Le pignette soldato
11 novembre 2019 - Tempo di lettura: 2 minuti
Categoria: Parole per...Verso le ore 10:00, in cammino verso Case di Viso, stavamo osservando il particolarissimo ed antico paesino di Case di Pirlì. Questo paesino ha la caratteristica che ogni casa antica ha appeso all’entrata una piccola casetta in pietra e legno che riproduce perfettamente la casa stessa.
Da queste sentimmo provenire improvvisamente un debole rumore metallico, simile al tintinnio delle chiavi. Una dopo l’altra si aprirono le porticine e spuntarono diversi personaggi strani, simili in tutto, per forma e dimensione, a delle pigne di abete. In capo portavano piccoli elmetti militari in metallo; indossavano piccole divise mimetiche militari. Ai piedi calzavano pesanti anfibi da militare. Sulle spalle portavano uno zaino militare dal quale spuntavano fucili, mitragliette e bombe a mano. Sul cinturone militare erano agganciate munizioni e pistole.
Erano dei piccoli soldati rimasti lì dalla 1° guerra mondiale.
A quel punto noi prima ci spaventammo un po’, ma poi li guardammo stupiti.
Subito esclamammo:
– Chi siete!? –
– Siamo le pigne soldato rimaste qui dalla 1° guerra mondiale – ci spiegarono – state tranquilli, non vogliamo farvi del male! –
Allora noi ci tranquillizzammo e stringemmo amicizia.
Pieni di entusiasmo chiedemmo alle pignette:
– Avreste voglia e tempo di farci da guida? Chissà quante ne sapete! –
– Certo! Con molto piacere! –
Così ci incamminammo insieme alle pigne che ci facevano strada.
Quindi arrivammo al ruscello: qui con grande passione, ci fecero osservare l’acqua del magnifico torrente Narcanello e le svariate ricchezze del sottobosco, dove echeggiava il bramito dei cervi.

Faticosamente riprendemmo il cammino ed arrivammo al meraviglioso laghetto di Viso, che era lo specchio perfetto del paesaggio circostante.
A quel punto, emozionati e riconoscenti, salutammo le nostre guide:
– Ci avete fatto vivere momenti bellissimi. Non vi dimenticheremo mai! Vi promettiamo di mantenere il segreto sulla vostra esistenza. Arrivederci! –
In quel momento il capo delle guide si fece avanti e parlò per tutti:
– Anche noi siamo stati felici con voi. Grazie di mantenere il silenzio sulla nostra indimenticabile avventura e sulla nostra esistenza. Ricordate: è meglio che i soldati restino come noi, piccoli e fantastici. Che nessuno faccia più davvero la guerra! Buon rientro a scuola! –
Giulia L. con i compagni della
4^A della scuola primaria
