Maltrattamento sui cavalli: fermiamo questo orrore
7 marzo 2023 - Tempo di lettura: 3 minuti
Categoria: Attualità e CulturaQuando penso alle gare con i cavalli mi vengono in mente i premi, le medaglie, le coppe, le cadute, le vittorie e le sconfitte. Anche se il cavallo non parla, percepisce se la gara è andata bene o no. Quindi se si vede una bestia stanca e che non collabora, non ci si deve arrabbiare, non servono le frustate e i maltrattamenti.
Le gare con i cavalli sono tutte diverse, alcune divertenti e competitive, altre un po’ meno ma sono tutte fantastiche! Poche persone sanno veramente cosa ci sia dietro a tutto ciò e non è per niente semplice da spiegare.
Non tutti i cavalli fortunatamente vengono maltrattati ma in molti casi questa è una triste realtà.
Spesso vengono frustati bruscamente fino allo sfinimento, ciò provoca loro delle ferite e dei tagli molto profondi da cui è difficile guarire velocemente.
Da molti secoli a Siena si organizza “Il palio”, un concorso dove i cavalli corrono nella piazza del Campo, essi vengono frustati di continuo fino a farli impazzire e se cadono vengono schiacciati dagli altri animali che corrono all’impazzata.
L’ultima notizia riguarda l’edizione 2022, quando un cavallo ha ricevuto 18 frustate nello sprint finale. “Il Palio di Siena si conferma una manifestazione pericolosa che mette in secondo piano i diritti degli animali” – così commenta l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa). Alcuni fantini per far andare più veloce il cavallo, perché magari si è appena ripreso da una malattia e deve andare in gara, lo “drogano” o ancora peggio lo “dopano”.
È una vergogna vedere questi cavalli impazzire.
Vengono usate sostanze come la Ciclosporina, un immunosoppressore (può modulare la risposta dell’organismo) o altri preparati che dopano l’animale, potenziando le sue prestazioni. In altri contesti i cavalli sono utilizzati come se fossero degli oggetti, ad esempio devono trainare tra le tre e le cinque persone su una carrozza al caldo, in mezzo al traffico cittadino.
Una nostra compagna ci ha raccontato di essere stata a Palermo e per visitare la città ha fatto un giro sul calesse. Era agosto e c’erano più di 40°C, il cavallo era molto stanco e soprattutto accaldato, il cocchiere continuava a dargli ordini con le redini, il cavallo non poteva fermarsi, finché il cocchiere non gli ordinò di farlo. Circa ogni quindici minuti facevano delle pause per farlo riposare e per dare la possibilità ai turisti di ammirare il luogo.
Questo servizio è offerto in molte città italiane, ma è davvero utile? Il cavallo dovrebbe essere protetto quantomeno da un tettuccio in grado di fare ombra, perchè alla fine quello che fa più fatica è lui e non sicuramente i turisti e il cocchiere. L’alternativa migliore sarebbe comunque quella di utilizzare altri mezzi di trasporto per i tour turistici cittadini.
In conclusione noi pensiamo che tutto ciò debba finire, pensiamo che i cavalli debbano essere trattati bene, sia nelle competizioni che in altri contesti. L’aria che respiriamo noi devono respirarla anche loro, vivendo in libertà. Non sono giocattoli ma compagni fedeli, sensibili ed estremamente intelligenti. Non devono essere drogati e maltrattati ma rispettati, protetti, accuditi e curati al meglio.
Testo e foto di Giorgia Pezzotti
con la collaborazione di Greta Bonini e Elisa Magri

