Potenza e controllo, tattica e fantasia: in una parola… il tennis
20 aprile 2019 - Tempo di lettura: 3 minuti
Categoria: SportL’origine del tennis potrebbe essere individuata o in giochi appartenenti alla cultura greco-romana o in un gioco praticato dai Longobardi (poi denominato pallacorda) che, precedentemente giocato colpendo la palla con il palmo della mano coperto da un guanto, già nel XV secolo adottava la racchetta. A quell’epoca la racchetta consisteva in un rudimentale piattocorde delle dimensioni di quattro palmi, munito di un manico corrispondente alla lunghezza media di un avambraccio.
Il tennis è uno sport che vede opposti due giocatori (incontro singolare) o quattro, due contro due (incontro di doppio) in un campo diviso in due da una rete alta circa un metro.
I giocatori per colpire la pallina, piccola e leggera, utilizzano una racchetta, come se fosse una prolunga del braccio, con lo scopo di tirarla nel campo dall’altro lato della rete.
Le racchette in passato erano di legno, ora di solito sono in fibra di vetro o di altri materiali leggeri.
Il campo di gioco può essere al coperto o all’esterno, di cemento, sintetico, di terra battuta (o terra rossa) o erba.
I tornei sono suddivisi in ATP (maschile) o WTA (femminile).
Ci sono tornei più grandi e importanti rispetto ad altri. I grandi slam sono i maggiori, quelli di più valore, con la loro vittoria si ottengono più punti, che servono a salire in classifica.
Le partite sono divise in set, ognuno è formato da 6 game, per vincerlo bisogna segnare 40 punti.
Dopodiché si passa al secondo, se si vincono entrambi (a eccezione dei grandi slam dove si devono vincere 3 set) la partita finisce. Se si è in parità si va al terzo set, quello decisivo, chi vince questo vince tutto.
Come nel calcio, c’è una specie di var, che controlla se la pallina è uscita oppure no. È chiamato Hawk-eye (occhio di falco).
Ad oggi le competizioni più importanti sono Wimbledon (Regno Unito), Roland Garros (Francia), Us open (USA), Australian open (Australia).
Secondo me il campione più grande di oggi è Roger Federer, anche se sono molto forti anche Rafael Nadal, Novak Djokovic’, Juan Martìn del Potro e Alexander Zverev.
Tra gli italiani dobbiamo ricordare Fabio Fognini (n° 14 della classifica) e Marco Cecchinato (n° 22). Tra i campioni del passato non possiamo di sicuro dimenticare Bjorn Borg e John McEnroe.
La mia esperienza col tennis è bellissima, lo pratico da 4 anni, da quando ero in seconda elementare e ho intenzione di continuare.
Il mio maestro è Arnaldo Fusarri, che ad ogni lezione ci fa migliorare la tecnica, aiutato da Gabriele a gestire un gruppo abbastanza numeroso.
Io sono contento, anche perché come tutti devo migliorare, specialmente il diritto, e con lui mi diverto mettendomi alla prova. Sono felicissimo di praticare questo sport, anche perché i miei compagni di gioco sono simpatici.
Tutti gli anni, a fine corso, facciamo un torneo per i nati nel 2007- 2008, due anni fa sono arrivato terzo, l’anno scorso secondo e quest’anno miro all’oro.
A tutti quelli che hanno del tempo libero, o l’agenda vuota, consiglio di praticare il tennis, perché riempie di felicità, dà soddisfazioni e riuscire a giocare è un dono. Per fortuna può mettersi alla prova anche chi è meno fortunato di noi, perché esiste il tennis in carrozzina, in modo che chi non può camminare può seguire la propria passione.
di Filippo Mazzucchelli
