Il Papa ai ragazzi: “Il vostro fiuto vi porti alla generosità”
7 giugno 2022 - Tempo di lettura: 3 minuti
Categoria: Attualità e CulturaRoma, la città eterna, al suo interno, come tutti sanno, ha lo Stato della Città del Vaticano che quest’anno si è riempito di giovani. Sia a Pasqua, ma soprattutto a Pasquetta decine di migliaia di ragazzi si sono ritrovati per salutare Papa Francesco. Tra questi c’eravamo anche noi, con il gruppo parrocchiale loverese, guidato da Don Giovanni.
Siamo partiti da Piazzale Marconi a Lovere alle quattro di mattina (purtroppo) su un pullman, fatto scalo a Corte Franca per prendere altri ragazzi e via, verso Roma!
Dopo lunghe ed estenuanti ore di viaggio, siamo arrivati e senza perderci in chiacchiere ci siamo avviati verso il Vaticano.
Ci siamo trovati davanti uno spettacolo immenso, decine di migliaia di ragazzi, della nostra età, più grandi o piccoli che erano venuti da tutta l’Italia per vedere il Papa, che passava salutando la gente con la sua macchina. È stato proprio uno show, con tanto di presentatori e ospiti speciali, tra di essi il cantante Blanco.
Dopo aver fatto vari giri intorno a piazza san Pietro, il Santo Padre ha celebrato la messa.
Durante l’omelia, Francesco ha parlato della situazione mondiale attuale e di quanto noi, in quanto generazione futura, siamo importanti. Il Papa ha detto anche: «Dense le nubi che oscurano il nostro tempo» proprio riferendosi a tutti quei giovani che sono in guerra in Ucraina. E ancora: «Cari ragazzi e ragazze, voi non avete l’esperienza dei grandi, ma avete il “fiuto” della realtà, questa è una cosa grande. Non vergognatevi dei vostri slanci di generosità, il fiuto vi porti alla generosità». Ci ha invitato a non smettere mai di lottare per i nostri obiettivi e i nostri sogni, in un’ottica di collaborazione tra tutti i popoli e di pace.
Il giorno seguente, dopo aver dormito in un hotel fuori Roma, abbiamo girato tutta la capitale, vedendo i monumenti più famosi e rappresentativi come la Fontana di Trevi, il Pantheon, il Colosseo.
Le differenze tra il nostro piccolo paese e Roma sono tante: militari in giro, migliaia di persone nella stessa piazza, la grandezza della città eterna… Per il pranzo ci siamo diretti eccitati verso il ristorante tipico più vicino. Maps ci ha consigliato “Er Faciolaro”. Quindi dopo una bella e sostanziosa carbonara siamo ripartiti per il nostro tour. Solo verso sera siamo tornati in hotel e, dopo aver fatto alcuni giochi tra di noi, siamo andati a dormire.
L’ultimo giorno a Roma l’abbiamo passato così: sveglia la mattina e subito in bus verso la chiesa dove tutti i sacerdoti della diocesi bresciana insieme al vescovo Pierantonio Tremolada hanno celebrato una messa per tutti i ragazzi che hanno aderito a questa fantastica iniziativa. Il resto del giorno siamo stati in bus, viaggiando verso le nostre case.
Finalmente, nella tarda sera del 6 aprile, siamo arrivati nelle nostre abitazioni felici di aver arricchito il nostro bagaglio di esperienze. Cercheremo di mettere in pratica quello che ci ha insegnato il Papa.
di Luca Macario e Raffaele Spelgatti

