Il lavoro dei Vigili del fuoco nella provincia di Bergamo
14 gennaio 2019 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Attualità e CulturaIl distaccamento volontario dei Vigili del fuoco di Lovere è nato nel 1908 e domenica 2 dicembre, in caserma, è stata festeggiata Santa Barbara, protettrice proprio di questi. Ricorreva il 110° anniversario dalla nascita di esso. Molti oggi danno per scontato, in caso di necessità, di impugnare il telefono e comporre il 112 (numero unico di emergenza), per avere nel giro di pochi minuti sul posto una squadra di persone ben addestrate ed attrezzate per risolvere praticamente ogni evenienza.
In provincia di Bergamo, altre al comando provinciale, ci sono 3 caserme di pompieri permanenti (Dalmine, Zogno e Clusone), il distaccamento aeroportuale di Orio al Serio e 5 caserme di pompieri volontari a Lovere, Gazzaniga, Romano di Lombardia, Treviglio e Madone.
Proprio la presenza anche delle caserme dei volontari permette a tutti i cittadini di poter contare su soccorsi veloci.
I Vigili del fuoco volontari sono uomini e donne che hanno un normale lavoro ma si mettono a disposizione di chi ha bisogno, trasformandosi in pompieri nel momento in cui ricevono una chiamata di soccorso.
Per poter essere soccorritori efficienti, i volontari tutte le settimane si incontrano in caserma addestrandosi e controllando l’efficienza dei mezzi e delle attrezzature.
Nel 2018 nella provincia di Bergamo sono stati effettuati più di 6000 interventi, per far fronte a incendi, allagamenti, incidenti e situazioni di diversa tipologia. Molti di questi sono stati svolti dai Vigili volontari.
Qualche anno fa a Lovere i pompieri erano 21, poi per diversi motivi pian piano il numero è sceso e con il raggiungimento dei 60 anni (età oltre la quale non si può rimanere in servizio) anche lo storico capo distaccamento Luca Baldassari ha dovuto lasciare la caserma.
Mio papà, Alberto Mazzucchelli, ha iniziato a fare il volontario 28 anni fa. Adesso è stato nominato dal comando di Bergamo e dagli altri pompieri nuovo capo distaccamento.
Come ti senti ad essere il nuovo capo distaccamento?
Mi sento molto responsabile perché so quanto contano su di noi e perché tutto deve funzionare alla perfezione, addestramento, mezzi, soccorso e pompieri. Sono anche orgoglioso perché posso contribuire ad un servizio importante e perché stiamo, insieme a tutti gli altri uomini del distaccamento mantenendo viva una tradizione pluricentenaria.
Sono molte le responsabilità?
Sicuramente sì, sono molte, verso le istituzioni, verso i cittadini e verso la mia famiglia che condivide con me l’impegno.
Come ti senti adesso che il vecchio capo non può più lavorare con voi?
Sono dispiaciuto ma fortunatamente possiamo contare ancora su di lui per tanti preziosi consigli.
Cosa desidereresti per il futuro?
Mi piacerebbe che tanti giovani decidessero di entrare nei Vigili del fuoco volontari per poter condividere con loro la gioia e la soddisfazione di essere utili al prossimo.
Filippo Mazzucchelli


Una campanella inaspettata
La prima prova di evacuazione a scuola
Qualche settimana fa, alle ore 12 circa, alla Scuola Secondaria di primo grado “Papa Giovanni XXIII” di Lovere è suonata la campanella antincendio. Noi ragazzi di 3^A, durante la presentazione di un lavoro di italiano di alcuni compagni, abbiamo capito che dovevamo effettuare la prova di evacuazione.
L’ apri fila Youssef Ghazzouli e il chiudi fila Abdou Ez Zirari hanno guidato tutti noi verso il punto di raccolta esterno all’edificio. Abdou ha controllato attentamente che non ci fossero compagni in classe ma si è dimenticato di chiudere la porta, infatti è stato sgridato da una professoressa.
Ci siamo ritrovati tutti in giardino insieme alla professoressa Jennifer Perini che ha fatto l’appello, ha compilato un modulo, si è confrontata con gli altri insegnanti e ha cercato di tenerci a bada. Siamo rimasti ad aspettare il via libera per tornare in classe, quindi una volta rientrati in aula, abbiamo continuato la lezione. Nei minuti seguenti la professoressa Maria Giovanna Sangalli è entrata nella nostra classe un paio di volte per aggiornare i moduli per l’evacuazione.
Noi effettuiamo ogni anno la prova di evacuazione per prepararci ad un eventuale (si spera di no) catastrofe naturale o incendio. È importante in questi casi sapere cosa fare, comportarsi in modo tranquillo e ordinato per evitare incidenti spiacevoli. È risaputo infatti che in caso di incendio, se ci si fa prendere dalla paura e si tenta di uscire da un edificio in modo disordinato, si corrono rischi gravi, a volte anche mortali.
Luca Marinini