Lovere tra monti e arte
7 maggio 2023 - Tempo di lettura: 7 minuti
Categoria: Attualità e CulturaOggi vogliamo raccontarvi alcune curiosità su uno dei borghi più belli d’Italia: Lovere.
Affacciata sul lago d’Iseo, Lovere accoglie in ogni periodo dell’anno numerosi turisti che apprezzano le sue bellezze, il clima mite lacustre e le località montane vicine. Il Sebino è di origine glaciale ed ha una profondità di 251 metri. Come risulta dagli ultimi campionamenti effettuati da Legambiente, è migliorata decisamente la qualità delle acque. Dei sette punti monitorati dalla Goletta dei Laghi, solo uno in prossimità della foce dell’Oglio è risultato inquinato, mentre tutti gli altri sono nei limiti della legge. Grazie ai traghetti che solcano le sue acque è possibile vedere angoli suggestivi e la bellissima Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Italia e tra le più estese d’Europa.
Ecco, secondo noi, alcune attrattive che meritano di essere visitate.

San Giovanni
Il colle di San Giovanni, detto anche Monte Cala, posto al crocevia tra la Val Cavallina, la Val Borlezza e la bassa Valle Camonica, sovrasta l’abitato di Lovere e domina il Sebino. Per la sua posizione strategica, venne scelto già in epoca antica come luogo di presidio. La chiesa attuale venne edificata nel corso del XVII secolo, come ampliamento di quella più antica; il suo aspetto e quello degli edifici limitrofi è frutto del recupero operato dagli Alpini di Lovere tra il 1964 e 1967, dopo un periodo di abbandono, come ricorda un graffito nell’atrio.
Oggi si può cogliere molto poco dell’originale struttura: restano solo alcuni resti di muraglie perimetrali, a nord della chiesa, e tracce di fondazioni intorno al piccolo promontorio.
Abbiamo deciso di intervistare il signor Giuseppe Manera, che è il presidente dell’Associazione Amici di San Giovanni.
Perché ha deciso di fare il presidente a San Giovanni? Da quanto tempo lo fa?
Sono stato eletto per la prima volta nell’anno 2000 e riconfermato ad ogni tornata elettorale fino ad oggi. La decisione di fare il presidente non è stata del tutto mia, lo statuto dell’associazione prevede che le elezioni portino alla nomina di undici Consiglieri, ai quali se ne aggiungono altre due per completare il consiglio d’Amministrazione. Nella prima riunione del nuovo Consiglio viene nominato il presidente del Consiglio d’Amministrazione, qualora risultasse tra gli eletti diventa da quel momento non solo il Presidente del Consiglio dell’Amministrazione, ma anche il legale rappresentante dell’Associazione con tutte le responsabilità che ne conseguono. Quando mi è stato proposto l’incarico la prima volta mi sono riservato di prendermi qualche giorno di riflessione prima di accettare, anche per parlarne con la mia famiglia che mi ha subito appoggiato e supportato per tutto questo tempo e che ringrazio. Rispetto al ruolo di consigliere, la carica di presidente richiede un impegno e una presenza maggiore dovuta al ruolo stesso.
Come porta avanti San Giovanni?
Questa non è una risposta facile da dare brevemente, bisognerebbe conoscere bene la realtà di San Giovanni e del ruolo dell’associazione. Essa ha un compito ben preciso, che è quello di mantenere, migliorare e far ‘’vivere ‘’ San Giovanni. Come ogni attività di volontariato, c’è bisogno anche di fondi che si raccolgono con il tesseramento tra i soci e le promozioni di feste, collaboriamo anche con altre realtà che con le loro manifestazioni contribuiscono a far conoscere il posto. Ovviamente non posso essere solo nel far questo e c’è bisogno del lavoro del consiglio, un lavoro sinergico nel prendere decisioni in merito all’ organizzazione delle varie manifestazioni e dei lavori, che siano di manutenzione ordinaria che straordinaria; poi c’è proprio il lavoro fisico da parte di tutti, dei consiglieri e degli associati che si mettono a disposizione in diverse occasioni.
Cosa offre San Giovanni ai turisti?
Sicuramente un panorama incantevole, un luogo pulito e ordinato che spazia sul Sebino e sulla bassa Val Camonica oltre che sui monti vicini. Qui si libera la mente dai brutti pensieri. E non dimentichiamo la storia che in questo luogo si respira! Già nel XII secolo esisteva un fortilizio con dei mercenari, che col tempo si è evoluto trasformandosi in un santuario, con all’interno dei quadri del pittore Cifrondi. La leggenda narra il passaggio di Carlo Magno in Val Camonica che qualche anno fa è stata frutto di una ricerca approfondita.

Santuario delle sante Bartolomea e Vincenza
L’Istituto delle Suore di Carità venne fondato da Bartolomea Capitanio e da Vincenza Gerosa nel 1832, canonizzate da papa Pio XII nel 1950. La loro opera caritatevole è ispirata a San Vincenzo e si inserisce nel filone del cattolicesimo sociale lombardo nel XIX secolo. Negli ambienti di casa Gaia fu ricavata una cappella inaugurata nel 1835. Chiamata anche “cappella delle origini” accolse nel 1843 le spoglie della Capitanio e nel 1858 quelle di Gerosa. Alla fine dell’800 fu decorata dal pittore Luigi Morgari e dallo stuccatore Luigi Sacchi.
Nel 1926, in occasione della beatificazione di Vincenza Capitanio, si iniziò a pensare a una nuova chiesa e fu deciso di costruirla a lato di casa Gaia. Il 1° luglio 1931 fu posta la prima pietra della nuova chiesa, la consacrazione avvenne invece il 1°ottobre 1938 con la dedicazione a Cristo in onore delle fondatrici. La nuova struttura si innestò sul vecchio edificio dell’istituto e fu disposta in modo che la camera dove morì Bartolomea Capitanio si affacciasse all’interno del tempio.
All’interno ci sono vetrate meravigliose, quando splende il sole si illumina tutta la chiesa con un gioco di luci davvero splendido. Questo santuario è rivestito di granito rosa, la struttura è dominata all’esterno da un campanile mentre le due scale porticate sono decorate da mosaici della Scuola Vaticana.

Il Tadini
L’Accademia di Belle Arti Tadini è una Galleria che ospita una prestigiosa raccolta d’arte antica, è un imponente palazzo in stile neoclassico che fu costruito dal Conte Tadini per ospitare collezioni d’arte, dipinti e molte altre opere. Tuttora qui si tengono anche corsi di strumento: pianoforte, violino e chitarra.
I lavori furono avviati nel 1821 con la costruzione della cappella, quindi proseguirono con il palazzo e furono completati entro il 1827; l’anno successivo la Galleria apriva al pubblico. Allo scenografo teatrale Luigi Dell’Era si deve la decorazione dei soffitti e delle pareti, che aveva lo scopo di creare una cornice degna per la preziosa collezione. La Cappella al centro del giardino, costruita per ospitare la Stele Tadini, una tra le ultime opere di Antonio Canova, fu scolpita tra il 1819 e il 1821 per onorare la memoria di Faustino, figlio del conte, prematuramente scomparso nel 1799.
Sono esposte nel piano nobile opere in porcellana acquistate dal conte durante i suoi viaggi. L’ultima sala che possiamo trovare in fondo alla Galleria è una spaziosa e gigantesca biblioteca privata, che contiene 4600 volumi. All’interno ci sono tantissime opere molto famose e conosciute.
Le collezioni del Museo nascono grazie alle donazioni di numerosi cittadini, tra i quali sono da ricordare Giovanni Battista Zitti e Enrico Banzolini. Il secondo piano ospita il Museo dell’Ottocento, nato dalla donazione della raccolta di cimeli garibaldini di Giovanni Battista Zitti, in seguito arricchita da altre famiglie loveresi. La partecipazione locale alle vicende del Risorgimento italiano (tre dei Mille avevano origine loverese) e lo stretto rapporto tra vicende sociali e culturali rende le opere esposte un significativo documento per la storia del territorio. Di particolare importanza, oltre alla selezione dei ritratti ottocenteschi, le tre tele donate da Francesco Hayez ai nipoti Enrico e Carlotta Martinoli Banzolini, tra cui lo straordinario Ecce Homo, tra le ultime opere dell’artista. Conclude il percorso una raccolta di arte moderna e contemporanea, che comprende una documentazione della cultura artistica italiana ed europea del secondo dopoguerra, fino ad anni recentissimi.


Lovere può offrire molte occasioni di svago, sfruttando le sue bellezze montane, ma anche di arricchimento culturale. Vale secondo noi visitarla in tranquillità, perché può dare emozioni uniche e indimenticabili.
Greta Bonini, Rebecca Bianchi e Greta Menolfi
con la collaborazione di Marika Moretti