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L’Etna in eruzione. Ma non si ferma più?

19 marzo 2021 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

La parola “vulcano” deriva dal nome dell’isola di Vulcano, nell’arcipelago delle Eolie, al largo della Sicilia settentrionale. Nell’antichità, gli abitanti di quella zona, credevano che la montagna fumante fosse il camino della fucina (focolare a carbone) di Vulcano, fabbro degli dei, e che i materiali eruttati fossero i residui della fabbricazione dei fulmini destinati a Giove (padre degli dei) e delle armi preparate per Marte (il dio della guerra). Da questa interpretazione, nasce la parola vulcano. Esso è una frattura della crosta terrestre dalla quale vengono espulsi lava, vapori, ceneri, gas ecc. a intervalli costanti o irregolari nel tempo.

Ormai, come ben sappiamo, da secoli le eruzioni vulcaniche non sono fenomeni soprannaturali. Infatti nel mondo esistono circa 1500 vulcani attivi sulle terre emerse; circa 10 sono presenti in Italia. I più conosciuti sono l’Etna, lo Stromboli, il Vesuvio e Vulcano.

Tra questi, il vulcano che si sta facendo sentire di più è l’Etna, situato a nord-est della Sicilia, formatosi nel Quaternario (il periodo geologico più recente, quello che stiamo vivendo adesso) e considerato il più alto della placca euroasiatica. Le sue continue eruzioni stanno modificando il paesaggio circostante.

L’Etna qualche settimana fa

Proprio in queste ultime settimane l’Etna si sta “agitando” con eruzioni mozzafiato per i fotografi, terribili per gli abitanti che ci abitano vicino. La prima eruzione, dopo un paio di mesi di pausa, si è verificata il 16 febbraio 2021 e ad oggi non è ancora terminata. Il tutto è iniziato nel tardo pomeriggio, quando l’Etna ha cominciato a dare il suo spettacolo. Nel giro di poche ore la notizia si è diffusa in tutta l’Italia e nel mondo. L’attività parossistica ha interessato il cratere sud-est con fontane di lava alte centinaia di metri e una grandissima colonna di fumo che ha coperto in pochi attimi il cielo della città di Catania.

In seguito la colata si è riversata per circa 1.5 Km lungo la valle del Bove, molto lontana dai centri abitati, tutto questo nel giro di 15 minuti.

Per molti le eruzioni vulcaniche sono cartoline con effetti speciali, mentre per i cittadini che vivono vicino ad un vulcano attivo, no. Nel giro di poche ore, questi paesi, in particolare nella provincia etnea, sono stati sommersi da un’enorme quantità di cenere, questo a causa dalle piogge di lapilli provenienti dal cratere. Infatti, qualche settimana fa, è stato addirittura chiuso l’aeroporto Fontanarossa di Catania. Queste eruzioni stanno tuttora creando danni innumerevoli al settore agricolo, dal momento che sono state chiuse tantissime strade e limitati i trasporti.

Strade a Catania sommerse da immensi lapilli vulcanici
Dimensione di un lapillo vulcanico

Insomma, lEtna non si ferma. Solo nella prima settimana di marzo, rileva l’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sono avvenuti tre intensi eventi parossistici al Cratere di Sud-Est, evento che non accadeva da anni. Speriamo che queste interminabili eruzioni possano cessare, per far vivere i cittadini di questi paesi in piena tranquillità, godendo di quello che la natura offre.

L’Etna, infatti, con la sua fiera imponenza, può dare spettacolo di sé anche quando è addormentato.

L’Etna dallo stretto di Messina

Andrea Valenti