C’è posta per bulli e vittime
16 febbraio 2022 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Cronaca scolasticaDi bullismo si parla, si discute, si riflette sia dentro che fuori la scuola. Sicuramente la recente giornata nazionale contro il bullismo ha aumentato gli interventi e nella nostra scuola tra febbraio e marzo verranno dedicate alcune ore a questo argomento. Una riflessione la abbiamo fatta anche durante il laboratorio di Scrittura Creativa e noi (Bianchi Valeria, El Maazi Aya, El Harchi Assia), abbiamo provato a immaginare pensieri e parole di bulli e di vittime e di trasferirle in alcune lettere immaginarie con personaggi inventati. Scrivere queste lettere ci ha davvero aiutate a sentire la sofferenza delle vittime, ma anche la loro forza, e a sentire la debolezza di chi pensa che alzando la voce o le mani si diventa più forti e autorevoli. Il bullo sarà sempre un debole, nulla di più. Ecco le nostre lettere immaginarie.
Caro bullo,
non so che cosa ti passava nella testa o che cosa pensavi quando mi hai causato una fitta al cuore. Ora il mondo per me è nero, incolore, senza neanche una traccia di felicità o divertimento. Ora non ci sono più i colori variopinti e vivaci che davano un senso alla mia esistenza. Solo a causa tua e della tua asprezza, pari a quella di un limone. Questa non ti fa più sentire i gusti che vorresti assaporare, veramente. In una stanza buia ora, sola, sto. Non ho intenzione di uscirci fino a quando troverò coraggio e uscirò dalla mia tana e da quel momento non ci vorrò mai più entrare, perché mai nessuno come me, ha provato le emozioni che ora sto vivendo con dolore, in compagnia del mio cuore ferito.
Margherita
Cara bulla,
solo perché sono troppo piccolo, basso e magro tu non avrai mai il diritto di trattarmi così: darmi calci, spingermi, insultarmi… Non so perché tu ti sia comportata così, so solo che qualcosa non va e io ti posso aiutarti se solo tu mi facessi capire. Hai preso un brutto voto? Non sai andare in bicicletta? O sono proprio io che ti ho fatto qualcosa?
Marcello
Caro Vittorio,
tu sei la persona più cara che ho al mondo… bé, dopo molte altre. Però in fondo ti voglio bene e non è mai troppo tardi per scusarsi, giusto? Bene, allora ho capito di aver sbagliato e quindi di avere torto. Le mie parole erano come delle frecce avvelenate, come delle frecce scagliate con archi potenti sul tuo cuore, queste fanno molto male, ma troppo male. Io non le ho mai ricevute e non ci tengo, ma vorrei capire come ti senti e magari, anche se difficilmente, ti potrei aiutare con i tuoi problemi famigliari, che ti causano anch’essi molta tristezza, così riparerei anche una crepa che ho creato con le mie brutte parole.
Saro
Cara Chloe,
l’altro giorno sei stata vittima del mio linguaggio perverso ed è questo il motivo del tuo cuore ferito: le mie “uscite” stupide e crudeli. Non avevo idea di come le parole potessero danneggiare una persona e le sue emozioni. I miei amici si divertono a ferire le persone, ma non si accorgono che le parole, quando non usate bene, feriscono di più di quello che si pensa. Molte volte senza accorgermi ti ho resa triste e infelice, guastando la tua vita. Con questa lettera spero di aver cancellato il passato dal tuo cuore.
Gabriele
Caro bullo,
guardo il cielo ed è pieno di nuvole. Quelle sono come le increspature che hai lasciato dentro di me, i guai che hai creato non possono più essere riparati, perché ci saranno sempre i ricordi. Ci saranno sempre le emozioni che si scaglieranno ogni sera nella mia pancia, ci saranno sempre dei bulli nel mondo. E ci saranno sempre vittime, come me, che anche se non alzano la voce, in fondo, vivono con ferite profonde perché le parole fanno male. Molto male.
Rifletti.
