Due Infiltrati a Disneyland: mission possible!
7 novembre 2021 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Attualità e CulturaQuest’estate abbiamo deciso di fare una vacanza alternativa, andando in due parchi Disney per svagarci un po’ dopo le fatiche della vita scolastica. Dopo essere stati a Parigi, ci siamo trasferiti a Orlando (Florida); in verità molti ci avevano parlato bene di questi due parchi, ma noi abbiamo trovato anche dei difetti, girovagando qua e là.
Disneyland Paris
Abbiamo preso l’aereo a Orio al Serio, vicino a Bergamo. Dopo aver affrontato un’oretta e mezza di volo, con turbolenze vicino alle Alpi (cosa che non abbiamo apprezzato e che ci ha fatto venire un po’ di mal di testa), siamo arrivati all’aeroporto di Parigi verso le nove di mattino.
Usciti da lì abbiamo preso un taxi e ci siamo diretti verso il nostro hotel a tema “Cars”, il Santa Fe. Abbiamo varcato la hall della reception già di malumore, dato che il tassista aveva sbagliato apposta strada per farci pagare di più. Dopo aver avuto la nostra stanza, che non era granché vista la moquette poco curata e dal colore vomitevole, ci siamo consolati vedendo che avevamo il ristorante, di cucina messicana tra l’altro, accanto a noi.
Abbiamo preso il bus, che faceva tappa ogni cinque minuti davanti all’hotel, e con esso siamo arrivati all’ingresso del parco. Ingresso trionfale certo, ma poco pulito, e con molta fila; fortunatamente, abbiamo potuto farla in fretta con i pass dati ai clienti che risiedono in albergo.

Tutta la settimana è trascorsa così, abbiamo provato varie attrazioni, tra cui la “casa spaventosa”. Peccato che spaventosa non era, già l’esterno non incuteva timore e la sua posizione, accanto ad un battello, non era azzeccata. L’interno della dimora, seppur curato e in stile horror, non lo era affatto; dopo essere entrati in un ascensore che ci ha portati ancora più in basso, siamo saliti su un carrello da miniera.
Esso ci ha trasportato in giro per i sotterranei della villa, che avrebbero fatto paura solo ad un bambino di due anni, con finti scheletri, colonne sonore poco inquietanti, ragnatele palesemente finte e urla scarsamente raccapriccianti.

L’unica attrazione che abbiamo leggermente apprezzato è stato il “Big Thunder Mountain”. In sostanza una montagna russa percorsa da un trenino d’epoca. Anche se neanche quello ci ha entusiasmato troppo, ma è stato comunque più divertente di quella sottospecie di casa spaventosa.
La prima sera siamo rimasti al parco a cenare per vedere lo spettacolo pirotecnico che viene fatto al castello, simbolo della Disney. Spettacolo decente, forse la parte migliore della vacanza in Francia. Purtroppo l’organizzazione ha lasciato a desiderare, nel senso che c’era troppo affollamento di gente, i bambini non vedevano nulla e gli adulti comodamente posizionati in prima fila.
Il giorno dopo abbiamo assistito a due parate: una con tutti i personaggi Disney su carri enormi e coloratissimi, l’altra solo con Topolino, Pippo, Minni, Pluto, Paperino e Paperina su carri decorati in stile giungla, dato che quello era il tema di quei mesi.
Nei giorni seguenti siamo andati anche nella zona del parco dedicata agli Studios. Molte attrazioni divertenti, ma con code da oltre tre ore, quindi abbiamo fatto solo un paio di attività sopportando pazientemente.

Disneyland Orlando
Conclusa l’esperienza francese, siamo partiti per Atlanta, e da lì siamo arrivati ad Orlando. L’hotel dove abbiamo alloggiato non era il top, ma ci siamo accontentati, anche perché nella camera ci stavamo poco, eravamo a 25 minuti di camminata da Disneyland.
Abbiamo visitato tutti e sei i parchi: Magic Kingdom, Epcot, Disney’s Hollywood studios e Disney Animal Kingdom. Mentre i due acquatici sono: Disney’s Typhoon Lagoon e Disney’s Blizzard Beach. I parchi che ci sono piaciuti di più sono stati Magic Kingdom e Disney’s Animal Kingdom.

È stato molto complicato capire la mappa del luogo, seguire le indicazioni giuste e non perdersi nella folla oceanica.
Un’attrazione che abbiamo provato è Jungle Cruise, una “giostra” dove, dopo essere saliti su barche, devi colpire con dei cannoni caricati ad acqua degli animali in una giungla. Pure qui code all’infinito per un normalissimo giretto in una barca, gli animali poi sembravano disegnati da un artista pazzo.
Space Mountain, invece, è una montagna russa che abbiamo sperimentato e approvato. Infatti, con un ottimo gioco di luci, questo ottovolante non dà più fastidio, non fa paura ma è quasi un piacere starci sopra.
Alle 17:00 di ogni giorno c’era una parata con tutti i personaggi disneyani, da Topolino a Stitch; purtroppo i carri non si distinguevano bene sempre per via della solita marea di gente poco controllata.

Il ritorno è stato, fortunatamente, tranquillo e senza difficoltà ai controlli dell’aeroporto (anche se ci ritorneremo prestissimo per un volo verso Los Angeles).
Quando siamo arrivati alle nostre rispettive abitazioni, eravamo stanchi per i lunghi e continui spostamenti, ma comunque soddisfatti di questa fantastica vacanza.
Infatti, seppur l’Italia sia uno dei paesi più belli del mondo, e continuerà ad esserlo, un viaggio all’estero in questi bellissimi parchi, che alimentano i sogni di bambini e adulti, non guasta mai.
Testo e foto di
Luca Macario e Raffaele Spelgatti