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Nel cuore della Val di Scalve: le Miniere

18 novembre 2023 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

La Miniera più conosciuta della provincia di Bergamo si trova a Schilpario, in Val di Scalve, e viene chiamata Miniera di Gaffione. Un tempo da lì si estraevano siderite, barite, fluorite utilizzate per costruire lance, spade, scudi.                                                                 

Nella miniera lavoravano delle persone chiamate minatori, che stavano lì dalle 15 alle 20 ore al giorno. I minatori, privi degli adeguati strumenti di protezione, respiravano talmente tanta polvere che i polmoni si riempivano di sostanze pericolose, creando loro problemi respiratori e di salute.

In miniera si utilizzavano martelli pneumatici ma dopo un po’ che erano in uso la punta si surriscaldava e si rompeva. In seguito venne aggiunto un tubo, che portava acqua e scorreva sulla punta, in questo modo essa non si rompeva e il lavoratore poteva continuare a svolgere le sue mansioni.

Le miniere sono state chiuse alla fine degli anni ‘80, così come gran parte delle miniere italiane. Prima della chiusura della miniera di Schilpario ci lavoravano più di 145 minatori, tra cui anche i bambini dagli 11 ai 12 anni, che lavoravano 12 ore, otto di giorno e quattro di notte.

Stretti cunicoli della miniera

Costituita nel 1997, con lo scopo di rivalutare e trasmettere alle future generazioni la storia e la cultura mineraria della Val di Scalve, la società che gestisce la struttura ha realizzato vari percorsi museali in sotterraneo nelle miniere di Schilpario. Questi percorsi hanno un’illuminazione elettrica, sono presenti fotografie d’epoca, oggetti e utensili usati nella miniera, vagoni e trenini per il transito dei visitatori. Il percorso lungo circa 3 chilometri ci mostra in modo obiettivo le caratteristiche di un luogo in cui i lavoratori hanno fatto fatica e tanti sacrifici.

Ho pensato, ad esempio, a quanto doveva essere difficile e pericoloso lavorare al buio, solo con una lampada e quando questa si spegneva dovevano aspettare chi le ricaricasse con l’olio.

Quando sono uscito dopo questa visita durata un’ora, ho provato un senso di liberazione per essere finalmente arrivato alla luce, ma allo stesso tempo di tristezza pensando alle condizioni in cui lavoravano i minatori.

Scendendo da una strada poco più sotto le Miniere, si può visitare il Museo storico militare, che presenta oggetti molto interessanti, come i carri armati, gli aerei, i cannoni, le Jeep militari della seconda guerra mondiale ma anche oggetti della Grande Guerra.

Questa esperienza dà la possibilità di imparare molto sulla storia passata, non solo quanto sono state violente e distruttive le grandi battaglie, ma anche quanto fosse dura e faticosa la vita di un soldato, carrista o artigliere. Buona parte della collezione è relativa a mezzi d’opera statunitensi della seconda guerra mondiale, ma ci sono anche veicoli italiani e oggetti tedeschi.

Riteniamo che passare una domenica a Schilpario sia rilassante ma anche istruttivo, il paese infatti è circondato dal verde, ci sono piste da sci di fondo e pattinaggio. Dalla visita della miniera si possono imparare tante cose: i minatori facevano tanti sacrifici per guadagnare una pagnotta, dovevano lavorare tantissimo rischiando la vita.

Abbiamo anche capito che noi oggi siamo fortunati, perché i bambini nel passato lavoravano tutto il giorno, faticando molto e senza aver più le forze per studiare. Di questo dobbiamo tener conto e impegnarci ancora di più nel nostro lavoro quotidiano. 

Testo e foto di

Michele Gallizioli e Alessio Tarzia