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Errori arbitrali: i tifosi esagerano

28 maggio 2024 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Sport

Qualche settimana fa si è disputata la partita di calcio tra Valencia e Real Madrid, che si è conclusa con squalifiche e discussioni.

L’incontro si è aperto con i due capitani delle squadre, Gayà per il Valencia, Carvajal per il Real, che hanno reso omaggio alle vittime dell’incendio avvenuto qualche giorno prima a Valencia.

Quando Vinicius Junior ha toccato palla, tutto lo stadio ha iniziato a fischiare, perché l’anno prima il giocatore brasiliano aveva accusato di razzismo i tifosi.

I “Blancos” non riescono a ingranare, infatti al 27’ subiscono goal dell’ex Hugo Duro, nato da un errore del Real. Qualche minuto dopo, i giallorossi trovano il raddoppio con Yaremchuk, che intercetta un passaggio pericoloso di Carvajal e ne approfitta.

Il Real risponde con un goal immediato di Vinicius, che zittisce tutto lo stadio; a questo punto però si avverte un unico fischio.   

Nel secondo tempo il Real parte fortissimo, cercando il pareggio. Il primo a sfiorare il goal è Bellingham, con Mamardashvili che para con un miracolo una rete già fatta. La risposta arriva subito dal Valencia con Diego Lopez, che spara una bordata sotto la traversa, parata prontamente da Lunin, che si dimostra all’altezza del portiere avversario.

Si varca la mezz’ora, arriva l’atteso goal del Madrid, con la doppietta di ‘Vini’.

Negli ultimi minuti si infortuna Diakhaby, il tecnico del Valencia capisce subito che è grave e sostituisce il giocatore, infatti tutti hanno visto l’immagine del ginocchio dello sfortunato piegarsi in modo innaturale.

Nel recupero, l’arbitro Gil Manzano, prima assegna un rigore fantasma ai padroni di casa, che viene smentito dal VAR (video assistant referee). Ma non è niente rispetto a questo: angolo per i ‘Blancos’, che viene battuto in fretta, la palla viene controllata da Brahim Diaz, che lo porta verso l’esterno, mette un altro cross, l’arbitro fischia la fine mentre la palla è sospesa in aria, viene impattata da Bellingham, che segna. Manzano però, non concede la rete, avendo fischiato la fine.

I giocatori protestano, prendendo ammonizioni e addirittura espulsioni, come nel caso di Bellingham.

Degli errori arbitrali possono capitare a tutti, ma di certo non così evidenti. Molti pensano che sia stato “corrotto” l’arbitro, altri pensano che il suo intervento sia stato corretto, perché la partita era finita da qualche secondo. Ma la fine si può fischiare solo quando la palla non è in gioco, o all’inizio di un’azione, ma non nel bel mezzo di una chiara occasione di goal.

Anche in Lazio-Milan Di Bello ha assegnato più di due rossi, ma la partita è finita con il risultato uguale a quando ha espulso i giocatori.

Molto spesso le sconfitte, secondo i tifosi, arrivano per colpa dell’arbitro, però io da calciatore ho subito molte sconfitte, ma ho anche incontrato giocatori che concordano con le scelte del direttore di gioco, perché ritengono che sia giusto così.

Secondo me, il peso dell’arbitro è enorme, molti pensano che sia facile e che tutti potrebbero arbitrare, ma non è così. Chi svolge il ruolo di arbitrare lo fa per passione, per mettersi alla prova, sia a livello fisico ma anche mentale. Ci vuole, infatti, molto equilibrio, sangue freddo, lucidità, prontezza di riflessi e perfetta conoscenza delle regole del gioco.

Alcuni arbitri vengono anche minacciati di morte dai tifosi, per decisioni sbagliate o perché si pensa che siano corrotti.

In conclusione io sto dalla parte degli arbitri, perché solo loro conoscono tutte le regole del calcio, gli esperti sono loro, nessuno dovrebbe permettersi di insultarli o prenderli in giro; in più l’arbitro è sempre in contatto con la sala VAR che esamina le situazioni dubbie, quindi non ha senso essere contro la sua scelta, perché è controllata più volte. L’errore è umano e come tale va accettato.

Nicola Macario