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Luci e ombre di P.E.T.A.

12 novembre 2024 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

P.E.T.A. (People for the Ethical Treatment of Animals) è un’associazione animalista, fondata nel 1980, che si occupa di animali. Essa concentra i propri sforzi nella lotta a quattro pratiche: l’allevamento intensivo, la vivisezione (o la sperimentazione sugli animali), l’allevamento di animali da pelliccia e l’uso di animali nell’industria del divertimento.

La sua filosofia si può così riassumere:

PETA crede che agli animali vadano garantiti alcuni diritti fondamentali, e il rispetto dei loro interessi a prescindere da considerazioni di utilità per gli esseri umani. Come voi, gli animali sono capaci di soffrire e hanno scopi nella loro vita; di conseguenza, non sono a nostra disposizione per l’uso come cibo, abbigliamento, divertimento, sperimentazione o per qualsiasi altro scopo.  

L’ associazione, che ha la sua sede principale in Virginia negli USA, si occupa di proteggere gli animali, ostacolando e impedendo qualsiasi tipo di maltrattamento nei loro confronti.

Purtroppo i casi di cronaca sono tantissimi e ci mostrano quanto l’uomo possa essere crudele. Ad esempio, il povero cane Aaron, a Palermo, è stato bruciato dal padrone perché abbaiava troppo. Il responsabile di questo orrore non è andato in carcere.  O ancora in Sardegna un gattino, qualche tempo fa, è stato buttato da un ponte da alcuni ragazzi, che si filmavano mentre compivano questo gesto orrendo. La “voce” di PETA in questi casi non si è sentita molto, mentre avrebbe dovuto.

L’associazione opera anche attraverso i social per far capire alle persone che gli animali sono esseri viventi e non oggetti per sperimentazione e neanche cibo. Si lamenta pure dei videogiochi molto famosi perché, anche se a livello virtuale, si “uccidono” in alcuni di essi innocenti tartarughe o si cavalcano cavalli alati per puro divertimento.

Detestano alcune catene di ristoranti che propongono cibo a base di carne. Scelta questa messa in discussione, perché è crudele per loro uccidere animali per sfamarci. Eppure qualche ombra c’è…

Dal 1998 al 2019 sembra che PETA abbia sottoposto ad eutanasia l’83,5% dei cani e gatti tenuti in custodia nei rifugi dell’associazione della Virginia.

Penso che il maltrattamento di un animale sia crudele in tutto e per tutto; stiamo parlando di esseri viventi, non oggetti, quindi vanno rispettati in ogni situazione e nessuno dovrebbe fare loro del male. Se una persona uccide o maltratta senza motivo un animale, sapendo quello che sta facendo, dovrebbe essere punita con pene severe.

(Foto dal web)

In conclusione io ritengo che P.E.T.A agisca per il bene degli animali in tante occasioni. Deve però concentrare le sue forze per educare tutti e soprattutto i bambini a trattare bene gli animali, perché se una persona ha imparato ad avere un cuore generoso da piccola farà lo stesso da grande. E se ci sono stati nel passato degli atteggiamenti poco chiari è bene che un’associazione importante come PETA non li ripeta.

In ultimo penso che in realtà per aiutare gli animali non si debba necessariamente essere vegani oppure condannare la caccia, basta semplicemente rispettare le regole: gli animali possono essere cacciati solo in certi periodi dell’anno, per il resto la Natura dà loro la possibilità di accoppiarsi e moltiplicarsi.  

Greta Delasa