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Le bellezze dell’altra sponda: Pisogne

12 gennaio 2024 - Tempo di lettura: 5 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Nel nostro giornalino abbiamo quasi sempre raccontato di Lovere (i nostri cari lettori ci scuseranno) trascurando l’altra sponda del lago, dove si trova la bellissima Pisogne.

Pisogne è un paese che si affaccia sul lago Sebino, altrimenti conosciuto come lago d’Iseo. Comprende tante frazioni, tra cui Fraine, Govine, Grignaghe e Gratacasolo, le più conosciute.

Già abitato in epoca preistorica, nel Medioevo fu un importante centro commerciale tra la Valle Camonica ed il Sebino. Pisogne, in epoca romana, era attraversato da un’importante strada consolare che metteva in comunicazione Brescia con la Val Camonica, costeggiando il lago d’Iseo e terminando a Rogno.

Nel 1287 la grande ribellione camuna guidata dai Federici e dai Celeri contro Brescia portò alla devastazione di Pisogne e all’uccisione di parecchi guelfi ivi residenti. A seguito di questo fatto la cittadina venne fortificata tra il XII ed il XIII secolo e concessa alla nobile famiglia Brusati.

Lo stemma di Pisogne si compone dei colori argento, azzurro, nero e di un simbolo, la torre, ovvero la “torre del Vescovo” che “controlla” tutto l’abitato.

La torre di Pisogne

L’emblema è stato riconosciuto con decreto del Capo del governo il 13 novembre 1930. Con regio decreto del luglio dello stesso anno fu concesso un gonfalone consistente in un drappo azzurro.

All’inizio del borgo, attraversando la Porta Nuova, detta anche Porta Nu, si entra in via Capovilla, in cui è possibile vedere ancora oggi un insieme di edifici che avevano la funzione di proteggere il paese dagli attacchi esterni.

Porta Nuova

Avventurandosi all’interno del centro storico possiamo notare alla nostra destra un ingresso ad arco che porta alla piazza Berlai, conosciuta dagli abitanti come Colaela, che ad ogni festa viene addobbata a tema.

Andando avanti, spinti dalla curiosità e respirando un’aria di grande tranquillità, cominciamo a notare delle vie a pettine: via del Torcolo, via Speranza, via Di Mezzo, che si unisce a via Dei Monti, e vicolo degli Asini. Esse sono molto strette, ma caratteristiche, ci proiettano in un passato in cui era importante difendersi e lasciare pochi spazi al nemico.

In un batter d’ occhio ci si ritrova nella piazza intitolata al Vescovo Corna Pellegrini, centralissima, che si collega a Via San Marco.

Questa può essere considerata la via dello shopping, in quanto qui hanno sede negozi storici. Alzando lo sguardo si possono notare edifici eleganti, alcuni ristrutturati da poco, ben tenuti e con i classici terrazzini in ferro battuto. Un palazzo, in particolare, ha attirato la nostra attenzione, in quanto sulla facciata sono presenti dei rilievi raffiguranti dei volti. Sono i personaggi dei Promessi sposi!

Particolare dei palazzi del centro storico

Uscendo dalla via, si abbandona la parte storica del paese e si entra in quella nuova. Andando dritti, dopo aver superato una rotonda, raggiungiamo la chiesa sconsacrata di Santa Maria della Neve, conosciuta come Il Romanino, e battezzata suggestivamente dal critico d’arte Giovanni Testori la “Cappella Sistina dei poveri”.

La facciata di Santa Maria della Neve

Fu edificata nella seconda metà del XV secolo per volere della comunità di Pisogne. Le pareti della chiesa sono interamente affrescate dal Romanino (1484 – 1566) con le storie della passione, della morte e della resurrezione di Cristo. Sono considerate tra i punti più alti dell’arte del Romanino.

L’interno è costituito da un’aula unica, divisa in tre campate da archi acuti che portano all’arco trionfale e all’abside. Sono rappresentate figure di sibille e profeti e le scene sulle pareti si dispiegano a formare una sorta di rappresentazione popolare che si svolge nella Settimana Santa.

Gli interni affrescati dal Romanino

Piazza “Vescovo Corna Pellegrini” si collega a “Piazza del mercato” e a “Piazza Umberto I”, in cui si può ammirare la statua di San Costanzo, patrono di Pisogne.

San Costanzo

Attraversando la strada e la ferrovia ci troviamo in “Piazza Alpini” che si affaccia sul lungolago.

Girando a destra, verso Govine, e andando avanti troviamo una serie di installazioni artistiche utilizzate durante la Mostra Mercato, una festa molto famosa a Pisogne, così come quella del Fungo e della Castagna. Entrambi gli appuntamenti attirano i numerosi turisti presenti sul Lago, coinvolgendoli in giornate indimenticabili.

Entrando a Govine incontriamo il famoso Cavallo Bianco, che non è appartenuto a Napoleone, come erroneamente si pensa. Il cavallo è una grande statua realizzata per un carro di carnevale, dato che l’originale è andato perduto nel lago. È il simbolo dei carnevali organizzati a Pisogne.

Il cavallo sul lungolago

Nella parte alta del paese di Pisogne c’è il Parco comunale Damioli, che si trova alle spalle della Parrocchiale. È un posto magico e silenzioso, molto romantico, ben curato, ricco di tantissimi alberi secolari, insomma è un piccolo paradiso…

Consigliamo di visitarlo in primavera, periodo di massima fioritura degli archi ricoperti da piante di rose rampicanti di diverse varietà.

Purtroppo l’estate scorsa una tempesta ha sradicato e danneggiato molti alberi, che speriamo possano essere sostituiti da giovani piante.

Il parco Damioli

Il nostro tour si conclude a Govine, presso la chiesa intitolata alla “Natività di Maria”, che è stata costruita per volontà del popolo pisognese per ringraziare Maria di aver salvato il paese dalla peste. Costruita attorno al 1630, viene chiamata chiesa della Madonnina.

La Madonnina di Govine

Siamo giunti alla fine del nostro viaggio. Speriamo di avervi incuriosito e di avervi invogliato a visitare questo incantevole borgo dalla sponda bresciana del lago d’Iseo.

Testo e foto di Mattia Romele e Davide Zon