Logo

Cerca articoli

Inizia a digitare per trovare articoli

Nuovi addii e nuovi arrivi nella parrocchia di Lovere

29 novembre 2018 - Tempo di lettura: 4 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Don Claudio Laffranchini è arrivato a Lovere dopo don Giovanni Milesi, nel 2008, ed è stato con noi per tutti questi anni, animatore instancabile nella comunità, soprattutto a contatto con i giovani.

Dopo circa 10 anni il Vescovo Pierantonio Tremolada ha deciso di farlo suo stretto collaboratore e ora Don Claudio è il vice direttore dell’ufficio che coordina l’attività di tutti gli oratori della diocesi di Brescia.

Appena arrivato nel popoloso comune dell’alto Sebino, don Claudio si è fatto velocemente amicizie nella comunità e si è dimostrato subito amichevole e simpatico, così simpatico che si è fatto festa per tre giorni.

Si è avvicinato subito a me e alla mia famiglia, perché mia madre e mio padre sono molto attivi nella comunità di Lovere. Allora ho conosciuto il nuovo don quando avevo 3 anni (quindi sono praticamente cresciuto insieme a lui) e lo conosco molto bene. E’ un uomo di 36 anni con una passione smisurata per le lumache con la pancetta e per i casoncelli; ha ricostruito completamente l’oratorio (creando il bar, il salone, tantissime stanze nuove…), rendendo felici tutti a partire dai più giovani.

Con lui la S. Messa è diventata molto più partecipata e divertente ed è aumentato notevolmente il numero dei chierichetti e dei volontari che aiutano in chiesa.  Don Claudio non ha fatto solo cose per la parrocchia, ma anche per tutto il paese: ha riportato alla luce il palio delle contrade, ha migliorato il bollettino di Lovere, periodico che viene stampato e distribuito in tutte le famiglie della comunità.

Tutti erano felici ma poi è arrivata la lettera dal Vescovo che diceva che il nostro don Claudio era diventato un suo stretto collaboratore.

Allora ci hanno assegnato un nuovo curato: Don Lorenzo Bacchetta.

Così siamo andati a casa sua ad intervistarlo:

È la sua prima esperienza come curato?

Sì, e sono molto emozionato.

Cosa l’ha spinta a entrare in seminario?

Ho capito che ero fatto per la vita celibe e che volevo dedicarmi totalmente alla vita sacerdotale.

Don Lorenzo, noi sappiamo che lei è diventato il curato di Lovere. Ma potrebbe raccontarci un po’ della sua vita?

Sono nato nel 1977 e quindi ho 41 anni, la mia famiglia è piemontese. Sono nato in un paesino chiamato Grignasco, all’inizio della Val Cesia in provincia di Novara. Sono l’ultimo di 4 fratelli e ho 5 nipoti. Purtroppo ci siamo dovuti trasferire quando avevo 4 anni a Gavardo, un paesino sul lago di Garda in provincia di Brescia.

Ho iniziato gli scout a 7 anni e sono sempre stato scout, e questo è stato molto importante per la mia per la mia vita. Ho fatto il liceo scientifico e, più tardi, l’università nella facoltà di ingegneria per l’ambiente e il territorio a Brescia. Quando mi mancava un esame a laurearmi mi hanno chiamato a lavorare in un’azienda della Comunità Montana e della Val Sabbia e facevo il cartografo. Poi, con il tempo, sono diventato responsabile di tutta la parte tecnica dell’azienda. Nel 2010 ho iniziato il cammino per diventare diacono permanente, che è un ministro ordinato a un sacramento, praticamente molto simile al prete.

Da diacono uno può mantenere il proprio lavoro e può avere una famiglia, ma visto che non mi ero ancora sposato, la mia scelta di rimanere celibe è stata definitiva. Nel 2013 ho deciso di entrare in seminario. Per me il lavoro non era più importante, quindi l’ho lasciato e mi sono dedicato solo agli studi religiosi. Ho fatto 5 anni di seminario e non 7, perché mi ero laureato in scienze religiose. Dopo il seminario, sono andato a fare servizio in Val Grigna, ho svolto 2 anni come prefetto alla propedeutica, che è il gruppo che segue i ragazzi che entrano in seminario, ho fatto servizio alla parrocchia di San Bartolomeo e alla comunità di Villanuova sul Clisi.

Grazie di tutto, Don Lorenzo, noi le auguriamo buona fortuna e un grande in bocca al lupo per tutti gli anni che starà nella stupenda cittadina di Lovere.

Don Claudio Laffranchini

Don Lorenzo Bacchetta

di Victor Leo Castangia e Pietro Baiguini