Il bergamotto: l’oro verde della Calabria
10 giugno 2021 - Tempo di lettura: 3 minuti
Categoria: CuriositàAvete mai sentito parlare del bergamotto? Devo ammettere che anche io prima d’ora ne sapevo ben poco. Grazie alle conoscenze del nostro bidello Attilio Montone, che quest’anno ha lavorato nell’Istituto Comprensivo ed è originario di Cosenza, ho imparato qualcosa in più. Leggendo questo articolo potrete conoscere il potere di questo frutto straordinario!

Innanzitutto ve lo presento: il bergamotto, o scientificamente parlando Citrus Bergamia, cresce solamente lungo la Costa dei Gelsomini, vicino a Reggio Calabria, grazie a uno specifico microclima più caldo. E in questo sta la sua particolarità. Tutti i tentativi di trapianto in altre zone sono falliti.
Cresce su un albero che può misurare anche 3 o 4 metri. È un agrume bitorzoluto e verdognolo, a prima vista potrebbe non sembrare un granché, ma non fatevi ingannare: nasconde enormi segreti…
Il suo olio essenziale è molto pregiato. È utilizzato come base per la produzione di cosmetici oppure in profumeria; un esempio è il profumo Scilla e Cariddi (sì, proprio come i due mostri che insidiavano lo Stretto di Messina nell’Odissea) che mescola l’aroma fresco e solare del bergamotto e degli agrumi con quello legnoso, leggermente speziato di derivazione orientale.
Difatti le sue origini risalgono proprio alla Magna Grecia!
La coltivazione e il commercio del bergamotto rappresenta un indotto economico molto importante fin dall’800 nell’economia dei luoghi interessati, e l’esportazione è a livello internazionale, dato che è coltivato unicamente nella provincia di Reggio Calabria.
Il suo succo è aspro, ma viene usato per preparare bevande. La buccia dell’oro verde (come lo chiamano gli abitanti del posto) è impiegata per la preparazione di creme pasticcere. Questo frutto si trova in una grandissima quantità di dolci: abbiamo il gelato, le caramelle, il sorbetto, degli speciali amaretti e perfino il torrone. I pitrali (palline di pasta) sono un dolce tipico del periodo natalizio; i piparelli (a base di miele e mandorle) si possono realizzare con il succo di bergamotto e sono perfetti accompagnati con vini liquorosi a fine pasto.
Dato il suo sapore, con il succo si possono condire insalate, alla maniera dei contadini che lo coltivano fin dal 1500.
Al gusto risulta diverso dagli altri agrumi perché è dolciastro. Il sapore varia anche in base alla maturazione: è utilizzato soprattutto quando è di un colorito giallo-verde, perché è abbastanza dolce con un retrogusto aspro. Quando invece è verde è perfetto per canditi e oli essenziali, invece quando è giallo viene impiegato prevalentemente come aromatizzante.
Nessuno se lo immaginerebbe ma, come rivela uno studio dell’Università La Sapienza di Roma, potrebbe rivelarsi un’arma a nostro favore per il debellamento del terribile COVID-19.
Difatti sembrerebbe essere l’agrume con la più grande quantità di naringenina, una sostanza con grandi benefici per la salute.
Adesso vi spiego meglio: alcuni scienziati hanno fatto delle ricerche, scoprendo così che gli effetti della naringenina sul sistema immunitario sono in grado di inibire il coronavirus.
E ancora: il succo contiene una elevata quantità di vitamine C, B1 e B2 e l’albedo (strato interno della buccia) è ricco di vitamina A ed E. Perciò ha proprietà riparatorie nei disturbi ossei; antisettiche, lenitive e rigeneranti. In gocce negli umidificatori d’ambiente, allontana lo stress, donando serenità e tranquillità.
Sbalorditivo, vero? È strano riporre la fiducia in questo particolare frutto calabrese poco conosciuto e molto strano da vedere, ma se questo può aiutare acclamiamo a gran voce IL POTENTE BERGAMOTTO.
Gaia Paladini


Foto del Consorzio di Tutela del Bergamotto DOP – Reggio Calabria