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Le case del futuro? Originali, bizzarre e green

21 maggio 2021 - Tempo di lettura: 5 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Qualche settimana fa nelle lezioni di Tecnologia, con la professoressa Jessica Menardini abbiamo trattato un argomento molto particolare e affascinante: gli edifici più strani del mondo. Di solito, quando si pensa ad un edificio, l’immagine che viene in mente è quella di un quadrato pesante e noioso, con forme squadrate e linee rette. Eppure in molte città ci sono delle eccezioni: esse sono rappresentate da edifici dalle forme bizzarre, divertenti e stravaganti che si impongono con la loro originalità sulla monotonia del paesaggio urbano. Ne presentiamo tre che abbiamo ritenuto davvero unici: la Casa Nautilus, Second home Hollywood e le Case Cubiche.

La Casa Nautilus

È una casa a forma di conchiglia ubicata a Naucalpan, vicino a Città del Messico, ed è considerata uno dei più straordinari esempi di architettura green.

È stata progettata da Javier Senosiain nel 2006, misura 330 m² ed è ispirata alle creazioni degli architetti Gaudì e Frank Lloyd Wright.

La sua forma è quella di un guscio di Nautilus, una creatura tipica dell’ambiente marino.

La facciata principale vista da due prospettive diverse

La casa è stata costruita per la famiglia Mayorga, che desiderava abitare in un edificio più integrato con la natura, in particolare ispirata all’ambiente marino. Volevano anche avere l’illusione di abitare in uno spazio aperto, infatti all’ interno non mancano luce solare e piante.

Il salotto
La camera da letto
La sala TV

Nautilus è un esempio di bioarchitettura anche per i materiali utilizzati, non solo cemento e legno ma pure paglia ed elementi riciclati. Il tutto è rivestito con una miscela di ceramica spruzzabile totalmente ecosostenibile, chiamata Grancrete, per avere una superficie lucida e brillante, che ha reso tutta la costruzione ignifuga.

Ogni stanza è illuminata da luce naturale grazie alle molte finestre e alle vetrate colorate. La casa è areata tutto l’anno grazie a due condotti sotterranei collocati in punti strategici, che consentono all’aria fredda o calda di entrare, rendendo l’areazione ecosostenibile.

Second Home Hollywood

Second Home Hollywood è un luogo lavorativo immerso nel verde che si trova a Los Angeles negli USA, progettato dagli architetti José Selgas e Lucìa Cano. I lavori sono iniziati nel 2017 per concludersi nel 2019.

Second Home è formata da quattro forme ovali di diversa dimensione che creano 60 bungalow. All’interno si trovano 320 postazioni per lavorare al piano terra e 200 al primo piano.

Sono presenti anche servizi come bar, ristoranti, sale per eventi e congressi, aree di riposo e terrazze all’aperto.

Le pareti curve e trasparenti dei bungalow consentono una vista a 360° della vegetazione esterna e ciò dà la sensazione di lavorare in mezzo alla natura.

Questo luogo ospita oltre 10000 piante e animali, come farfalle, insetti e scoiattoli, infine ci sono delle passerelle in legno che attraversano il giardino. Gli spazi interni quindi passano praticamente in secondo piano, perché l’obiettivo principale è l’esterno, in linea con la filosofia di vita californiana. Invece di portare il giardino all’interno dell’ufficio, si è fatto l’esatto contrario, con un risultato stupefacente.

Questa approssimazione alla natura non è l’unico passo verso una vita più sostenibile: le piante riducono la temperatura e forniscono ombra; la facciata chiara elimina la necessità di illuminazione artificiale e dispone di tre aperture per la ventilazione naturale; tutta l’acqua del sito viene raccolta in due cisterne da utilizzare per l’irrigazione.

Le case cubiche, Olanda

Le cosiddette “case cubiche” sono un singolare progetto architettonico, caratterizzato da vari edifici a forma di cubo rovesciato, che fu ideato negli anni Settanta dall’architetto olandese Piet Blom (1934-1999) e che è stato realizzato come complesso residenziale nelle città di Helmond e Rotterdam, rispettivamente tra il 1975 e il 1977 (Helmond) e tra il 1982 e il 1984 (Rotterdam).

Sono edifici singolari nel loro genere, di forma cubica a tre piani. L’architetto Piet Blom si ispirò ai boschi cercando di ricreare delle abitazioni che li richiamassero. Il complesso di Rotterdam si distingue da quello di Helmond per la scelta di colore delle facciate, un giallo vivace che richiama di sicuro l’attenzione.

Le prime case cubiche furono costruite nella città di Helmond. Come “prova” ne furono realizzate solo tre, a tre piani, inclinate e non più dritte come le case normali!

Dopo questa prova si poté essere certi che le case stavano in piedi e quindi furono costruiti altri 18 complessi abitativi, utilizzando le travi di legno per le finiture esterne.

I cubi a Helmond

L’idea di costruire delle case cubiche anche a Rotterdam venne sempre all’architetto Piet Blom che, soddisfatto del lavoro svolto a Helmond, volle ricreare lo stesso tipo di costruzione anche da un’altra parte.

E fu un successo! Anche se in questo caso si preferì dare ad esse il colore, un giallo canarino intenso per renderle ancora più visibili. Dei 74 edifici previsti ne furono realizzati solamente 39 nel quartiere di Blaak, in prossimità del vecchio porto.

I cubi a Rotterdam

L’architettura è una delle arti più belle al mondo, è sempre in evoluzione e cambiamento. Spesso ci si chiede come sarà il mondo tra 100 anni, come si costruirà…ebbene, guardando alcune realizzazioni attuali, possiamo già immaginare che sarà un mondo ricco di originalità.

Gaia Paladini, Alice Ronchetti e Anna Isauri