Con la fantasia si può fare tutto… anche incontrare Ferdinando Magellano
31 gennaio 2020 - Tempo di lettura: 3 minuti
Categoria: Parole per...Qualche giorno fa eravamo a casa a studiare i viaggi di esplorazione del Cinquecento e ci colpì la figura di Ferdinando Magellano che, per primo, riuscì a circumnavigare il globo. Che straordinaria avventura! Quanto sarebbe stato bello poterlo intervistare.
Considerando che con la fantasia si può tutto, abbiamo inventato questa storia…
L’ingegnere Marcello e lo scienziato Felice, due genialoidi strampalati ora in pensione, inventarono un giorno la macchina del tempo.
Provarono ad utilizzarla per tornare all’anno precedente, ma ci fu un guasto al tabellone degli anni e furono scaraventati nel marzo del 1521 nelle Isole Marianne.
Ad un certo punto videro un’imponente imbarcazione nell’immenso oceano Pacifico pian piano avvicinarsi a loro. La nave batteva bandiera spagnola e quindi capirono che si trattava del vascello del grande navigatore Ferdinando Magellano.
Aspettarono che sbarcasse per poi avvisarlo di non fermarsi nelle Filippine, la sua prossima tappa, perché venivano dal futuro e sapevano che sarebbe morto se fosse approdato lì.
Magellano li ascoltò e non approdò nelle Filippine, ma nelle Molucche.
Per via del suo brutto carattere, però, entrò in conflitto coi molucchesi che erano molto arrabbiati per il furto compiuto dai suoi marinai. Durante la notte del sedici aprile una guardia notturna sabotò la nave del grande esploratore, così da costringere tutta la ciurma ad alloggiare a lungo sull’isola e riuscire così a schiavizzarli.
Il giorno seguente, pronti per partire, rimasero spiazzati dal danno causato dalla guardia molucchese e decisero così di dichiarare guerra alla popolazione residente.
Dopo qualche giorno, le armi di entrambi gli schieramenti furono pronte e fu così che la guerra cominciò.
Dopo settimane sanguinose, l’equipaggio riuscì a sconfiggere l’esercito molucchese e nel frattempo il vascello spagnolo fu riparato.
Fu così che Magellano salì sull’imbarcazione e nel settembre del 1522 approdò a Siviglia vittorioso e fu accolto gioiosamente da Marcello e Felice che, nel frattempo, erano tornati in Spagna. Subito dopo i due lo intervistarono.
Capitano, ci sono stati degli ostacoli durante il viaggio?
Nonostante l’acqua e il cibo scarseggiassero, ce l’abbiamo fatta.
Ci sono stati degli ammutinamenti?
Dopo mesi di navigazione il cibo iniziò a scarseggiare e i miei marinai iniziarono a protestare per averne di più e a ricattarmi per approdare sull’isola più vicina.
Come avete fatto a sconfiggere i molucchesi?
Io e due fedeli compagni siamo entrati nella reggia del capo e, fingendoci molucchesi al suo servizio, l’abbiamo ucciso.
Come l’avete ucciso?
Appena arrivati nella reggia di re Geras, abbiamo sguainato le spade, l’abbiamo ucciso e poi buttato giù dalla finestra. In tutta fretta abbiamo poi avvertito le altre guardie, che a loro volta hanno avvisato tutta l’isola della terribile tragedia. Quindi i cittadini si sono riuniti in lutto e al mio segnale la mia ciurma ha rilasciato il masso posato su una catapulta e così abbiamo vinto la guerra. Nel frattempo la nave era pronta per salpare e così siamo sopravvissuti anche ai molucchesi.
Nel frattempo…
Un tecnico della corte reale aveva sistemato la macchina del tempo e fu così che, dopo essersi congratulati con il grande navigatore ed i suoi marinai, Felice e Marcello ritornarono nel 2020, soddisfatti per aver salvato Magellano.
Anna Isauri, Michel Crespin e Paolo Tazzer
