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La loverese Patrizia Bendotti brilla in finale a Miss Italia

29 novembre 2018 - Tempo di lettura: 4 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

di Giada Donda, Anna Bosio e Aurora Bottà

Miss Italia è un concorso di bellezza italiano nato nel 1946. Nel corso degli anni si è adeguato ai costumi della società italiana. Nel 1950 va in onda per la prima volta alla Radio, nel 1959 entra a far parte di Miss Italia Enzo Mirigliani, che ne assume la direzione artistica, sostituendo Dino Villani. Nel 1979 il concorso appare in televisione, e poi dal 1981 su Canale 5 che lo ha trasmesso fino al 1987.

A partire dal 1988, si aggiudica la diretta televisiva Rai 1 fino al 2012. Prima della Seconda Guerra Mondiale, il concorso si chiamava 5000 lire per un sorriso e nel 1946 adotta il nome di Miss Italia.

Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare Patrizia Bendotti, un’ex alunna del Comprensivo di Lovere, una delle 30 finaliste, residente a Lovere, e le abbiamo posto le seguenti domande:

È stata una decisione tua quella di partecipare a Miss Italia?

Non del tutto, ho iniziato grazie ad una mia amica che mi ha convinto a partecipare alla prima sfilata.

Quale è stata la prima fascia che hai vinto?

La prima fascia con la corona è stata Miss Bergamo.

Che emozioni hai provato la prima volta che sei salita sul palco?

Per il carattere che ho nessuna, ho provato emozioni quando ho vinto la fascia.

Hai trovato nuove amicizie?

Sì tantissime, soprattutto con le altre ragazze lombarde.

Conoscevi già qualcuna delle ragazze della Lombardia?

No, nessuna, le ho conosciute tutte lì.

Cosa hai provato durante l’esibizione della prima selezione?

Non avevo mai ballato da sola in pubblico, e infatti all’inizio ero molto ansiosa, ma poi mi sono sciolta.

Pensavi di poter vincere?

No, non pensavo neanche di arrivare a Jesolo.

Rifaresti quest’esperienza?

Adesso per regola per tre anni non posso più partecipare, anche perché spero di realizzarmi nel mondo della danza.

Consiglieresti quest’esperienza ad una ragazza? Se sì, perché?

Dipende dal carattere della ragazza, se è coraggiosa e forte sì.

Raccontaci un po’ della tua esperienza a Miss Italia…

Il 7 settembre siamo arrivate a Jesolo in 182 ed abbiamo fatto una parata per le vie della città; lì avevamo i bodyguard che ci accompagnavano ovunque e questa cosa mi infastidiva abbastanza. Successivamente ci hanno trasferito a Milano, qui sono apparsi numerosi paparazzi alla ricerca di fotografie per eventuali scoop, per cui lì ho capito l’importanza delle guardie del corpo.

In queste due settimane non mi sentivo più me stessa. Parenti e genitori non si potevano nemmeno vedere.

Ora vi racconto un episodio divertente. Il giorno del passaggio davanti alla giuria siamo state dalle otto di mattina alle tre di notte ad aspettare in una palestra e per merenda, uno sponsor ci ha fornito delle barrette energetiche; io avevo talmente tanta fame che ne ho mangiate quattro, poi mi sono accorta che sul pacchetto c’era scritto di non consumarne più di due al giorno!!!

E una volta chiusa questa esperienza…

Quando sono arrivata a casa sentivo un po’ di nostalgia, non tanto di Miss Italia in sé ma più che altro delle mie compagne. Il mio paese mi ha accolto benissimo tanto da proiettare la finale al cinema Crystal solo per me e appendendo cartelloni e manifesti sul porto. Mi ha fatto molto piacere e mi sono pure messa a piangere dall’emozione.

Nel concorso c’erano 15 fasce nazionali, ognuna con uno sponsor; da un lato sono stata contenta di non averne vinta nemmeno una, perché non me la sarei sentita di mantenere un contratto di un anno con loro. Prima di arrivare a Jesolo avevo qualche speranza di poter vincere ma poi col passare del tempo le ho perse. Ci sono molti lati nascosti che non mi sono affatto piaciuti, soprattutto la finalissima che in televisione sembra tutta perfetta e bellissima, in realtà è tutto studiato a tavolino.

Secondo noi l’esperienza di Miss Italia può essere interessante per legare con altre ragazze e per stringere nuove amicizie. Abbiamo anche capito, però, che è importante studiare, coltivare degli hobby e interessi che possono offrire opportunità di realizzazione nel nostro futuro. Ogni concorso può essere un trampolino di lancio, ma d’altro canto bisogna lavorare duramente e costruirsi passo dopo passo, tenendo i piedi sempre saldi a terra.

Ci è piaciuto incontrare Patrizia, e poterle porre delle domande relative a questa esperienza, ci è dispiaciuto però sapere che non è proprio come si vede dallo schermo, ma è un percorso difficile e impegnativo soprattutto dal punto di vista emotivo. Sarà sicuramente un bellissimo ricordo per noi. A lei auguriamo tanta fortuna e di poter realizzare tutti i sogni che ha nel cassetto.

 

 La redazione di Infiltrati speciali con Patrizia Bendotti