Gestire un distributore di benzina richiede passione e molto sacrificio
28 febbraio 2020 - Tempo di lettura: 2 minuti
Categoria: Attualità e CulturaViaggio fra le attività artigianali e i mestieri del territorio
Una passione che dura da trentadue anni. Valenti Luca ha iniziato a lavorare nel distributore di benzina di famiglia a 14 anni, subito dopo la terza media e, ancora oggi, fa il benzinaio con lo stesso entusiasmo di un tempo.
Racconta Luca Valenti, fra un pieno e l’altro nel distributore di via Nazionale a Costa Volpino: “Già mio papà iniziò da giovane a lavorare in questo distributore che, molti anni fa, veniva considerato un punto di riferimento importante per moltissimi automobilisti, camionisti e motociclisti. Poi, nel corso degli anni, oltre al distributore, fu aggiunto il lavaggio, cosa molto positiva. A 14 anni mi misi anch’io, molto contento di iniziare a lavorare subito dopo le medie; oggi, se dovessi iniziare a lavorare, di sicuro, non avrei fatto questo lavoro perché molte volte non vieni retribuito per le ore che fai. Oltre a me e a mio papà, abbiamo anche un operaio. Senza di lui sarebbe molto difficile dividere i compiti come aspirare, lavare ed asciugare le macchine e fare benzina”.
La passione per questa attività non manca di certo e la passione aiuta a superare e affrontare qualsiasi difficoltà, anche momenti di stanchezza che sono presenti nei diversi mestieri. Quali possono essere nella sua attività?
“In poche parole: questa passione è molto faticosa perché sei tutto il giorno fuori, indipendentemente dalle condizioni del tempo, caldo o freddo, pioggia o neve. Sfortunatamente l’anno scorso arrivarono anche le fatture elettroniche, cosa molto pesante da gestire; oltre alle dieci ore al giorno, per esse, ne devo sprecare altre la sera per fare i conti. Inoltre, a fine mese devo inviare tutte le fatture a tutti i clienti che poi mi dovranno pagare”.
Consiglierebbe questo lavoro a un ragazzo? Risponde Valenti: “Lo sconsiglierei soprattutto a chi lo iniziasse per ripiego, perché non trova altro, o che non vuole avere un’attività o lavoro che richiede molto sacrificio. Io comunque dopo tanti anni non lo lascerei”.
Andrea Valenti

