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Before the flood: siamo ad un punto di non ritorno?

17 gennaio 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Qualche settimana fa, le professoresse Susanna Castellani e Alessandra Maffioli, che insegnano rispettivamente Alternativa alla religione cattolica e Religione, ci hanno fatto vedere il documentario Before the flood, bellissimo e molto significativo. Interpretato e prodotto da Leonardo DiCaprio, è stato presentato per la prima volta nel 2016 al Toronto Film Festival.

L’attore si incontra con scienziati, attivisti e leader mondiali, tra cui Barack Obama, John Kerry e Papa Francesco, per discutere sui pericoli del cambiamento climatico e su cosa bisognerebbe fare per salvare il pianeta Terra.

Purtroppo essa si sta surriscaldando e questo provoca fenomeni atmosferici pericolosi, come alluvioni e tempeste.   

Il sole in estate brucia ancora di più e ciò provoca incendi e siccità. A causa dell’inquinamento il nostro pianeta sta soffrendo per l’effetto serra. I raggi solari entrano nell’atmosfera ma a causa della CO2 (il principale gas serra) non riescono a uscire, quindi anche le temperature si alzano molto e questo non va per niente bene!

Questo lavoro non solo ci ha fatto ragionare ma ci ha anche fatto vedere cosa è successo in questi anni. Potremmo fare veramente la differenza se tutti noi facessimo anche solo una piccola parte per non inquinare, per riutilizzare prodotti, ad esempio il vetro che, se smaltito correttamente, può diventare altro e per un numero infinito di volte.

Il video ci ha colpito molto, perché ci ha fatto capire che l’emergenza ambientale è reale, non è uno scherzo, ma allo stesso tempo ci ha un po’ demoralizzate. Sicuramente da parte nostra ci vuole un grande contributo e impegno. Pensiamo d’altro canto che il maggior impegno debba venire dall’alto e che i governi dei paesi industrializzati debbano fare scelte appropriate e non guardare solo i propri interessi.

Dobbiamo veramente aiutare sia la natura, ma anche noi stessi perché di questo passo la vita della Terra potrebbe accorciarsi drasticamente.

Vogliamo proprio questo? La risposta è scontata!  

Allora smettiamola di produrre centrali inquinanti, troviamo un altro sistema per ottenere energia! Non sappiamo cosa dire quando vediamo interi fiumi prosciugati oppure quando vediamo bimbi profughi che piangono con il dito in bocca. La natura ci ha aiutato molto tempo fa, dandoci terre per coltivare e per costruire, ora tocca a noi ridarle ciò che abbiamo preso in termini di tutela e protezione dell’ambiente. Promettiamo con tutte noi stesse che ci impegneremo per aiutare il nostro pianeta.

Anche gli animali, in queste pessime condizioni di vita, sono a rischio estinzione. Quelli che vivono nei ghiacciai, come gli orsi polari e i pinguini, devono spendere energie in più per vivere, nutrirsi ed adattarsi in un ambiente che cambia, al ghiaccio che si scioglie. I dati parlano chiaro. Andando avanti così si stima che nel 2050 gli animali nordici non avranno più un posto dove vivere.

Perché gli animali devono soffrire per gli sbagli e le scelte egoiste degli uomini?

Ecco alcune cose che possiamo fare per aiutare il nostro pianeta.

Usare meno plastica, preferire borracce o bottiglie in vetro. Usare meno i mezzi a motore e di più le gambe. Fare la raccolta differenziata, seriamente e senza trovare stupide scuse per non farla. Riciclare il più possibile, ogni oggetto può avere tante vite, quindi pensiamoci prima di buttarlo nella spazzatura.

Non uccidere le api, anche perché non sono aggressive!

Non cambiare in continuazione il telefono. Non mangiare tanta carne e smettere di acquistare quella che proviene da allevamenti intensivi.

Spegnere l’auto quando si è in coda o al semaforo.

Abbassare il termostato in casa, può essere sufficiente una coperta o un maglione in più per scaldarsi. Non sprecare l’acqua: se siamo in bagno o in cucina e stiamo facendo altro, è bene chiudere il rubinetto.  

Non strappare i fiori e le piante, che rallegrano con i loro colori le nostre giornate e ci danno aria pulita ogni giorno.

Alla domanda del titolo del nostro articolo rispondiamo perciò con un secco no! Non vogliamo proprio arrivare ad un punto di non ritorno…  

Greta Menolfi e Elisa Magri

con la collaborazione di Camilla Paris