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Invalsi: che ansia!

27 maggio 2019 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Cronaca scolastica

Molti si chiedono come siano strutturate e a cosa servano le prove Invalsi. Cercheremo di rispondere attraverso la nostra esperienza di studenti di terza media.

Le prove Invalsi nascono negli anni ’90 sotto il governo Andreotti e come ministro della Pubblica Istruzione Sergio Mattarella (attuale presidente della Repubblica italiana) per testare le competenze acquisite dagli alunni nelle scuole durante i vari anni di frequenza scolastica.

Le prove vengono eseguite dagli alunni di seconda e quinta alla scuola primaria, in prima (ora non più) e terza media alla scuola secondaria di primo grado e seconda e quinta alla secondaria di secondo grado.

All’inizio erano prova effettiva d’esame e venivano valutate, andando ad incidere sul voto di uscita. Dall’anno scolastico 2017-18 le prove vengono svolte nel mese di aprile e lo studente riceve dall’Invalsi una certificazione delle competenze che attesta la sua capacità di risolvere i problemi e capire testi di vario genere.

Le tre prove somministrate riguardano italiano, matematica e inglese che vengono svolte in determinati giorni decisi dal Ministero della Pubblica Istruzione. Ogni prova dura un’ora e mezza, eccetto la prova di inglese che si divide in due parti, una di ascolto, che dura 45 minuti e l’altra di comprensione della stessa durata.

La prova d’italiano è composta da varie comprensioni con le rispettive domande, in più verso la fine vengono sottoposti quesiti sulla grammatica italiana e il lessico; quella di matematica invece sottopone quesiti prettamente logici, infine quella d’inglese riserva domande d’ascolto e di comprensione.

A nostro avviso le Invalsi sono molto utili perché testano le capacità logiche degli studenti anche se creano l’ansia degli esami. Dal punto di vista organizzativo le prove CBT (Computer based tests) creano alcuni problemi riguardanti la connessione internet che non è sempre adatta a supportare il caricamento dei dati.

 All’inizio della prova eravamo molto ansiosi: eravamo preoccupati per le domande e, come è successo ad alcuni compagni, che la piattaforma non funzionasse. Dopo aver iniziato, ci siamo resi conto che eravamo preparati per i quesiti, e abbiamo avuto la fortuna di riuscire a fare tutte le prove senza interferenze. Finite le invalsi eravamo contenti delle prove che abbiamo svolto, e ora non ci resta che aspettare che i risultati vengano pubblicati.

Secondo le nostre opinioni le Invalsi sono molto utili dato che permettono al Ministero italiano di valutare le conoscenze e le competenze degli alunni con test standardizzati in tutta Italia, anche se molte volte esse possono mettere gli alunni in stato di ansia.

Ecco i dati delle prove Invalsi dell’anno 2017/2018 del nostro Istituto in raffronto con la Lombardia, il Nord-est e l’Italia:

Ogni grafico rappresenta una prova: il primo rappresenta i risultati della prova di italiano, che sono nella media della Lombardia. Il secondo quella di inglese, reading, dove con un punteggio di 95 punti, ci attestiamo ben sopra la media. Se la matematica non è un’opinione, dopo il due c’è il tre, anche nella prova di listening abbiamo dimostrato competenze più che buone. Questo ci porta alla quarta e ultima prova, quella di mate, in cui, nonostante alcuni punti di caduta, abbiamo mantenuto lo standard precedente.

Diego Colombi, Giorgio Amore e Sebastiano Castangia

Il dopo invalsi in biblioteca