Maradona: addio ad una leggenda
21 febbraio 2021 - Tempo di lettura: 5 minuti
Categoria: SportRecentemente abbiamo perso un grande calciatore molto famoso, conosciuto in tutto il mondo. Per i tifosi del calcio mondiale è stato un vero e proprio lutto, ancora più difficile da accettare per il fatto che Diego Armando Maradona se ne è andato all’età di 60 anni. Una sconfitta durissima per la storia del calcio.
“El pibe de oro”
Diego Armando Maradona è stato un calciatore molto forte e famoso, di ruolo centrocampista, che ha conquistato il premio ambito come campione del mondo nel 1986 e con la maglia argentina vice campione del mondo nel 1990.
Divenne famoso per due gol storici, tutti e due effettuati in una stessa partita, a distanza di 3 minuti l’uno dall’altro. Proprio nell’anno dei Mondiali dell’86, Maradona segnò ai quarti di finale, nella partita contro l’Inghilterra, “Il gol del Secolo”, mentre l’altro, definito la “Mano de Dios”.
Dopo sei minuti dal fischio della seconda metà di partita, un centrocampista inglese alzò erroneamente verso l’alto il pallone nella propria area di rigore. Il portiere avversario cercò di prendere la palla al volo, ma non riuscì. Allora Maradona, molto più basso del portiere avversario, toccò la palla con il braccio (da qui il soprannome mano de Dios) segnando irregolarmente una rete mai vista prima.

A nove minuti dall’inizio del secondo tempo, Enrique, compagno di calcio di Maradona, passò la palla a Diego, dentro la propria metà campo. Da quel momento, nessuno lo poteva più fermare… Persino i cinque difensori della squadra avversaria non lo poterono stoppare, scartò addirittura il portiere. Lui percorse circa 60 metri in meno di 10 secondi, infilando magistralmente la palla in rete: il goal del secolo.

Maradona ebbe una vita abbastanza normale. Nacque a Lanùs, paese situato vicino a Buenos Aires, in una delle zone più povere dell’Argentina. Fin da piccolo era appassionato al calcio, giocava infatti inizialmente con un pallone di pezza, poi venne iscritto all’età di soli 8 anni alla squadra del Boca Juniors. Questo si poté realizzare grazie ai soldi di suo padre, accumulati grazie ad un’intera vita di fatiche e di lavoro. Il sogno del padre di Diego era di poter dare al figlio un’opportunità di realizzarsi. E così fu. Dopo pochi mesi divenne il giocatore più forte e fondamentale della sua squadra, guadagnando addirittura del denaro. Questo permise ai genitori di spostarsi a vivere nella città di Buenos Aires.
Dopo poco, ci fu un incontro un po’ strano… La mamma di Diego andò al supermercato per fare la spesa, ma avendo pochi soldi, chiese in prestito del denaro ad una ragazza, la figlia dei loro nuovi vicini di casa. La mamma, quando tornò a casa, disse al figlio di portare i soldi alla vicina, e fu lì il primo incontro di Diego e della ragazza che poi sarebbe diventata sua moglie. I due, per conoscersi meglio, si rividero dopo una settimana in una discoteca e da quel giorno si fidanzarono.
Ritornando al calcio, Maradona aveva già da bambino doti straordinarie; infatti all’età di 10 anni si era già deciso di mandarlo a giocare nella nazionale argentina. Però dopo qualche anno, César Luis Menotti, direttore tecnico sportivo argentino, non lo convocò ai mondiali del 1978 ritenendolo troppo giovane. I suoi tifosi e lui stesso non gradirono la scelta; Diego decise di opporsi a questa decisione andando a giocare ai campionati giovanili nazionali.

Col passare degli anni, Maradona però, pur essendo un fenomeno all’interno del campo, fece una vita sempre al massimo. Infatti assumeva stupefacenti, beveva, incarnando perfettamente il ruolo di genio sregolato. Ciò gli costò una sospensione una prima volta per uso di cocaina nel 1991 ed una seconda per positività ai test antidoping, nei mondiali degli Stati Uniti del 1994, per uso di efedrina, sostanza illegale spesso utilizzata per perdere peso.
Nella sua autobiografia scrisse che fece uso di cocaina dai primi anni Ottanta, soprattutto quando giocava nel Barcellona, fino al 2004. Durante il suo soggiorno a Napoli, iniziato nel 1984 e concluso nel 1991, il consumo divenne una vera e propria tossicodipendenza, che cominciava ad interferire con la sua capacità di giocare a calcio!
Nonostante questi problemi continuò a piacere, ad essere adorato da tutti e in particolar modo dalla città che lo aveva adottato: Napoli. Un sogno che si spense il 3 luglio 1990, durante la semifinale dei mondiali: Italia contro Argentina. Maradona chiese ufficialmente alla sua Napoli di tifare lui, la sua nazione; i napoletani, invece, rimasero compatti con il resto degli italiani. I 90 minuti finirono sull’uno a uno, i supplementari non servirono a niente. Rigore; Maradona; gol… l’Italia era fuori, fuori per colpa de El Pelusa.

Da eroe lui diventò il diavolo. Secondo un sondaggio divenne l’uomo più odiato d’Italia! Cominciarono, allora, i problemi penali e una terribile solitudine per “El pibe de oro”, ovvero il ragazzo d’oro.
Considerato come uno dei calciatori più forti della storia del calcio, ha fatto la storia di questo sport, nel bene e nel male, ma l’ha fatta. Per molti fu il 10 della sua maglia, ma fu anche il 10 per la bravura. Quando prendeva la palla tra i piedi, si trasformava in un Mozart, in un virtuoso capace di fare sognare il suo pubblico che oggi ricorda l’uomo sfortunato e il giocatore straordinario in tanti modi. A Napoli si trovano fiori, pupazzi, fotografie fuori dallo stadio San Paolo, che dal dicembre 2020 è diventato lo Stadio Diego Armando Maradona.
Andrea Valenti & Luca Macario