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La pietra del Lago si trasforma e prende forma a Gré

1 dicembre 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

La sponda bergamasca del Lago d’Iseo, oltrepassato il centro abitato di Castro, si caratterizza per la presenza di enormi pareti di roccia scura che culminano nel famoso e conosciuto Orrido. È una presenza quasi minacciosa, che da una parte cattura l’attenzione dei turisti, meravigliati da tanta bellezza, dall’altra impone di procedere a passo lento per il pericolo sempre costante della caduta di massi.

Eppure in questa zona da anni la pietra viene estratta dalla montagna e si trasforma o meglio prende forma: è il Ceppo di Gré.

L’Orrido (foto Infiltrati speciali)

L’impresa Marini Marmi nasce nel 1897 nella località di Gré a Castro, fondata da Giuseppe Marini. Successivamente subentra Annibale Marini con l’aiuto dei suoi fratelli. Alla sua morte la ditta viene gestita dai figli Giuseppe e Giovanni fino al 1985, quando viene rilevata da Giovanni e dai suoi figli, Giulio e Giancarlo, che sono gli attuali titolari dell’attività.

Dalla cava viene estratta una pietra naturale chiamata ceppo di Gré, che si è formata in Era glaciale (Pleistocene inferiore) da frane e ciottoli di sassi, fa parte della famiglia dei conglomerati, è di colore grigio/azzurro e può variare da tonalità chiare a toni scuri. Gré è la località dove è situata la cava.

Il ceppo (Foto Marini Marmi)

Per estrarre il materiale, prima del 1993, veniva usato esplosivo a base di dinamite, polvere nera, miccia e filo elicoidale, sostituito negli anni ‘80 dal filo diamantato.

Dal 1993, la proprietà decide di cambiare sistema di estrazione, cavando il ceppo in sotterraneo con macchine moderne, come la segatrice a catena e il filo diamantato, sistema questo che garantisce maggior sicurezza sul lavoro e una diminuzione dell’impatto ambientale.  

Le gallerie della cava (foto Marini Marmi)

Nel passato il ceppo lo si ritrovava nelle facciate esterne di edifici, attualmente invece si usa per pavimentazioni, rivestimenti di cucine, bagni, camini ecc.

In Italia il ceppo è stato utilizzato prevalentemente in Lombardia e in Veneto, i lavori principali sono stati commissionati dall’Università Bocconi di Milano, per il cimitero monumentale di Mantova, il palazzetto dello sport di Trento, le cucine di una famosissima marca di arredamenti, per fare alcuni esempi.

Negli ultimi 10 anni circa il ceppo ha avuto un’evoluzione straordinaria e viene esportato in quasi tutto il mondo. I lavori principali all’estero sono stati realizzati per l’Ambasciata australiana in Indonesia, il Museo Gallo in Belgio, la metropolitana di Monaco e tanto altro.

Le principali difficoltà che si hanno in questo settore riguardano l’eccessiva burocrazia, soprattutto al momento di ottenere i necessari permessi per cavare.

Gli esterni in ceppo dell’Università Bocconi – Milano (foto Marini Marmi)

Signor Marini, oggi per svolgere questo mestiere che studi sono necessari? Cosa consiglia ai giovani interessati a questo tipo di lavoro?

Per quanto riguarda i titolari di un’azienda di questo settore, risultano necessari, fondamentali il diploma di perito minerario, di geometra, nello specifico; di ragioneria per la contabilità e la parte amministrativa. Invece nell’ottica dei dipendenti, nella nostra zona non c’è una scuola per marmisti, come a Carrara e Verona. In alternativa una buona scuola potrebbe essere quella edile, oppure la scuola professionale per utilizzare macchine a controllo numerico, che ormai sono il futuro del nostro lavoro e del mondo produttivo in generale.

Un consiglio che posso dare è avere la buona volontà, necessaria tra l’altro in tutti i settori lavorativi e nel mondo del lavoro oggi.

Che sacrifici ha fatto per portare avanti l’attività?

Quando è morto mio papà abbiamo avuto dei grossi problemi, perché era malato e non voleva lasciare l’attività a noi figli. Successivamente abbiamo avuto dei problemi abbastanza gravi, abbiamo rischiato di chiudere. Dopo alcuni lavori che abbiamo acquisito, ci siamo ripresi molto bene, tutt’oggi infatti lavoriamo con gran parte del mondo.

Riteniamo che queste imprese artigianali debbano continuare ad esserci, perché è importante che si valorizzino i prodotti della nostra zona, le eccellenze che iniziano ad essere conosciute e apprezzate in tutto il mondo. 

Ringraziamo Giancarlo Marini per la sua disponibilità, per averci raccontato una parte di vita sua, della sua famiglia e della sua azienda.

La cava dall’alto (foto dal web)

Anna Marini