Emergenza clima: dobbiamo azzerare le emissioni
7 maggio 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Attualità e Cultura“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”.
L’avvertimento degli indiani d’America sembra essere ancora oggi inascoltato… nonostante il dramma che stiamo vivendo del cambiamento climatico, della mancanza di pioggia, dello scioglimento dei ghiacciai, dei danni provocati a flora e fauna.
Ma che cosa è, in generale, l’inquinamento?
È un’alterazione dell’ambiente, naturale o dovuta ad antropizzazione, da parte di elementi inquinanti. Esso produce disagi temporanei, patologie o danni permanenti per la vita in una data area e può porre la zona in disequilibrio, con cicli naturali modificati.

Data l’enorme gravità del fenomeno, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una certa mobilitazione mondiale per limitare gli effetti del global warming. Simbolo di questa lotta è Greta Thunberg, attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico. Anche il movimento Ultima generazione, attraverso azioni di disobbedienza civile non violenta, si sta battendo per ottenere misure di contrasto al collasso ecoclimatico cui stiamo andando incontro per le eccessive emissioni.

L’effetto serra, come ben sappiamo, è un fenomeno naturale grazie al quale i gas serra, ad esempio anidride carbonica e metano, trattengono il calore del sole nell’atmosfera, come fanno le pareti di una serra, permettendo così la vita sul nostro pianeta.
Ma allora che problema c’è? Il problema è nato soprattutto perché l’uomo usa tantissimo i combustibili fossili come fonte di energia (il petrolio, il gas e i loro derivati quali benzina e metano). L’uso massiccio di questi combustibili fa aumentare in modo spropositato la quantità dei gas serra nell’atmosfera. Di conseguenza, quanto più è alta la quantità di gas serra nell’atmosfera tanto più sarà il calore intrappolato da questi ultimi nel nostro pianeta. Le temperature pertanto aumentano più del dovuto, sconvolgendo gli equilibri ambientali. Questo fenomeno provoca lo scioglimento dei ghiacciai con l’innalzamento del livello dei mari. Intere regioni e città, ad esempio Venezia, Amsterdam e New York, rischiano di essere parzialmente sommerse.
Si presentano eventi meteorologici estremi, ad esempio le alluvioni in quanto più la temperatura è alta, tanto più l’acqua evapora, anche nelle fasce climatiche temperate. In altre zone della terra, come l’Africa, rischia di peggiorare la siccità e di conseguenza la desertificazione. Alcune specie animali sono a rischio di estinzione perché l’habitat in cui vivono è stravolto. Si diffondono malattie tropicali, ad esempio quelle veicolate dalle zanzare, inoltre l’aumento della temperatura dell’acqua favorisce il proliferare dei batteri. Il caldo eccessivo mette a dura prova il sistema cardiovascolare degli anziani e dei bambini.
L’inquinamento si ritrova anche nelle acque, a causa degli scarichi delle attività industriali, agricole e in generale umane. I mari, le falde acquifere profonde e di superficie, i fiumi e i laghi sono in grande “sofferenza”.

Per limitare tutto ciò dobbiamo cambiare rotta, modificare le nostre abitudini e adottare uno stile di vita più semplice.
Ad esempio dovremmo ridurre l’uso dell’automobile, per fare tragitti brevi sarebbe molto meglio usare la biciletta o camminare. È opportuno riciclare il più possibile e riutilizzare gli oggetti, che possono avere tante vite e svariati usi. Dovremmo riflettere sulle abitudini alimentari, non c’è bisogno di diventare vegetariani ma ridurre il consumo di carne può abbassare le emissioni. Anche un buon isolamento delle nostre abitazioni permette di risparmiare sulla bolletta e di abbattere le emissioni. Pensiamo, infine, a quanti dispositivi elettronici abbiamo nelle nostre case, spesso rimangono accesi mentre sarebbe opportuno spegnerli dopo ogni utilizzo e non lasciarli in stand by. Sembrano banalità, eppure non lo sono, ogni azione per il bene dell’ambiente e dell’umanità a questo punto diventa una scelta responsabile e necessaria.
Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, in una recente intervista ha affermato: “Ogni ondata di calore, ogni alluvione, come quella in Emilia Romagna, sono figlie dei barili di petrolio e dei metri cubi di gas che continuiamo a bruciare: le responsabilità sono tutte nostre”.
Non possiamo continuare a far finta di niente, il cambiamento da parte nostra serve, è urgente, per il bene di tutti.

Rebecca Bianchi e Benedetta Monchieri