Logo

Cerca articoli

Inizia a digitare per trovare articoli

Animali sfruttati e maltrattati: troviamo soluzioni

27 maggio 2024 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Notizie che riguardano il maltrattamento degli animali oramai si leggono quasi tutti i giorni. Ci feriscono perché non riusciamo a capire il motivo di tanta crudeltà.

Qualche giorno fa a Palermo un cane, precisamente un Pit Bull di nome Aron, è stato legato a un palo, poi il padrone gli ha dato fuoco. I vicini accorsi sul posto hanno provato ad aiutarlo, in un primo momento respirava, poco dopo però se n’è andato.

Non è una novità, al giorno d’oggi molte persone danno fuoco o abbandonano il proprio animale domestico, procurandogli atroci sofferenze o costringendolo a vivere da randagio, senza cibo, senza cure e senza affetto.

Un altro episodio è successo ad Alberobello, in Puglia. Un gattino si trovava sul bordo di una fontana. Una signora, che passava di lì, ha dato un calcio al piccolo che è poi caduto nell’acqua ghiacciata. Purtroppo il felino non è riuscito a salvarsi ed è morto congelato.

Anche gli uccelli non se la passano proprio bene, perché molti di essi, pur non essendo in via d’estinzione, sono le prede preferite dei cacciatori. Secondo noi la caccia dovrebbe essere abolita, perché come noi umani viviamo e ne abbiamo il diritto, pure gli uccelli ne devono avere la possibilità.

Un altro dramma, soprattutto nelle nostre valli, è la presenza dei bracconieri che uccidono uccelli ma anche animali di piccola e media taglia, non rispettano il periodo di caccia stabilito per legge e utilizzano metodi illegali, come l’uso di trappole, reti o del vischio, una sostanza appiccicosa ricavata dalle bacche e dalla corteccia del vischio quercino, unita a olio e acqua. Se l’uccello si attacca sopra di esso, non riesce più a spostarsi, quindi non riesce né a bere né a procurarsi cibo e per questo muore.

Se veniamo a conoscenza di casi di maltrattamento non dobbiamo perdere tempo! Dobbiamo avvisare i Carabinieri, la Questura o le associazioni di protezione animali che, in questi casi, possono intervenire per la salvezza nei nostri piccoli amici.

Ma cosa succede a chi li maltratta?

La legge prevede una pena di due anni di reclusione e il pagamento di una multa che parte dai 3.000 e può arrivare ai 15.000 €.

Noi pensiamo che molti adulti ma a volte anche ragazzi facciano queste cose solo per mettersi in mostra, senza pensare che comportandosi così si rendono solo ridicoli. Gli animali non si meritano la morte. Molti di essi vengono scelti come animali da compagnia, ma al primo ostacolo non devono diventare un peso morto di cui sbarazzarsi senza pensieri.

La metà delle persone che maltrattano, ammazzano il proprio animale domestico o animali in generale, dimostrano di non avere un briciolo di sensibilità e di umanità.

Non dimentichiamo che esiste un documento sottoscritto dalla LIDA (Lega italiana diritti dell’animale) e da molte associazioni animaliste, presso la sede Unesco nel 1978, che ha lo scopo di proporre un codice etico di rispetto verso l’ambiente e ogni animale. Si tratta della Dichiarazione universale dei diritti dell’animale; l’articolo 3, ad esempio, dice che nessun animale deve essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli.

Dobbiamo imparare a vivere in armonia con gli animali, senza ricorrere alla violenza e allo sfruttamento, soprattutto abbandonando l’idea assurda di considerarci superiori a loro.

Gaia Gallone e Anna Marini