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Dolcetto o sorbetto? Una sosta golosa a Lovere

1 luglio 2023 - Tempo di lettura: 6 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

La cittadina di Lovere, sul lago d’Iseo, offre molto ai turisti che si fermano a visitarla ogni giorno: dai preziosi monumenti storici, di cui abbiamo parlato spesso nei nostri articoli, agli angoli pieni di fascino del centro storico, per non dimenticare gli spettacoli di luce che rendono il lungolago meraviglioso anche di sera. Ma in queste giornate calde è piacevole fermarsi a Lovere pure per una sosta golosa, assaporando le prelibatezze preparate in due locali storici: la pasticceria Wender e il bar Centrale.

L’ attività della Pasticceria Wender comincia nel lontano ottobre 1929, quando Adele Pifferetti, vedova di Simone Vender, avvia in Lovere un piccolo laboratorio di pasticceria per i figli Giuseppe e Luigi.

Per permettere loro di apprendere il mestiere invita da Brescia alcuni esperti pasticceri, che insegnano ai due fratelli le basi e i trucchi del lavoro artigianale. L’attività di bar pasticceria e gelateria si teneva nei locali al piano terra della casa “Secchia” (ex albergo) prospiciente Piazza 13 Martiri.

Il negozio di pasticceria si trasferisce nell’anno 1950 nell’attuale sede di via Cavallotti n°6. Nel 1977 è prelevata da Luigi e gestita insieme alla moglie Cecilia e alle figlie. Negli anni ’80 si affianca nel lavoro il figlio Pier Giacomo, che affina le già solide basi tramandategli dal papà Luigi, partecipando a vari corsi presso la scuola pasticceri artigiani di Brescia e l’Ècole Nationale Supérieure de pâtisserie di Yssingeaux in Francia.

La moglie Elisabetta oggi si dedica principalmente al negozio e alle confezioni, dopo aver frequentato corsi di vetrinistica e di confezionamento. Nel 1994 viene aperto un punto vendita che, per dieci anni, ha operato presso il Centro Commerciale Adamello di Darfo Boario Terme (Bs).

Nel corso degli anni sono stati effettuati numerosi lavori di adeguamento e ammodernamento dei locali e delle attrezzature, ma sono rimaste inalterate la manualità, la creatività e la fantasia tipiche del lavoro artigiano di pasticceria. Dall’ anno 2016, dopo aver completato gli studi, si continua il passaggio generazionale con la figlia Veronica…

La pasticceria Wender offre molti dolci tipici del territorio, preparati con amore e nel rispetto delle tradizioni ma con uno sguardo attento anche alla modernità.

La pasticceria in via Cavallotti

Veronica, da quanto tempo gestite questa pasticceria?

Noi gestiamo questa pasticceria dal 1929, l’attività è passata a mio nonno, poi a mio papà e poi a me e a mia sorella.             

È una pasticceria di famiglia e quindi vi sentite ‘’obbligati’’ a lavorarci o il vostro sogno fin da piccoli è stato quello di gestirla e fare ogni mattina dolci e prelibatezze?

No, non ci siamo mai sentite obbligate. Da bambina non avrei mai pensato di fare questo lavoro e penso che se non avessimo avuto questa attività di famiglia non avrei fatto la pasticcera.

Durante il periodo del lockdown come avete organizzato il vostro lavoro?

Siamo rimasti chiusi per circa due o tre settimane, dopo di che abbiamo iniziato a fare consegne a domicilio su prenotazione.

Quali sono i dolci più apprezzati dai vostri clienti?

I dolci più apprezzati dai nostri clienti sono i Baci di Lovere, la torta Loer e la Polentina.

C’è un dolce in particolare che vi caratterizza?

I dolci storici che si preparano ancora nella nostra pasticceria sono i Biscotti al latte e i Baci di Lovere.

Per un giovane che vuole intraprendere questo mestiere, quale tipo di studi consigliate?

Secondo me, il più indicato per questo lavoro è l’istituto professionale alberghiero; in più bisognerebbe fare dei corsi specifici per imparare a svolgere al meglio questo mestiere.

Oggi molti giovani si indirizzano verso la professione di chef. Quali competenze bisogna avere per svolgere questo lavoro?

Prima di tutto la passione nel fare i dolci e qualcuno che ti sappia guidare nel fare le cose.

Cosa significa per voi, considerando il lavoro che fate, la parola “sacrificio”?

Sacrificio per me significa sentirsi in colpa quando sei da un’altra parte, ma sai che nella pasticceria ci sarebbe bisogno di te, oppure essere lì presente e voler essere da un’altra parte.

Prelibatezze in vetrina
I baci di Lovere

A Lovere si trova anche un altro locale storico, il bar Centrale, gestito dalla famiglia Beltrami dal 1975, precedentemente, negli ultimi anni del 1800, dalla famiglia Cerutti.

Un lungo percorso che racconta l’operosità, la capacità di rinnovarsi, l’impegno costante ed il coraggio di un imprenditore nell’affrontare le sfide dei tempi che cambiano; nonostante tutti questi anni, l’attività del Bar Centrale ha ancora tanto da offrire all’affezionata clientela.

Bar storico, affacciato direttamente sul lungolago, in zona centrale, ha un menù goloso, che spazia dai dolci, ai gelati, alla gastronomia.

Molto conosciuti e apprezzati sono i gelati, le coppe, gli affogati, le crepes, i pancakes, ma anche paste, insalate, toast, piadine, carne… Il servizio di solito è abbastanza veloce e tutti i camerieri sono simpatici e gentili.

Il bar è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 7.00 alle 00.00.

La veranda del Centrale

Abbiamo deciso di intervistare il proprietario del bar, Giorgio Beltrami.

Le piace l’attività che ha costruito? Si è pentito di aver comprato il bar?

Si, mi piace molto. No, non mi sono pentito.

Una volta acquisito il bar come è cambiata la sua vita?

La mia vita è cambiata molto, perché la sera invece di andare a divertirmi sono al bar a lavorare, però non mi pesa perché mi piace il mio lavoro. Anche le mie abitudini alimentari sono cambiate, per pranzo, mangio alle 14.00 e per cena alle 3.00 di notte.

La sua famiglia ha sempre sostenuto questa sua scelta di avere un’attività?

Certo, quando sono nato i miei genitori avevano già un’ attività in proprio.

Qual è il piatto che piace di più ai suoi clienti? Quale invece quello che piace di più a lei?

I miei clienti apprezzano le tagliatelle all’ Oscarino, a base di pesce del nostro lago; invece i miei piatti preferiti sono la frittura di calamari e gli spaghetti alle vongole.

Da giovane pensava già di fare questo lavoro, era il suo sogno, ed è felice di averlo realizzato?

Si, mi ritengo una persona fortunata, perché non tutti possono avere questa possibilità di avere un’attività.

Che consiglio darebbe a chi volesse intraprendere questo percorso?

È essenziale stabilire relazioni cordiali e sincere con le persone, perché in questo lavoro si sta a contatto con la gente tutto il giorno.

Foto Infiltrati speciali
Una coppa gelato del Centrale

Rebecca Bianchi e Greta Bonini