La forza e il coraggio di Agnese
20 maggio 2019 - Tempo di lettura: 2 minuti
Categoria: LibriL’Agnese va a morire è un romanzo di Renata Viganò, ambientato nella valle di Comacchio ai tempi della Seconda guerra mondiale.
Agnese è una lavandaia e vive con il marito Palita, gravemente malato. Palita, nonostante la malattia che lo rende debole, è un uomo politicamente impegnato, un comunista. Un giorno viene catturato da soldati nazisti per motivi non chiari.
Qualche giorno dopo la sua cattura, un compagno riesce a scappare e a riferire ad Agnese della morte del marito.
La donna è profondamente scossa e tutto quello che prova è un profondo odio verso i nazisti che hanno ucciso un uomo malato, nonché suo unico amore.
Un giorno un soldato, che si aggirava nei pressi della casa dei suoi vicini, spara a tutto quello che era rimasto ad Agnese: la sua gatta. Lei, in preda alla disperazione, reagisce colpendo il soldato Kurt con il fucile.
In seguito, credendolo morto, scappa e si rifugia presso un gruppo di partigiani.
Lì viene arruolata come staffetta, con il delicato ruolo di curare i collegamenti tra varie formazioni impegnate nella lotta armata, permettendo la trasmissione di informazioni, cibo, medicine…armi.
Un giorno Agnese incontra dei soldati; Kurt è tra loro, la riconosce e spara.
Di lei non restava altro che un mucchio di stracci nella neve.
Questo libro mi è piaciuto molto e mi ha toccato nel profondo. Pensare che molte persone, coraggiose come Agnese, ai tempi della guerra, sono morte per aiutare la Patria e i propri fratelli, mi emoziona.
Considero questo libro estremamente bello nella sua semplicità. La Viganò trasmette con grande schiettezza al lettore i molteplici stati d’animo della protagonista, le sue sensazioni, le sue frustrazioni.
La voce di Agnese si fa pagina dopo pagina sempre più determinata. Lei è una staffetta, è una donna. Da sola compie una scelta coraggiosa, dimostrando che alla guerra hanno partecipato tutti: anche il popolo.
Il personaggio di Agnese ci insegna il valore della ribellione, lei è morta miseramente ma per una cosa a cui credeva fermamente: per combattere le ingiustizie, per la libertà.
Non credo che al giorno d’oggi molte persone avrebbero accettato di rischiare la vita per combattere contro qualcosa che non si ritiene giusto, quindi la figura di Agnese è ancora più straordinaria. Questo libro mi ha insegnato che bisogna lottare sempre per fare valere le proprie idee e lottare contro qualcosa che non si ritiene giusto.
Soprattutto se questo qualcosa minaccia il bene più prezioso che abbiamo: la libertà.
Sara Volpi
