Cento passi per spiccare il volo
24 aprile 2019 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: LibriIl libro Cento passi per volare di Giuseppe Festa (Salani editore) parla di un ragazzo di nome Lucio, che per colpa di una malattia ha perso la capacità di vedere fin da piccolo. Il protagonista adora andare in montagna con sua zia Bea, perché qui i suoi sensi acutissimi gli mostrano un mondo diverso dagli altri. Un giorno la zia porta il nipote al rifugio “Cento passi”, gestito da un suo vecchio amico.
Qui il ragazzo conosce Chiara, molto chiusa e riservata, ma che dopo un po’ di tempo inizia ad aprirsi con lui. Inoltre conosce la guida Tiziano, che li porterà sul “Picco del Diavolo” per vedere le aquile, pur con qualche titubanza iniziale vista la situazione in cui si trova il ragazzo.
Mentre i protagonisti iniziano l’escursione, due bracconieri chiamati Peccio e Gracco si arrampicano sul nido delle aquile per rapire l’aquilotto Zefiro, ma vengono scoperti giusto in tempo da Lucio e gli altri, che chiamano la guardia forestale per arrestarli. Alla fine riusciranno a fermarli. Il giorno dopo Tiziano riporterà Zefiro al nido, mentre Chiara e Lucio assisteranno alla liberazione dal posto in cui erano arrivati il giorno prima.
Durante il percorso Lucio vuole dimostrare di essere indipendente, e Chiara, imbufalita con lui, esprime tutto il dolore che prova. Lucio sente una strana sensazione, come se Chiara stesse dando voce a tutte le sue insicurezze nascoste. A questo punto decide di lasciarsi aiutare da lei. Arrivano giusto in tempo per vedere la liberazione.
Dopo aver riportato Zefiro al nido, Tiziano si blocca sulla parete rocciosa, viene attaccato dai genitori di Zefiro, che lo hanno scambiato per una nuova minaccia. Lucio, imitando il verso del Corvo Reale, il nemico giurato delle aquile, salverà l’amico.
Dopo un anno Lucio torna al rifugio “Cento Passi”, mentre aspetta l’amica fa un sogno molto particolare, in cui Zefiro aiuta lui e Astro (il suo cane guida) a volare.
Ora può finalmente spiccare il volo, accettare di essere aiutato, accettare la propria fragilità, che non sempre è segno di debolezza e vivere la propria vita.
Il libro ci è piaciuto molto, perché affronta tematiche importanti, raccontate attraverso il rapporto tra i due ragazzi protagonisti. Lucio non vuole accettare la sua disabilità, e vuole fare tutto in modo indipendente, senza l’aiuto degli altri, mentre Chiara, consapevole di ciò che gli altri pensano di lei, si chiude sempre di più, preoccupata che non possa piacere per come è davvero. Ma durante il racconto i ragazzi si aiutano a vicenda, Lucio non vede Chiara ma la accetta per come è davvero, e questo aiuta la ragazza ad aprirsi con gli altri ed a iniziare una nuova vita in cui sarà molto più felice.
Abbiamo avuto la fortuna di poter incontrare l’autore Giuseppe Festa al teatro Crystal qualche settimana fa, grazie alla collaborazione con la Libreria Mondadori di Lovere che ha organizzato l’evento.
Oltre ai racconti dei suoi ricordi ha aggiunto altri “effetti speciali”: due canzoni scritte, cantate e suonate da lui.
L’autore ci ha raccontato in che modo gli è venuta l’ispirazione per questo libro, dicendo che lui si rivede nel personaggio di Chiara, perché anche lui, quando ha dovuto incontrare un ragazzo non vedente, chiamato Sandro, si sentiva un po’ a disagio, perché non sapeva che parole usare, o come avrebbe dovuto comportarsi con lui. Ma il ragazzo gli ha facilitato le cose, facendo vedere che lui conviveva benissimo con il suo limite, e che nonostante gli manchi la vista, si piace così come è.
L’incontro ci è piaciuto molto, l’autore si è dimostrato simpatico e divertente, è riuscito a trovare un po’ di tempo per rispondere a tutte le domande che gli abbiamo posto e ci ha autografato tutti i libri! Possiamo quindi dire che ciò che abbiamo imparato da questa esperienza è che non importa se qualcuno ha dei limiti, e non importa nemmeno se gli altri ti vedono come uno che non può fare parecchie cose solamente perché sei sordo, muto o cieco, quello che importa è ciò che credi tu, perché se vuoi fare qualcosa, indipendentemente da ciò che dicono le altre persone, devi sentirti libero di farlo.
E per dirlo con una frase di Festa: “Molto spesso le persone che crediamo con dei limiti riescono a fare molte più cose di persone che invece crediamo normali”.
Ecco dunque perché, oltre a dire tanto delle risorse che spesso inaspettatamente risiedono nella disabilità, Cento passi per volare dice altrettanto delle difficoltà che ciascuno incontra sul suo cammino e dell’importanza che può avere, per affrontarli, il saperli e volerli riconoscere, accettando serenamente l’aiuto che ci offre chi ci sta accanto. “Nessuno dei due disse nulla. Lei gli prese dolcemente la mano e lo guidò attraverso lo stretto passaggio che si apriva tra l’albero caduto e il dirupo. Oltre l’ostacolo.”
Paolo Polini e Cecilia Mazza


