ragazza semplice e con nella testa un mondo di sogni, conduce il lettore lungo un percorso di sofferenza, dal momento che era obbligata da sua madre a trascorrere interi pomeriggi rannicchiata in un armadio. Un’esperienza, questa, che non si augura a nessuno, neanche al peggior nemico. Essere rinchiusi in un armadio è molto dura, sia fisicamente che moralmente. Però in questo caso è stato anche un bene, perché Caterina è riuscita a scoprire la sua passione: i libri. E’ straordinario come un libro riesca a farti sognare e a tirarti su di morale in un momento così delicato.

Un’altra cosa che mi ha impressionato durante la lettura è come Caterina abbia avuto il coraggio di raccontare questo fatto ad una persona estranea alla famiglia.  Però questo sfogo ha avuto dei benefici, infatti dopo ha iniziato un percorso con una  psicologa e in seguito è riuscita a costruirsi una famiglia e una vita felice, soprattutto è riuscita a dimenticare i  brutti momenti passati in quel grosso mobile di legno. Non parliamo poi di come sia riuscita a volere bene a sua mamma, nonostante l’avesse rinchiusa molte volte nell’armadio e nonostante l’avesse trascurata. Io non riuscirei a vivere senza essere considerato dai miei genitori. Preferisco essere sgridato e messo in castigo piuttosto che essere ignorato. Mi ha colpito molto che lei sia riuscita  a tenersi dentro tutti quei brutti momenti, solo per sé, senza parlarne per lungo tempo  con nessuno, e che pur essendo una ragazzina sia riuscita ad andare avanti con la sua vita.

Un altro fatto che mi ha stupito è che Caterina andava  sempre a letto tranquilla, chiudendo i suoi sogni “nel cassetto del cuore”, per riprendere le sue esatte parole. Io non ce l’avrei fatta a dormire tranquillo dopo tanti momenti della vita passati in un armadio.

In conclusione posso affermare che questo libro mi ha fatto capire tante cose. Ad esempio che i libri possono salvare la vita a chiunque: basta saperli apprezzare e loro ti fanno compagnia nei momenti più bui e solitari, come amici discreti che ti consigliano senza essere invadenti. Ho riflettuto sul fatto che nella vita si attraversano verosimilmente brutti momenti ma c’è sempre qualcuno, o qualcosa, che riuscirà a farteli dimenticare con amore e trovando “le parole giuste per ogni dolore”.

Emmanuel Innocenti, 3^ A

Illustrazione di Mia Moretti e Kamar Atrous (classe 3^A)