Ci ha lasciato Niki Lauda, leggenda della Formula 1
1 giugno 2019 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Sportdi Michele Petenzi
Niki Lauda nacque a Vienna nel 1949. È stato uno dei più grandi piloti di Formula 1 di tutti i tempi. La sua sala trofei vanta tre campionati mondiale e ben venticinque gran premi vinti. Durante la sua carriera è riuscito a conquistare ventiquattro pole-position, in altre parole la prima posizione sulla griglia di partenza.
Nel 1976 Niki ebbe un grave incidente nel circuito di Nürburgring e una delle conseguenze fu l’ustione del cranio. La sua autovettura andò a sbattere contro il muro a una velocità di 190 km/h e, dopo il forte impatto, il veicolo prese fuoco, con all’interno il pilota svenuto per il colpo.
Dopo soli quarantadue giorni dal terribile evento, Lauda ritornò in pista con la Ferrari. Grazie al suo grande coraggio, Niki continuò a gareggiare, ma dopo un breve periodo, si ritirò dalla Formula 1. Quindi fondò una compagnia aerea, la “Lauda Air”, che però fallì, quindi lui ritornò nel mondo delle competizioni, questa volta non più con la Ferrari, ma con la McLaren. Dopo il suo ritorno, vinse un campionato mondiale, nel 1984, un anno prima del suo secondo e ultimo ritiro.
Oramai lontano dalle scuderie automobilistiche, rifondò di nuovo la “Lauda Air”. Negli ultimi anni è stato presidente non esecutivo della casa Mercedes Petronas di Formula 1. Durante le gare era solito indossare un cappellino rosso, che in segno di ricordo gli uomini della Mercedes hanno lasciato appeso nei box.
Negli ultimi anni aveva subito un trapianto di rene e un intervento chirurgico ai polmoni a causa dei fumi inalati durante l’incidente.
La sua scomparsa, avvenuta il 21 maggio, ha provocato una grande commozione nel mondo sportivo, ma non solo. Di lui ci resterà il ricordo di un campione dotato di uno straordinario talento e di un grande coraggio.


“Il ricordo di Niki Lauda è nitido nella mia mente. Ho lavorato per lui 10 anni e ne sono sempre stata orgogliosa.
Era un grande uomo: grande lavoratore, estremamente esigente e direi quasi “maniacale” per quanto riguarda il lavoro (a fine volo è successo che si sia messo carponi per vedere se tra i sedili dei passeggeri fosse rimasto dello sporco – le assistenti di volo dovevano costantemente controllare il rossetto per far sì che fosse perfetto), molto presente e puntiglioso (veniva personalmente da Vienna a Milano Malpensa per le selezioni del personale), rigoroso nelle procedure e nel protocollo. Ma così come sapeva essere rigido e intransigente, era al contempo molto socievole e simpatico, capace di farci sorridere nei momenti di relax…
Uomo brillante e generoso: in occasione di un volo con lui e una cinquantina di persone, tra staff della Formula 1 e giornalisti, ricordo che, arrivati a L’Avana dove avremmo soggiornato per una settimana, disse che ci teneva moltissimo ad avere anche l’equipaggio (12 persone) ospite del suo “tour” e così abbiamo trascorso una settimana indimenticabile.
Uomo carismatico: successe una volta che un volo arrivò a Malpensa con moltissimo ritardo e ci furono numerosi problemi legati alla partenza, per i quali anche l’equipaggio in servizio si rifiutava di partire sapendo di essere in overduty (superamento delle ore massime di lavoro). Aveva nevicato parecchio e il volo non sarebbe più partito: immaginatevi com’erano esausti e soprattutto arrabbiati i passeggeri dopo tutte quelle ore di attesa e di incertezza. Per farla breve, Lauda arrivò da Vienna con il suo jet privato e sulla pista tracciò una riga nella neve dicendo all’equipaggio: “Io piloto, chi vuole venire con me faccia un passo oltre la riga”…
A quel punto partirono tutti, con grande gioia dei passeggeri.
Uomo ironico: amava fare battute sulla sua faccia ricostruita dalla chirurgia in seguito all’incidente e pensò di ironizzare sul fatto di essere somigliante ad un ratto (per via del suo viso schiacciato e allungato e dei suoi denti sporgenti) creando appositamente per la compagnia aerea una serie di gadgets, soprattutto rivolti ai più piccoli, con la sua immagine da ratto, definendosi poi “Niki the rat”.
Niki Lauda è stato per me una figura significativa e stimolante che mi ha spinto a dare sempre il massimo sul posto di lavoro”.
Susanna Castellani
Docente IC Lovere

