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Nei miei ricordi

5 luglio 2018 - Tempo di lettura: 2 minuti

Categoria: Parole per...

Quando ero piccola ne combinavo di tutti i colori, a detta di mia mamma.

Molti dei disastri che ho combinato non li ricordo neanche, ma uno mi è proprio rimasto in mente.

Avrò avuto all’incirca quattro anni, andavo all’asilo e quel giorno in mensa c’erano le carote. Non sono mai stata una grande amante delle verdure e le carote mi facevano proprio schifo!! La maestra mi aveva detto di mangiarle così io, riluttantemente, ho inforchettato le belle verdurine, le ho avvicinate alla bocca, stavo per inghiottirle quando lei si è girata e io le ho buttate sotto il tavolo!

Purtroppo la seconda volta è andata male, perché mi ha vista lanciarle e mi ha messa in punizione.

In più, quando è arrivata mia mamma a prendermi, le ha raccontato tutto, facendo arrabbiare anche lei!

È stato davvero brutto, infatti non lo rifarei mai, perchè mia mamma mi ha sgridato tantissimo.

Un’ altra volta, però, mi è successa una cosa stupenda.

Ero piccola, avevo cinque anni circa e mi ero addomermentata nel prato della casa in montagna dei miei nonni; al mio riveglio ho visto passarmi davanti agli occhi un leggerissimo animaletto completamente colorato.

Al primo sguardo non mi ero accorta del tutto di cosa fosse, ma girandomi per guardare meglio l’ ho vista: era una farfalla gigantesca! Era grande almeno come la mia manina e mi aveva lasciata a bocca aperta.

Ovviamente avevo provato ad acchiapparla, ma senza risultato, dato che appena mi ero mossa era scappata.

Allora mi ero messa ad inseguirla ma non la vedevo più, perché si era rifugiata dietro una pianta.

Ero corsa immediatamente da mia nonna, dicendole che volevo quella farfalla ma lei si era messa a ridere, rispondendo che le farfalle non sono animali domestici.

A quel punto ero corsa nel prato e mi ero riaddormentata, nella speranza di rivedere la farfalla nel momento in cui mi fossi svegliata…

Irene Pegurri