“La scuola del fare è quella che amo di più”
3 maggio 2022 - Tempo di lettura: 2 minuti
Categoria: Cronaca scolasticaIn questi mesi ho lavorato a lungo ad un progetto di Tecnologia che mi è stato assegnato dalla professoressa Jessica Menardini. Ho costruito il modellino di una centrale nucleare con allegata una presentazione in Power Point avente lo scopo di spiegare il funzionamento delle centrali nucleari in generale.
Si è trattato di un lavoro in team che ha previsto la suddivisione dei compiti tra i componenti del gruppo: il mio è stato quello di costruire il modellino, mentre Jacopo Suardi e Zaccaria Franchini, due miei compagni di classe, si sono occupati della presentazione.
Per realizzare questo progetto ho utilizzato: cartone, spago, stuzzicadenti, colla a caldo, vernice spray, bicchieri di carta, una mini lampadina led della bici, cavi elettrici, batterie AA, un filamento di stagno, il saldatore a stagno, il taglierino, tubicini di plastica, un umidificatore, guarnizioni del rubinetto, fischer, scotch carta e nastro isolante nero.
Ho iniziato tagliando il cartone a forma di quadrato, poi l’ho verniciato con un mix di colori simili a quelli che si ritrovano in ambienti radioattivi.
In seguito ho fatto un buco al centro dove ho posizionato l’umidificatore, al di sopra di esso ho messo due bicchieri per realizzare una specie di ciminiera. Ho poi costruito dei paletti con gli stuzzicadenti uniti dallo spago e attaccati alla base con la colla a caldo per poi terminare unendo la cupola, colorando le parti mancanti e saldando le luci.
Sicuramente è stato un processo lungo in cui ho avuto bisogno di molta pazienza e precisione, ma devo ammettere di non aver riscontrato grandi difficoltà.
Questa attività mi è piaciuta molto poiché amo dedicarmi ai lavori manuali di questo genere; fortunatamente sono stato soddisfatto del risultato ottenuto, che ha stupito anche la professoressa e i miei compagni. Non solo ho capito come è fatta e come funziona una centrale nucleare, ma anche quanto sia importante creare manufatti grazie ai materiali semplici e riciclati.
Andrea Vitali

