I’ve got you brother, I’ve got you sister
15 maggio 2024 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Attualità e CulturaSi sa che in ogni famiglia quando ci sono fratelli e sorelle, più grandi o in tenera età, la vita è spesso molto movimentata. Ci sono momenti di amore ma anche di odio, momenti in cui ci si aiuta e momenti in cui sarebbe meglio la separazione coatta.
Abbiamo posto diverse domande ad alcuni studenti della nostra scuola per capire come vivono il rapporto con fratelli e sorelle.
“Dal mio punto di vista essere sorella minore è bellissimo, perché i miei fratelli hanno 25 anni in più di me ed è come se fossi figlia unica, perché non vivono in casa con me. Molte volte mi fanno regali, perché conoscono le mie passioni, mi rendono in questo modo felice. È un pregio avere dei fratelli più grandi, perché si può diventare zii, per esempio io ho due nipotini”. (Martina)
“La considero una bella esperienza, non sei mai solo, puoi parlare e giocare con tuo fratello. Ogni tanto si litiga ma non manca mai il divertimento e l’aiuto costante l’uno per l’altro”. (Alessandro)
Con alcuni di loro siamo scesi più nello specifico, ponendo domande mirate.
Quali sono i pregi di essere più piccola/o?
“Magari un fratello ti può aiutare in tante cose”.
“Mia madre mi dà sempre ragione”.
“Conosco più persone grazie a mia sorella”.
“Mio fratello mi aiuta sempre e lui prende la colpa quando ci sono dei disastri”.
E i difetti?
”Essere sfruttato da mia sorella”.
“Mi comprano meno vestiti nuovi, perché i miei mi dicono che quelli di mia sorella possono andare bene”.
“Spesso la sera mia sorella non mi lascia uscire con lei e i suoi amici”.
Scambieresti mai il tuo corpo con quello di tua/tuo sorella/fratello?
“Sì, perché posso fare più cose visto che sono più grande”.
“Io no, perchè i miei fratelli sono più grandi di me e hanno una vita completamente diversa dalla mia”.
“Sì perché lui fa box, lavora alla Lucchini e di recente ha preso una BMW”.
“No perché lui già lavora e non mi piacerebbe”.
“No perché va alle superiori e sono troppo difficili”.
Cosa lo/la rende unico/a?
“È antipatica come poche”.
“È l’unico che capisce quello che provo”.
“Fa tantissime cose per me e mi trucca per uscire”
“È sempre disponibile per me, le confido tutto quello che mi tengo dentro”.
”C’è sempre stata quando stavo male e non se n’è mai andata”.
Abbiamo intervistato due alunni della scuola primaria “Capitanio” e della primaria statale “Falcone e Borsellino” di Lovere, che sono venuti a trovarci in redazione per l’attività di continuità tra la scuola primaria e secondaria.
“Mia sorella mi aiuta nei compiti e giochiamo insieme ma ogni tanto mi picchia e alcune volte mi prende un po’ in giro”. (Matteo)
“Ho un fratello più piccolo, alcune volte mi scontro con lui, perché è uno spione. Però alla fine averlo dà soddisfazione, perché insieme si può giocare”. (Federico)
“Sono felice di avere una sorella, ma non mi lascia mai dormire perchè lei studia, parla sempre e guarda il telefono, poi sembra che lo faccia apposta, legge sempre nella mente poi quando siamo assieme dice di non esserne capace”. (Nermana)
”Non sono tanto felice di avere una sorella maggiore, preferirei essere io il fratello maggiore; non mi aiuta manco se le do 50 euro.” (Gabriele)
Nonostante i loro difetti, dobbiamo imparare ad accettare i nostri fratelli e le nostre sorelle per come sono. Capiremo veramente il loro valore se permetteremo loro di creare un rapporto sano e di pace, valorizzando ciò che hanno da offrire senza pretendere nulla e lasciando che piano piano scoprano quello che teniamo detto solo a certe persone. Proviamo ad aprirci con loro e non trattiamoli solo come parenti ma anche come amici e persone di cui ci si può fidare ed essere noi stessi.
Se ci raccontano qualcosa che ci dicono di tenere segreto, teniamolo segreto, cerchiamo di meritare la loro fiducia e non perdiamola con stupidi errori.
Invitiamoli a vedere anche altro di noi stessi, ad esempio una partita, una gara o un allenamento di qualsiasi sport e viceversa. Spendiamo parole positive per loro e complimentiamoci, ma allo stesso tempo facciamo capire loro gli errori che commettono in modo che non si ripetano.
Guidiamoli sulla buona strada senza obbligarli a seguire la nostra.
Elisa Magri, Martina Bettoni e Alessandro Zambetti
