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America, un sogno diventato realtà

15 marzo 2022 - Tempo di lettura: 5 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Una famosa frase dice che “Wherever you go, go with all your heart” e mai potrebbe essere più vera perché ben si adatta ad esprimere le emozioni provate durante un favoloso viaggio negli Stati Uniti.

Si arriva nel nuovo continente dopo aver sorvolato l’Oceano Atlantico; il territorio sterminato degli USA è bagnato sul fronte occidentale dall’Oceano Pacifico, mentre a sud si affaccia sul Golfo del Messico.

La prima tappa della nostra vacanza è stata New York, che si può ammirare in tutta la sua bellezza in fase di atterraggio all’aeroporto JFK. Qui abbiamo visitato il Museo dell’11 settembre (9/11 Memorial museum), che è stato emozionante e ci ha fatto venire la pelle d’oca. L’edificio si divide in due piani, in ognuno di essi si possono trovare molti oggetti raccolti dopo l’attentato alle Torri gemelle. Ci sono i resti delle scale attraverso cui le persone cercavano di scappare nel momento dell’esplosione, i resti delle travi che sostenevano queste costruzioni, un camion dei pompieri distrutto, tantissimi oggetti di uso quotidiano, appartenuti alle circa 3000 vittime. In una grande stanza si possono vedere le fotografie delle persone che hanno perso la vita l’11 settembre; infine vi è la bandiera dell’America riempita da fotografie dei poliziotti e delle forze dell’ordine che sono decedute in questa tragedia.

Collage di foto di Gaia Scarpellini

Dopo questa toccante visita, abbiamo fatto una sosta da Johnny Rocket, servite e riverite con del cibo veramente ma veramente spettacolare. Nel pomeriggio ci siamo trasferite a Liberty Island per ammirare la Statua della Libertà che si trova proprio davanti a Manhattan. Siamo partite verso le 15:25 per prendere il traghetto e arrivate all’isola verso le 15:40. La statua internamente è composta da vari piani collegati da 354 gradini; nel corso della salita si possono ascoltare interessanti notizie riguardanti la sua costruzione.  

Interno e esterno della Statua della Libertà

Dopo aver visitato uno dei simboli più importanti dell’America, ci siamo dirette al Museo dell’immigrazione di Ellis Island. Qui sono arrivati a partire dalla metà dell’Ottocento 12 milioni di migranti da tutto il mondo, moltissimi anche dall’Italia, alla ricerca di un lavoro e di condizioni di vita migliori.

La sua apertura avvenne il 1 gennaio 1892: al suo interno si trovano sale immense dove gli immigrati restavano per un periodo di tempo variabile. Dovevano sottoporsi a rigidi controlli medici e burocratici. Oltre ai controlli sanitari, erano sottoposti a test logici e intellettuali e, solo dopo aver concluso positivamente questi esami, ricevevano il visto per entrare nel paese. Nelle sale più piccole si trovano oggetti appartenuti agli europei arrivati qui per cercare fortuna: valigie, passaporti, fotografie ed altri effetti personali. Indubbiamente è un museo che fa un certo effetto ai visitatori, che qui ritrovano la storia dei propri antenati.

La tappa successiva è stata Los Angeles, sulla costa pacifica. Qui abbiamo fatto un giro sui pontili di Santa Monica, rimanendo per ore sulle giostre e visitando negozi e bancarelle, passeggiando in riva al mare con il sole all’orizzonte. Il giorno seguente siamo andate alla Walk of Fame, via dove sono presenti numerose stelle sul pavimento stradale su cui sono incisi i nomi di persone famose del mondo del cinema, dello spettacolo e della musica.

In seguito abbiamo deciso di visitare gli Warner Bros Studios, per catturare qualche curiosità su come vengono realizzati i più grandi successi cinematografici e televisivi di Hollywood. Qui si può esplorare il dietro le quinte dei principali show di successo che vi vengono realizzati e conoscerne i segreti.

Il divertimento è assicurato agli Universal Studios, un parco a tema in cui si trovano moltissime zone dedicate ai film e ai cartoni più famosi, come per esempio il castello di Hogwarts, in cui puoi diventare un vero mago aprendo i cancelli di un nuovo mondo con delle bacchette magiche.

Ingresso Universal Studios
Il castello di Harry Potter
Tour dei set
Ingresso Warner Bros Studios

Come ultima tappa non poteva mancare Las Vegas, con le sue luci sfavillanti, considerata la capitale dello shopping, del divertimento e del gioco d’azzardo.

In questa bellissima città abbiamo ammirato la famosissima scritta “Welcome to fabulous Las Vegas Nevada” o conosciuta anche come “Western neon”, realizzata nel 1959 da Betty Williams. Dopo di che ci siamo addentrati nella magnifica città luminosa… Las Vegas è una città che vive di giorno e di notte, con i suoi locali notturni, i casinò, le sale concerti, i parchi divertimenti: è tutto uno sfavillare di luci che abbagliano anche il turista più distratto!

Per arrivare alla diga Hoover, abbiamo dovuto attraversare la Death Valley: spettacolare! È una distesa di colline tutte rosse tendenti al giallo e all’arancione, colori che sembrano rubati ad un paesaggio autunnale. Dopo svariati km di strade deserte, siamo arrivati alla conclusione del viaggio, ovvero alla diga di Hoover, una imponente struttura costruita nel 1935 nel Black Canyon lungo il corso del fiume Colorado, alta 210 metri. Dalla sua sommità si può osservare tutta l’immensa valle della morte.

Benvenuti a Las Vegas
La diga di Hoover
On the road: la Death Valley

Con grande nostalgia siamo ripartite per l’Italia, portando con noi oltre ai souvenir e vari gadget, bellissimi ricordi di un’esperienza indimenticabile.

Gaia Scarpellini e Giorgia Baiguini