Creatività e qualità essenziali nell’attività artistica a scuola
3 dicembre 2018 - Tempo di lettura: 5 minuti
Categoria: Attualità e CulturaNoi Italiani che siamo conosciuti nel mondo come un popolo di “Santi, Navigatori e Poeti” e ovviamente di Artisti, dimentichiamo ormai troppo spesso che l’arte e la creatività sono parte della nostra cultura, sono nel nostro DNA e sono la base di tutte le esperienze esistenziali; siamo creativi infatti ogni volta che cerchiamo nuove soluzioni alla realtà che viviamo sia in ambito personale che lavorativo.
Nelle esperienze artistiche scolastiche accade che molti studenti non comprendono pienamente il valore del percorso artistico, considerandolo spesso inutile e impegnandosi solo in funzione del voto finale.
Il lavoro artistico scolastico invece è pratico ed essenziale e ci allena a scendere dentro al pozzo della creatività a vari livelli.
La qualità artistica che ne deriva è la conseguenza della giusta attitudine con cui entriamo nell’esperienza artistica e scaturisce spesso inaspettatamente aprendo squarci sulla realtà che viviamo.
I bambini si perdono dentro alla pratica del disegnare e del colorare dimenticando qualunque altra cosa e riuscendo a produrre elaborati ad alto contenuto artistico e simbolico.
Molte avanguardie artistiche del ‘900 hanno cercato di riscoprire la spontaneità del disegno e della creatività infantile.
Ernest Gombrich, storico dell’arte, in un saggio realizzato negli anni ’70, analizzando gli scritti di Freud e Leonardo, si chiedeva come mai Leonardo fosse capace ogni volta di creare opere uniche e sublimi.
Concludeva dicendo che per far emergere l’intuizione creativa gli elementi essenziali sono due: primo, il forte desiderio di realizzare un’opera, secondo, la quantità di informazioni raccolte relative a ciò che si vuol creare.
Dopo aver attivato questi due fattori, il motore inconscio provvederà a rimescolarli e a farli emergere nel subconscio per poter “trovare l’idea giusta al momento giusto”; questo avviene in modo più o meno complesso a seconda della personalità di ognuno.
Non è semplice per nessuno completare un lavoro artistico e tantomeno produrre qualità artistica.
Senza il carburante del desiderio e della curiosità però, sarà difficile avviare il motore della creatività che dipende dalla volontà di ognuno di mettersi in gioco e abbandonarsi fiduciosamente ad esplorare il pozzo della creatività individuale.

Tunnel della creatività
La considerazione che le attività artistiche scolastiche siano solo un passatempo e non servano a nulla è fuori luogo.
Pensiamo a quanti neuroni celebrali vengono messi in campo da ognuno di noi quando disegniamo. All’inizio osserviamo nei dettagli un oggetto tridimensionale, poi ci sforziamo di trasferirlo su un foglio bidimensionale attraverso il disegno ed il colore, dandogli caratteristiche tridimensionali uniche e personali.
Non è certo questo un processo meccanico e superficiale!
Con l’attività artistica ci esercitiamo a questo complesso processo psichico interiore, che affonda nella creatività e ci apre alle nostre infinite capacità e possibilità.
E’ un processo che riguarda tutti, indipendentemente dall’essere artisti o no, in quanto tutti utilizziamo la creatività nel corso della vita.
Lo facciamo sempre, soprattutto cercando nuove soluzioni in situazioni difficili, trovando forza ed energia che non sapevamo di avere.
C’è bisogno di curiosità iniziale e determinazione per arrivare fino in fondo alla realizzazione artistica, evitando attentamente il giudizio su ciò che stiamo realizzando e che ostacola e blocca il processo creativo.
Lasciamo le considerazioni e le valutazioni (molto spesso negative!) alla fine del lavoro.
Difficilmente uno studente sa il valore di cosa ha prodotto nel bene e nel male, quindi è meglio lasciare che sia l’insegnante a guidarlo dentro alle qualità del lavoro prodotto.
L’attività artistica può essere un esercizio utile e formativo anche per i ragazzi meno “artistici”, in quanto permette di ri-contattare l’energia della creatività che spesso già in adolescenza viene negata.
Permette inoltre di codificare alcuni aspetti che potremmo definire qualità Essenziali, qualità che emergono ogni volta nel lavoro e che possiamo scoprire nella loro interezza solo andando a fondo del processo artistico.
Se vinco la pigrizia e la mancanza di voglia, posso contattare la curiosità, scoprire le qualità della volontà e della determinazione; se completo un lavoro, anche se sono dubbioso del suo valore artistico, posso poi, con sorpresa, trovarci espressa forza o sensibilità che non sapevo nemmeno di avere.
Ogni volta che mi metto in gioco, nel lavoro emergono parti essenziali che se opportunamente codificate mi mettono in contatto con una o più qualità fino ad ora latenti e che divengono familiari esercitandomi in questo processo.
Solo quando il percorso è realizzato fino in fondo può allora manifestarsi l’unicità, la propria unicità di espressione, che chiamiamo comunemente personalità artistica.
E’ una qualità che va ben oltre la persona, aiuta a sviluppare in ognuno un’identità profonda di sé che una volta portata alla luce non ci abbandona più.
Tutti i grandi artisti della storia hanno dedicato la vita intera all’esplorazione dell’arte e della creatività. Ogni volta che vediamo un’opera dal vero di un grande artista restiamo incantati, siamo trasportati in un mondo senza parole che ci parla del mistero della Realtà in cui siamo immersi e che gli artisti hanno intuito ed espresso.
Leonardo ci incanta con i suoi sguardi e i suoi gesti enigmatici, Piero della Francesca ci offre la contemplazione di un mondo perfetto reso attraverso rapporti matematici e armonie di colore.
Molti di questi artisti necessitano, per essere apprezzati appieno, di una minima conoscenza e formazione culturale, altri più impetuosi ed espressivi ci catturano subito emotivamente.
E’ il caso di Vincent Van Gogh che ci coinvolge con la forza del segno e la dirompenza del colore, oppure degli Impressionisti che con raffinati passaggi tonali e giochi di luce attirano e incantano continuamente milioni di persone nei musei.
In fondo al pozzo della creatività è difficile arrivarci, qualcuno lo fa già istintivamente come inizialmente hanno fatto i grandi artisti che hanno realizzato e lasciato opere grandiose a beneficio dell’umanità.
Dario Lumina, prof. Arte e Immagine
(I.C. Lovere)