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In Marocco la bellezza è dappertutto

28 febbraio 2020 - Tempo di lettura: 8 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Se l’Africa è un pavone, il Marocco ne è la coda – così dice un proverbio marocchino.
Porta di accesso all’Africa, il paese in cui sono nato accoglie i turisti con le sue profonde diversità, tra leggendarie catene montuose, città antiche e deserti sconfinati. Ed abbaglia, affascina con i suoi colori vivi, accesi; stordisce con i profumi intensi, del mare, dell’erba, degli alberi, dei fiori. Il verde spesso si mescola con il blu, resi ancora più vivi grazie alla luce intensa.

E proprio perché lo considero straordinario, voglio farvelo conoscere più da vicino.

Un particolare di un’abitazione (foto di Michelangelo Scriva)

Il Marocco, monarchia costituzionale, è uno stato situato nell’estremo ovest del Nord Africa. Ha una catena montuosa chiamata Atlante, suddivisa in alto Atlante (qui si trova la vetta più alta, il Toubkal, con i suoi 4167 metri), medio e anti Atlante. Nella parte più meridionale di questo stato si trova il grande deserto del Sahara.

I fiumi principali sono tre: il Sebou (lungo 494 km), l’Oum Er-Rbia (lungo 1000 km) e il Muluia (lungo 600 km). Il Marocco ha pochissimi laghi a causa dell’intensità dell’evaporazione e dell’alluvionamento. In generale, gode di un clima molto asciutto, ma certe volte piove tanto. Nelle zone più vicine alla montagna il clima è mite, in quelle più interne è desertico.

Palme a Marrakech (foto di Michelangelo Scriva)

Il Marocco dal 2003 sta registrando una crescita economica che sta frenando il fenomeno dell’emigrazione. Nel settore primario, messo a dura prova dalla desertificazione e dalla poca pioggia, si producono cereali, agrumi, pomodori e olive. Ad oggi è l’unico produttore mondiale dell’olio di Argan, utilizzato in cosmetica. Molto praticata è la pesca, il paese infatti è il maggior produttore e esportatore mondiale di sardine.

Nel settore secondario, sono sviluppate le industrie tessili e agroalimentari; i settori petrolchimico, elettronico e automobilistico sono in forte crescita. Pregiati sono i tappeti e i prodotti dell’artigianato.

Il settore terziario è quello di punta grazie al turismo. Il Marocco ha molte località belle e frequentate da turisti tutto l’anno.

A Marrakech, che significa in berbero terra di dio, si trovano molte moschee, ma anche la piazza El Fna. L’aspetto della piazza cambia durante la giornata: di mattina e pomeriggio è sede di un vasto mercato all’aperto. Più tardi diventa più affollata e sopraggiungono danzatori, cantastorie, musicanti e maghi. Verso sera le bancarelle si ritirano e subentrano banchetti con tavole e panche per mangiare cibi preparati al momento.

Rabat, la capitale, è la sede del sovrano, della famiglia reale e del governo marocchino. Famosa per i monumenti storici, i tappeti di lusso e i ricami, ha una Medina pittoresca. Essa è caratterizzata da vicoli stretti, gallerie d’arte e numerosi negozi. Da qui la vista sull’Atlantico è spettacolare.

Fès (una città santa del Marocco) deve la sua importanza all’antica università, oltre che alle manifestazioni culturali e artistiche. L’università al-Qarawiyyin, è una delle più antiche, e qui si insegnano materie artistiche e religiose. È famosa per la sua Medina, che è il centro storico, in cui si trovano strade strette, turtuose, e piccole piazze, con mercati di ogni genere. I negozi espongono prodotti dell’artigianato del legno, del metallo e del cuoio. Le fabbriche più antiche sono le concerie delle pelli. Il turista, prima della visita, è invitato a mettere un rametto di menta sotto il naso per difendersi dall’odore che regna sovrano. Così dall’alto può osservare le vasche in cui si trovano tantissimi coloranti che verranno utilizzati per la tintura delle pelli.

Agadir si affaccia sull’oceano Atlantico, ha bellissime spiagge e un clima mite e temperato durante tutto l’anno.

Casablanca è una città giovane fondata dai portoghesi, in cui il monumento più importante è la moschea Hassan II. Il suo minareto di 210 metri è il più alto al mondo e svolge la funzione anche di faro per il porto, dotato di un raggio laser che durante la notte punta in direzione della città santa La Mecca.

Casablanca

Un vero e proprio gioiello è Chefchaouen, la città blu del Marocco, situata nelle montagne del Rif, a nord del paese.  Vicoli, scale, porte e finestre: tutto è blu, turchese, acquamarina in questa bella cittadina di origini andaluse. Fu una delle principali basi dell’esercito spagnolo fino al 1956. Come in altre città che facevano parte del protettorato di Spagna, gran parte dei suoi abitanti parla la lingua spagnola.

Le case blu di Chefchaouen

La popolazione, in tutto il paese da nord a sud, è molto legata alle tradizioni, anche nel modo di vestire. Per esempio, il giorno sacro, che è il venerdì, si utilizza il Gellaba, tunica ampia, comoda, generalmente di colore blu, in grado di difendere dal caldo. Simboleggia la povertà e la semplicità dell’esperienza dei raid di attraversamento del deserto.

La donna, secondo il libro sacro, si deve vestire in modo adeguato, coprendo tutta la parte del bacino fino alle gambe. Ma in Marocco non c’è nessuna legge che impedisca di vestirsi liberamente.

Ogni anno si festeggiano due eventi religiosi: Id-Al fetr e Id-Al Adha. La prima ricorre il giorno di chiusura del Ramadan: le famiglie s’incontrano e si fanno gli auguri, bevono il tè con l’Al-Messemmen, un pane tipico. Alla fine, vengono serviti dei dolci, come Al Ghrayba, bicotti morbidi, e Kaab Al Ghazzal, fagottini con ripieno di datteri caramellati.

Nell’altra festa, Id-Al Adha, si ricorda il sacrificio effettuato con un montone da Abramo/Ibrāhīm, del tutto obbediente al disposto divino di sacrificare il figlio a Dio Ismaele/Ismāʿīl prima di venire fermato dall’angelo. Adha, infatti, significa “sacrificare”. In questa festa, deve essere uccisa una capra o una mucca. Questo giorno inizia con la preghiera del mattino, eseguita nel Massallà; una volta terminata, si pratica il Zakat, uno dei cinque pilastri dell’Islam, che consiste nel dare i soldi ai poveri o a qualcuno a cui servono. 

Anche per quanto riguarda la cucina e la gastronomia il Marocco ha una grande tradizione, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

Il Couscous è il piatto più famoso, realizzato con verdure (di ogni tipo), carne di agnello o di pollo e spezie. È diventato famoso per le varianti apportate dagli chef, ma il tipico Couscous marocchino resta il più buono. Vi è poi la Bestila, che ha origini spagnole. Dopo la caduta di Granada, ultima città islamica in Spagna, i musulmani che si rifugiarono in Maghreb portarono con loro le proprie tradizioni culinarie, tra cui questa singolare pasta.  In effetti, è composta da strati di pasta sfoglia, fatta a mano, riempiti con del manzo o del pesce, mandorle tostate, cannella e zucchero. 

Per concludere c’è il Tajine, di cui ci ha parlato anche il nostro professore di Tecnologia, Michelangelo Scriva, che si è recato in Marocco qualche anno fa per la sua tesi di laurea. Lo ha definito un piatto delizioso e gradevole, così come tutte le pietanze proposte dalla cucina marocchina. È a base di verdure, carne e ragù, o carne accompagnata da prugne caramellate. Prende il nome dal piatto in cui viene cotto, composto da una parte inferiore piatta ed una parte conica superiore che viene appoggiata sopra la base durante la cottura.

Il Tajine

Il turista, girando per le città e i paesi del Marocco, è attratto dai colori e profumi intensi ma rimane pure colpito dalla musica che accompagna ogni gesto della quotidianità.

El Cha’bi è un tipo di musica che può definirsi popolare; ha un ritmo trascinante che fa alzare le persone in piedi e le fa ballare. Mi è capitato di entrare nei bar e, già dalle prime note di brani famosi di questo genere musicale, notare l’allegria della gente presente, coinvolta senza farsi troppi problemi in danze coinvolgenti.   

Nasreddine El Ouardi

con la collaborazione di Nicole Laforge

 


In giro per Marrakech

A Marrakech ho soggiornato nella parte vecchia all’interno delle mura, nel Riad Espana, vicino alla piazza Jemaa El Fna, dove si trova il mercato tradizionale. La piazza è ricca di oggetti di artigianato, banchi pieni di frutta, colori, profumi, incantatori di serpenti, street food tipici locali.

Un serpente pronto ad incantare i turisti

Dalle vie della piazza si arriva ai vicoli stretti della Medina dove ci sono gli innumerevoli negozi tipici marocchini, di scarpe, vestiti, lampade, tappeti, borse, sciarpe, spezie, frutta candita, animali vivi e morti, dolci e souvenir.

Le coloratissime bancarelle di Marrakech
Esposizione multicolor di prodotti tipici lungo le strade

Sempre a piedi, percorrendo le vie della Medina, si arriva alla Moschea della Koutoubia, che ho potuto ammirare solo dall’esterno, perché potevano entrare solo gli uomini. Accanto alla Moschea si trovano le tombe dei Saaditi, sempre a piedi uscendo leggermente dalle mura ho visitato il palazzo El Badi. 

Mi è piaciuto molto il palazzo El Bahia, uno dei più grandi di Marrakech, che è stato creato da un ministro per ricordare la figura della sua amata moglie, di nome Bahia. Il palazzo è ricco di giardini, stanze dai mille colori dati dalle mattonelle, moschee e hamman (complesso termale).

Il palazzo El Bahia
Un particolare dei giardini del palazzo El Bahia

Durante la vacanza ho mangiato dolci tipici, sono salita su una carrozza trainata da cavalli per fare il classico giro turistico all’esterno delle mura di Marrakech, passando davanti a Le jardine Majorelle e il palazzo reale, dove tuttora vive il re Mohammed VI.

Vetrina di un negozio di dolci

La sera la piazza si illumina e prende vita, con un via vai di persone, venditori ambulanti, spettacoli, artisti di strada, musica e stand gastronomici solo di cucina marocchina.

Il clima a fine gennaio è gradevole di giorno (18° C) ma si rinfresca la sera (fino a 6° C). I proprietari del riad dove ho dormito si sono dimostrati molto disponibili e gentili, ci hanno accolto nella loro struttura, modesta sì ma confortevole, non mancava niente; ricordo con piacere le dolci e curate colazioni preparate da Estrella, a base di marmellate artigianali, the alla menta e brioches.

È stata una vacanza breve ma davvero bellissima che consiglio a tutti!

Testo e fotografie di Sophia Mezzera